Prove di secessione: il patto dei pirloni

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Il consiglio regionale di Milano ha approvato la proposta del referendum che chiamerà i cittadini lombardi ad esprimersi sulla richiesta di maggiori autonomie (in realtà primo passo verso la vecchia chimera della secessione). La proposta passa con 58 voti favorevoli, in particolare grazie ai voti dei grillini, determinanti per raggiungere i 2/3 necessari. I leghisti esultano con bandiere in aula e stappano bottiglie di spumante davanti al Pirellone insieme ad alcuni militanti. Si tratta di quello che viene definito dalla stampa”il patto del pirellone”- noi preferiamo “patto dei pirloni”, crediamo sia più azzeccato e calzante…-

Si dice “Dio li fa e poi li accoppia”.  Quello con la Lega, come con altri attori dell’estremismo europeo, è un rapporto di odio e amore, di non ti voglio ma ho bisogno di te , di scambi reciproci che, a seconda degli interessi, trovano sfogo in vere e proprie orge populiste. E’ ormai sotto gli occhi di tutti, tranne quelli della pravda grillina, la tendenza all’estremismo del moVimento 5 stelle. Non si tratta di destra, fascismo o nazismo – anche se alcune “Uscite” degli ultimi tempi fanno davvero pensare…- I 5 stelle non sono compressi in gabbie ideologiche, loro pescano indiscriminatamente da più bacini raccogliendo ogni estremismo che alimenta le pance del popoli ruminanti e lo sfruttano a fini commerciali e di creazione del consenso, entrambi confluenti nel “click”.  I 5 stelle hanno rapporti “(con)sessuali”, con Farage, la Lega e la Le Pen (anche se ovviamente non lo dicono), ma non disdegnano realtà come Podemos, Syriza e persino comuniste estreme stile Putin.

Pochi giorni fa Di Battista (il campione di bufale internazionale), in un tweet, palesa quello che di fatto è un ricatto bello e buono e lo fa con estrema tranquillità (loro sono trasparenti): In cambio del referendum propositivo senza quorum Diba dice che il M5s si rende disponibile ad aperture. Ovviamente si tratta di stupidaggini perchè sapeva già che l’intenzione del governo era quella di discutere della questione nella seduta per il voto finale. Ma in questo modo i 5 stelle hanno avuto la scusa per dire di aver ricevuto l’ennesimo no e poter così trasformare il parlamento in una curva da stadio.

Ma perchè i 5 stelle sono interessati al referendum propositivo e senza quorum? Beh uno dei motivi si è palesato oggi: Intestarsi becere battaglie populiste ad alto tasso di incostituzionalità (cosa ovviamente ignorata dalla pravda grillina) come la secessione (loro usano il termine autonomia) al solo fine di grattare facili consensi nello stupido elettorato leghista.

Beppe Grillo lo aveva profetizzato in uno dei tanti post folli pubblicati “sul blog” dal titolo “e se domani…” (vedi qui) in cui il comico, divenuto un leader estremista, parla di sparizione dell’italiadi macroregioni ( vi ricorda qualcosa?) e diaspore. Ma non è stata (ne lo sarà), l’unica volta che Grillo ha dichiarato di sposare la causa secessionista che anima popoli del nord:

11 Aprile 2014 dal palco di Padova, in occasione di una delle tappe del suo spettacolo “Te la do io l’Europa” Grillo manovrando a mano un ‘tanko’ di cartone, che spara coriandoli. ‘No ghe volemo stare più in ‘sto Stato de mona, va ben!”, ha gridato Grillo. “C’è un diritto alla secessione – ha aggiunto – se fate un referendum sono con voi. E’ un’autodifesa. 

A piccoli si va verso la smantellazione e la distruzione di ciò per cui i nostri nonni ( come dice Cazzullo) hanno lottato e sono morti. Basta un gruppo di ladruncoli disonesti e mafiosi come i leghisti e una falange estremista 2.0 per distruggere un paese. Altro che deriva autoritaria Renziana…

Immaginate cosa sarebbe accaduto se a parlare di “autonimia” della Toscana fosse stato Renzi. Sarebbe successo il finimondo: #Travagobbels avrebbe aumentato la produzione fango e da un articolo al giorno sarebbe passato a tre; #SeLoConosciLoScanzi avrebbe smesso di speculare sfruttando i nomi di Gaber e De André e di occuparsi della fenomenologia di Malgioglio, lanciandosi in una crociata contro il dittatore ebetino; #PadellaroMondial casa avrebbe ripreso la penna dal chiodo e sarebbe tornato alla direzione del Fatto; GomezAddams avrebbe annullato l’intervento di plastica facciale e si sarebbe lanciato in un’attacco Ddos al profilo twitter di Renzi; Sandra Rizza e Lillo avrebbero spulciato ogni documento ed esplorato ogni anfratto alla ricerca di rapporti con la mafia andando indietro fino al bisnonno guappo di Renzi.

Ingenuamente stampa e tv snobberanno e sottovaluteranno questo piccolo passo verso la secessione e ignoreranno il prossimo: il referendum sull’uscita dall’Euro. Nel giro di qualche anno l’italia potrebbe davvero essere distrutta. Se il referendum lombardo, tra l’altro fatto tramite un voto elettronico farlocco stile blog di grillo – magari con gestione affidata alla Casaleggio Associati – dovesse passare sarebbe solo l’inizio. In men che non si dica i veneti farebbero lo stesso, così come i piemontesi e gli emiliani. Se poi si facesse anche quello anti-Euro allora la promulgazione di nuove leggi razziali sarebbe “solo” il pericolo minore. 

 

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