Polemiche da scuola elementare

 

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Le polemiche che in questi giorni stanno rimbalzando ovunque e che vengono enfatizzate dalla stampa e media di propaganda in realtà sono insignificanti, rubricabili alla sezione quisquilie.  Il Fatto quotidiano titola “Non è un pese per donne” e l’autrice dell’articolo interno, Paola Zanca, scrive

Giorgia Meloni (…) ha dovuto replicare al vincitore delle “gazebarie” del centrodestra, Guido Bertolaso(…) che ha pensato bene di dire che “deve fare la mamma” (…) Anziché prendersela con la donna politica, preferisce prenderla con la donna e basta.

Mai pensavamo di dover prendere le difese di Guido Bertolaso, ma noi non parteggiamo per nessuno, nessuno ci paga e purtroppo non prendiamo alcun finanziamento, e cosa più importante non abbiamo paura di nessuno. E’ chiaro che nel caso in questione siamo al ridicolo. La frase di Bertolaso non ha alcun intento discriminatorio. Se Bertolaso avesse detto a Niki Vendola “ma vai a fare il padre” nessuno avrebbe avuto nulla da dire ma nel paese dei bigotti e degli ipocriti una frase politica diventa discriminazione. In parlamento abbiamo avuto cori da stadio grillini con insulti di varia natura, gesti fallici, pesci, mortadelle e chi più ne ha ne metta. Ma la vera ipocrisia sta nel fatto che quando a essere insultate sono state donne del PD come Boldrini e Kienge nessuno colpevolmente ha detto nulla o al massimo hanno vigliaccamente sminuito. E in quel caso si parlava di stupri, insulti razziali, messe in scena con sangue finto ecc. Oggi lo scandalo è una frase assolutamente innocua e peraltro pure vera di Bertolaso. Fare il sindaco di Roma non è una cosa da tutti e Marino che all’inizio sembrava forte e sicuro di se alla fine è stato ucciso proprio dai suoi stessi amici (con la complicità di avversari e giornalisti che ora si nascondono e negano), è stato attaccato persino per il parcheggio dell’auto. Se un uomo politico volesse fare il sindaco di Roma e allo stesso tempo gestire una qualsiasi altra attività sarebbe giustamente criticati e considerato inadeguato ma se questo lo si dice a una in procinto di divenire mamma allora subito diventa discriminazione. Immaginiamoci la Meloni che gira per il comune di Roma alle prese con poppate, cambi di pannolino e pappette. Non lo fa lei? assumerà una badante? allora non solo sarà una pessima sindaca ma pure una pessima madre.

Più avanti si parla del caso Bedori:

la candidata sindaco M5s Patrizia Bedori annunciava il suo ritiro dalla competizione. Lo fa perché non se la sente, perché la campagna elettorale da protagonista non è nelle sue corde. Ma ci ha tenuto a togliersi “qualche sassolino dalle scarpe”, prima di tornare nell’ombra. Ce l’ha con chi ha parlato di lei come di una “obesa”,”casalinga”,”disoccupata”. L’avrebbero mai detto se fosse stata un uomo? Se lo domandava anche il ministro Maria Elena Boschi, ieri in un tweet: “Quando chiederanno ad un candidato uomo di ritirarsi perché non telegenico o perché deve fare il padre?”

La grillina scopre che la politica è un gioco duro, non regge la pressione mediatica e abbandona in lacrime. Pressione mediatica? e cosa dovrebbero dire Renzi, Boschi e Co. che vengono attaccati, infangati e diffamati ogni giorno? La giornalista, naturalmente si dimentica di dire che l’insulto alla Bedori è arrivato proprio da un suo “compagno” di partito Tonino Silvestri,  consigliere comunale del M5S a Spinetoli e figura storica dei grillini nel Piceno e nelle Marche. Questo non si scrive perchè va contro le direttive della pravda grillina. Certamente non condividiamo e condanniamo con forza le offese subite da Patriza Bedori e pensiamo faccia bene a denunciare. Quello che però constatiamo, per l’ennesima volta, è che il criterio di scelta del M5S è molto discutibile, per non dire completamente folle. Bisognerebbe assicurarsi preventivamente della forza e delle capacità di un candidato, giusto per non incorrere in inciampi che di fatto si configurano come atti suicidi.

Parliamoci chiaro qui non si tratta di discriminazioni o femminicidi politici. Questi casi non sono altro che bazzecole da scuola elementare. La bambina obesa che viene fatto oggetto di scherno dai compagni di classe e il bulletto che fa la voce grossa ma che di fronte a un richiamo se la fa sotto.

Quello che ci fa ridere è il modo in cui si strumentalizzano e enfatizzano questi episodi che non fa altro che deteriorare ulteriormente la credibilità di una giornale che definire tale è davvero una discriminazione verso i veri giornali.

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