Perchè Michele Santoro continua a finanziare il fango del Fatto Quotidiano?

Oggi non faremo il solito fact checking, non andremo a smentire il direttore o gli articoli della pravda grillina. In fondo noi siamo “quelli di parte”, siamo consapevoli che qualunque cosa diciamo o dimostriamo sarà sempre (pre)giudicata negativamente, perchè noi siamo quelli volgari, siamo quelli pagati dal PD (magari!), quelli dalla parte dei mafiosi, quelli che non sono degni nemmeno di ricevere una risposta, siamo quelli che dobbiamo ringraziare di non essere querelati come ci ha detto il vicedirettore della pravda grillina Stefano Feltri. Ma noi non ci scoraggiamo, ne ci facciamo intimidire. Il nostro scopo è avversare, anche con il vilipendio, si, un certo tipo di giornalismo che, a nostro avviso, non solo fa un pessimo servizio ma che attraverso una sistematica manipolazione dell’opinione pubblica, alimenta odio, antipolitica, rabbia, ignoranza e fenomeni che potrebbero anche sfociare in violenza. Facendo un certo tipo di giornalismo si costruisce il partito del rancore, fatto di tifoserie con il sangue agli occhi pronte a esplodere come mine la minimo tocco. Il sistema non è molto diverso dall’indottrinamento anti-occidente che subiscono i giovani terroristi in medio oriente.
E’ facile, basta prendere una categoria di arrabbiati: i tassisti, i truffati dalle banche, gli operai di una fabbrica che sta delocalizzando, non importa se hanno torto (spesso è così) o hanno ragione, l’unica cosa che conta e sfruttare, strumentalizzare, alimentare la loro rabbia costruendo una narrazione atta a creare capri espiatori, individuati, ovviamente nella parte politica avversa da dare in pasto alla folla inferocita. Ecco che allora la responsabilità delle truffe bancarie viene imputata alla Boschi e Renzi, inventando conflitti d’interesse e utilizzando offese sessiste come “Boschi trivellata dai magistrati” (vicenda Tempa Rossa Guidi), si difendono corporativismi e monopoli (l’ha fatto persino la sindaca Virginia Raggi scendendo e dicendo ai tassisti di stare dalla loro parte) che poi si sentono ovviamente legittimati a sfasciare mezza città, tanto poi si può sempre dare la colpa ai fascisti intrusi. Si inventano e manipolano dichiarazioni come è avvenuto ai danni di Gennaro Migliore E potremmo continuare a lungo (basta visitare il nostro sito).
Così si diventa “mandati morali”, “cattivi maestri” si istiga alla violenza; tutte cose che il direttore Marco Travaglio è bravissimo a imputare agli altri (vedi caso Sofri per esempio). Il lettore viene lentamente trasformato in una sorta di candidato manchuriano pronto ad attivarsi e esplodere contro il soggetto odiato e avverso alla “linea editoriale” che può essere Renzi ma anche un artista come Roberto Benigni se fa l’errore di pensarla diversamente o peggio cambiare idea (in questo caso interviene Scanzi a fare il suo necrologio). E la cosa assurda è che in caso si verificasse che qualcuno tiri una statuetta a forma di trivella o banca in faccia alla Boschi (già accaduta molte volte in Italia) questi ingegneri della macchina del fango avrebbero anche il coraggio di dire che la loro unica colpa è quella di dire la verità, che la colpa è dei politici bugiardi e non dei giornalisti.
Il falso giornalismo va avversato e va isolato perchè rischia di danneggiare delegittimare l’intera professione che invece è di importanza fondamentale per una società democratica. Oggi abbiamo il presidente USA Donald Trump che attacca il falso giornalismo, però lui è stato eletto proprio grazie a una massiccia campagna di fake news e disinformazione. E la stessa cosa viene fatta in Italia da Beppe Grillo e il M5S, non a caso nella lista di proscrizione di Luigi Di Maio non c’era nemmeno un giornalista del Fatto Quotidiano.
Quante volte abbiamo smentito false notizie, diffamazioni e manipolazioni… E questo lo fanno in tanti con risultati migliori dei nostri. Noi anche se a volte utilizziamo toni forti, abbiamo sempre argomentato, sempre e abbiamo cercato di essere il più precisi e corretti possibile.

Michele Santoro il 26 novembre 2016, alla vigilia del referendum costituzionale, in un’intervista rilasciata sul Foglio ha attaccato a muso duro il Fatto e la sua direzione (noi ne abbiamo parlato qui) disse:

Non trovo strano che Marco Travaglio abbia schierato il Fatto a favore del No. Trovo tuttavia imbarazzante che tutto il giornale, fin dentro ai necrologi, sia schierato per il No. In ogni sua riga. È ridicolo. Trovo imbarazzante possedere delle quote di un giornale senza sfumature, che non ha dubbi, costruito in questo modo

Santoro conferma anche la troppa “vicinanza” al M5S e lui è uno che le cose le vede dal di dentro, non un troll pagato dal PD.

Se a Marco dici che è diventato l’organo di qualcuno, ti spara”), è vero però che “c’è di sicuro una corrispondenza tra lui e il Movimento. Non so quanto organica. Ma c’è”.

e ancora

Grillo è destra, destra pura, insulto e manganello. Come faccio a rimanere nella proprietà del Fatto, con Travaglio? Forse venderò. A sinistra resta solo Renzi, almeno riesce a dare due calci al pallone

Quante volte abbiamo parlato di come l’emittente La7 sia diventata una sorta di telegrillo costruita e scritta attraverso la manipolazione? E quante volte abbiamo constatato la presenza sproporzionata dei giornalisti del Fatto Quotidiano rispetto agli altri (specie a Otto e mezzo della Gruber)? beh, ai microfoni di La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24, e ancora Santoro a confermare le nostre teorie:

Nessuno ha il coraggio di dire che La7 non è una televisione, non è una tv completa, ma una sorta di Cnn all’amatriciana. Dipende molto dall’umore esterno, e perde anche Crozza.

Alla domanda di David Parenzo che gli chiede se esiste la possibilità che il suo film da regista, Robinù, venga trasmesso in Rai o su La7 Santoro risponde:

Alla Rai mi auguro di sì, a La7? Figuriamoci, devi fare un accordo con Cairo che lo manda gratis e magari mandargli un pacco di salami a Natale

Santoro è anche vittima del Metodo Travaglio (screditare e delegittimare che la pensa in modo differente), pratica che il direttore ha usato esempio contro gli elettori e i vip intenzionati a votare si e per questo umiliato etichettato come “guitto” dal compositore e direttore d’orchestra (noi ne abbiamo parlato qui).  Secondo la giornalista quanto scrive Luisella Costamagna su la verità (altro immondezzaio quotidiano), Santoro si sarebbe venduto a Renzi per tornare in Rai:

Premio S-piazza a Santoro. Il «teletribuno» merita un premio ad hoc per il suo passaggio da Servire il popolo a… Renzi. In fondo, come recita una delle sue biografie, è Su piazza dal 1951.

Santoro risponde dicendo:

Io schierato contro il no per tornare in Rai? Non sono tornato in Rai, ho solo venduto un programma chiavi in mano. Non vedo quale sia questo tornaconto sterminato. Ci ho anche rimesso 30 mila euro. Tutto fatturato, i grillini possono venire a controllare

Anche il direttore del Fatto Quotidiano in versione digitale Peter Gomez, involontariamente o meno, delegittima Santoro facendolo passare come il giornalista borghese diventato renziano per interesse personale che si arricchisce con i soldi dei contribuenti (ne abbiamo parlato qui). Solo che Santoro gli ricorda che la sua società, la zerostudio’s edita e possiede il Fatto Quotidiano, quindi i presunti guadagni (che ovviamente non ci sono) sarebbero goduti indirettamente anche da Peter Gomez. Ecco che allora Santoro usa l’espressione.

Fare i moralisti col culo degli altri

Insomma, quello che noi diciamo da più di due anni viene confermato proprio da chi possiede, assieme alla moglie, il 51,16% del Fatto Quotidiano. Quindi le domande sorgono spontanee e meriterebbero una risposta che probabilmente Santoro non ci darà, ma non ci proviamo e le facciamo lo stesso:

  • Perchè Santoro non vende e continua a rimanere proprietario  e socio azionista di un giornale che sparge fango ed è diventato l’organo di propaganda di un moVimento costruito e basato sulla disinformazione e sul marketing delle fake news?
  • Perchè Santoro continua a guadagnare (questa volta si) da ciò che lui stesso critica e denuncia?
  • Qual’è l’idea di giornalismo di Michele Santoro? In base alla sua storia dovremmo pensare che sia offrire un servizio pubblico, fare informazione possibilmente non parziale, aprire finestre su realtà e vicende che altrimenti rimarrebbero nascoste o ignorate. Ma stando a ciò che possiede e finanzia (gli azionisti servano a questo Gomez…) sembrerebbe che la sua idea di giornalismo sia quella di gettare discredito, delegittimare, dossierare, diffamare.
  • Ha provato a parlare con Travaglio e Gomez o preferisce criticare ma allo stesso tempo intascare? Si, probabilmente ci dirà che ci perde pure col Fatto…
  • Perchè non fa un bel giornale fatto da giovani (magari si prende Stefano Feltri che è bravissimo ma tremendamente condizionato) che miri a informare in modo completo e senza stupidi direttori pieni di odio e bile e cerchi di arginare fake news e falsa informazione, ma soprattutto che non faccia politica?

Rimanendo in attesa di una gentile risposta invitiamo Michele Santoro a leggere i nostri articoli e vedere i nostri video (possibilmente ignorando i tantissimi errori ortografici e di sintassi che facciamo)  e magari aprire gli occhi su ciò che possiede e finanzia.

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