Ecco perchè non siamo d’accordo con Laura Morante

Il 3 maggio 2018 Laura Morante ospite nel programma tv Otto e mezzo su LA7 ha fatto alcune dichiarazioni che crediamo sia opportuno esaminare perchè rappresentative di una larga fetta di opinione pubblica che più meno la pensa allo stesso modo.

Onde evitare incomprensioni premettiamo che noi non appoggiamo il Partito Democratico, anzi, pensiamo che per come è diretto e da chi è composto non abbia futuro, e che sia il momento di far nascere una nuova realtà separata e autonoma. Il pd ha indubbiamente commesso errori come tutte le forze politiche e come succede a coloro che si assumono la responsabilità di governare uno stato. Allo stesso tempo crediamo che per fare un ragionamento serio sia necessario essere obbiettivi e onesti ed esaminare i fatti per come sono realmente.

 

Io ho votato tutte le varie incarnazioni dal Partito comunista fino al PD ma sta volta non ce l’ho fatta, perchè non mi sembrava più di dare un voto alla sinistra.

Frase che subito comincia ha far nascere il sorrisetto sul volto di Travaglio in collegamento.  Laura Morante sostiene che il PD ha perso la sua collocazione a sinistra, anzi forse addirittura la sua anima. Per rispondere a questa domanda bisognerebbe prima capire e accordarsi su cosa si intenda per sinistra, perchè a volte si ha l’impressione che spesso questa parola venga usata semplicemente per indicare una posizione ideologica fine a se stessa, slegata dalla realtà, che fa riferimento a una sorta di iperuranio platonico dove esistono solo giustizia felicità e uguaglianza. La realtà però è fatta di problemi da risolvere e questo certo non si fa con le ideologie, quelle servono solo ai filosofi come Cacciari che nella vita hanno fatto poco o nulla ma vanno in TV a pontificare e dare lezioni. I problemi si risolvono con le azioni, facendo delle scelte, assumendosi delle responsabilità e anche scontentando qualcuno. Il partito democratico, fin dalla sua nascita, ha tentato di unire varie anime di sinistra in unica realtà; la famosa vocazione maggioritaria, l’azione comune e via discorrendo. Coloro che pensavano e pensano fosse un partito unicamente di sinistra (quella ideologica di cui sopra) spiace dirlo ma hanno capito male e fanno bene a votare qualcos’altro, magari un partito che ha il nome di uno shampoo formato dalle stesse persone che hanno contribuito a formare il PD e che fino a poche settimane prima delle elezioni facevano parte proprio del PD…

Il PD di Renzi non è più di sinistra, questo è il mantra o per meglio dire la narrazione che è stata costruita dalla sinistra dello shampoo e dalla stampa di propaganda. Ma è davvero così? vediamo:

  • Unioni civili
  • Divorzio breve
  • Legge sul ‘Dopo di noi’
  • Riforma Terzo settore e servizio civile
  • Legge contro il caporalato
  • Bonus bebè di 960 euro l’anno per ogni nuovo nato per 3 anni
  • Aumento pensioni minime da un minimo di 100 euro a un massimo di 500
  • 18App, 500 euro per tutti i giovani che compiono 18 anni nel 2016
  • 80 euro per 11 milioni di italiani che guadagnano meno di 1.500 euro al mese
  • Legge contro i reati ambientali

Queste sopra elencate sono riforme tipiche di una formazione politica di destra? Difficile credere che un Salvini possa mai fare delle riforme del genere… La replica però è semplice e viene automatica perchè ce l’hanno propinata quotidianamente stampa e tv , come fosse la pillola per la pressione o del diabete: ma il Jobs Act e la buona scuola, e i soldi alle banche non sono di sinistra. Dopo questa frase di solito nei talk show scatta l’applauso della claque. Il problema è che ancora una volta ci troviamo di fronte a delle posizioni ideologiche sterili e costruite.

Jobs Act

Il tanto tanto avversato Job act prevede principalmente la riduzione delle varie tipologie di contratto, specie quelle parasubordinate,  cercando di dividerle in due: dipendente e autonomo. Però il job act è anche anche diritti e welfare:

  • Abolizione delle dimissioni in bianco
  • indennità di maternità e congedo parentale
  • abolizione di co.co.pro.
  • L’indennità di disoccupazione (naspi)

Ma il problema in realtà è solo uno: il maledetto articolo 18. Questa è stata la principale argomentazione di una parte della sinistra che, a fronte del loro successo, da ora ironicamente chiameremo “sinistrati“. Tutti raccontano dell’abolizione dell’articolo 18 che però non è stato per nulla abolito ma solo cambiato. Il cambiamento consiste solo nel fatto che per il licenziamento per motivi economici (crisi o riorganizzazione aziendale) non è previsto il reintegro ma solo un indennizzo,  mentre resta il reintegro per licenziamenti discriminatori e per precisi casi di licenziamento disciplinare ingiustificato. 

Questo piccolo cambiamento  ha scatenato il finimondo e ha inficiato tutta la riforma del lavoro. I sinistrati vorrebbero che il datore di lavoro non stipuli un contratto di lavoro ma firmi una cambiale a vita, che il lavoratore non sia un dipendente ma una sorta figlio in affidamento da mantenere sempre e comunque. Questa sarebbe la sinistra? No, questa è semplicemente una stupida follia.

Buona Scuola

L’altra grande colpa è quella della buona scuola. Non la faremo lunga ma l’unico motivo è che sono stati sbloccati migliaia di posti di lavoro ma gli insegnanti si lamentavano della distanza e rivendicavano il diritto a insegnare vicino casa. I sinistrati vorrebbero una scuola in cui vi insegnano solo persone residenti nelle località limitrofe, a prescindere da graduatorie di merito e/o progettualità ecc. Sarebbe una scuola in grado di garantire qualità meritocrazia? No, sarebbe una scuola in grado di garantire solo la comodità degli insegnanti.

Soldi alle Banche

Questa è stata una delle principali campagne diffamatorie portate avanti da giornali di propaganda come esempio Il Fatto Quotidiano. Tutto comincia dal decreto sulle banche popolari, una riforma controversa che ha obbliga le banche popolari con un patrimonio superiore a 8 miliardi a trasformarsi in società per azioni e eliminare quindi il vecchio sistema con il voto capitario che, secondo i promotori e i sostenitori del decreto, bloccava di fatto le banche e impediva la loro crescita, e quindi la capacità di offrire prestiti e fare credito. In seguito avviene che i dirigenti e i dipendenti di alcune banche, come ad esempio Banca Etruria,  truffano i cittadini convincendoli ad acquistare titoli che in realtà non valgono nulla e i risparmiatori (in realtà investitori) perdono tutto. Apriti cielo.  La propaganda subito si affretta a collegare il decreto con lo scandalo Etruria dando la colpa al PD e a costruire una enorme campagna delegittimatoria.  Le cose poi peggiorano quando si viene a sapere che uno dei vicedirettori senza deleghe di Banca Etruria era il padre della tanto odiata (specie dal Fatto Quotidiano) Maria Elena Boschi, ministro delle riforme costituzionali e dei rapporti con il parlamento del governo Renzi. Il padre in realtà non c’entra nulla ne con la crisi ne con la truffa, ma alla politica e alla stampa non frega nulla, oramai la macchina del fango è in moto e non si può fermare. Ecco allora che la Boschi diventa l’argomento quotidiano dei vari spargifango d’Italia, anche se l’unica prova che riescono a produrre è un semplice e normalissimo interesse mostrato dalla Boschi per tentare di salvare la banca del suo territorio. Ma i diffamatori di professione dicono che si prodigava per salvare la banca del padre che ovviamente del padre non era. Il PD riesce in tempi record a discutere, fare una commissione d’inchiesta e a risarcire pure parte dei truffati. Ma non basta.

Tutto questo denota una perdita identitaria? Una deriva verso destra? e perchè mai?  Ecco, quindi, perchè ci sembra che Laura Morante sia in errore quando sostiene che il PD non è di sinistra, perchè in realtà quello di Renzi è stato il governo che ha fatto più riforme di sinistra di tutti quelli che Laura Morante dice di aver votato. La cosa però più assurda è che Laura Morante, tanto attenta al PD, non fa ci pensa nemmeno a criticare i 5stelle che non sono democratici; sono guidati da un ex comico e un azienda privata; Firmano contratti di che vietano il dissenso; Vogliono uscire dell’euro; diffamano le ONG definendole taxi del mare; falsificano i bonifici delle restituzioni che tanto si vantano di fare; falsificano le schede elettorali in sicilia; hanno infiltrazioni camorristiche come a Quarto ma negano e  fanno finta di non sapere; Stanno facendo sprofondare Roma, la capitale d’Italia, nell’immondizia e nel degrado ecc. ecc. Laura Morante si limita a dire che molte persone di sinistra hanno votato 5stelle. E questo sarebbe colpa del PD?

Sono arrabbiata col PD perchè ha fatto una campagna dicendo: attenti che arriva la destra e poi ha consegnato il paese alla destra

Forse Laura Morante ha perso qualche passaggio se no avrebbe constatato che a consegnare il paese alla destra sono stati gli elettori che hanno deciso di votare Salvini e 5stelle, per non parlare dei rispettivi organi di propaganda. La destra ha vinto le elezioni e il M5S è il primo partito e questo lo hanno deciso gli elettori, non il Partito Democratico. Laura Morante dice di non aver votato per il M5S e dato che rivendica un’appartenenza di sinistra se ne deduce che ha votato presumibilmente LEU. E questo è un altro paradosso: LEU come detto, non è altro che il PD degli odiatori di Renzi, e ha fatto un’intera campagna elettorale totalmente solo contro il PD e Renzi, della destra se ne sono altamente fregati. Che cos’hanno fatto Bersani, Speranza, Civati, Fratoianni, Grasso la Boldrini e compagnia cantante per non consegnare il paese alla destra? una campagna elettorale contro il PD incentrata su reinserimento dell’ IMU e ripristino del vecchio articolo 18? E questa sarebbe la sinistra? Forse è la sinistra dei coatti come Claudio Amendola, ma da una persona come Laura Morante ci aspettiamo capacità di analisi ben superiori.

Il PD doveva accordarsi con i 5stelle (…) non sono riuscita a votare 5stelle perche’ e’ un non partito, poco trasparente. Però Non capisco il disprezzo e l’orrore per Luigi Di Maio.

Qui si nota una leggera contraddittorietà Come si fa a sostenere che il PD avrebbe dovuto accordarsi con un partito che non si reputa nemmeno all’altezza di essere votato e che non si ritiene sia rappresentativo delle proprie istanze? E come si fa parlare di disprezzo per  Luigi Di Maio quando il Movimento 5 stelle e il direttore del suo organo di propaganda Marco Travaglio (tra l’altro pure presente in studio) hanno passato 4 anni a diffamare e insultare il partito democratico definendoli mafiosi, criminali, collusi, ladri e addirittura dicendo che andrebbero sciolti nell’acido? Qui si rasenta la follia.

Per concludere, come si fa a essere d’accordo con Laura Morante? Noi pensiamo che ci sia una grande confusione generata da una quotidiana propaganda, dalla continua delegittimazione, dall’uso politico della giustizia e delle magistratura, dalla costruzione di una narrazione basata ora sulla paura, ora sulla promessa di paradisi, rivoluzioni e miracoli, che ha portato gli elettori a votare assecondando odio e rabbia, e questo è avvenuto anche in Inghilterra con la Brexit e negli USA con la vittoria di Trump. Speriamo che Laura Morante non se la prenda a male come a fatto Claudio Amendola che ci ha definito deficienti. Il nostro obbiettivo è solo quello di fare dei ragionamenti liberi da condizionamenti di parte e soprattutto cercando di argomentare evitando gli atteggiamenti da tifoseria.

 

 

 

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