Quando non possono dire mafia dicono clientelismo

clientelismoOra che Vincenzo De Luca è stato assolto praticamente da tutto, bisogna continuare a trovare un modo per parlarne male  – cosa che a De Luca fa solo bene e piacere – perchè, come ha ricordato lui stesso su Lira TV citando Oscar Wilde: “bene o male, purché se ne parli”.  Il Fatto Quotidiano è visibilmente a corto di argomenti e quindi si inerpica in assurde riflessioni politiche alquanto ridicole.

Il giornalista Fabrizio D’esposito che a guardarlo lui si che sembra la copia rinsecchita di Mr. Bean, scrive questo articolo per il Fatto Quotidiano (per la versione digitale). Cercando di fare una sorta di super mega zuppa – ci mette dentro di tutto – par parlare di clientelismo o meglio della conversione a tale filosofia di Vincenzo De Luca.

D’esposito parte addirittura informandoci della data di nascita De Luca, poi balza al 1981 quando aveva 32 anni e guidava la federazione provinciale di Salerno del grande Pci. Infine, ci infila Enrico Berlinguer, in realtà solo per citare una sua frase.

I partiti sono soprattutto delle macchine di potere e di clientela

Che suona un po’ come “i giornali sono delle macchine del fango al servizio delle parti politiche”. Inizialmente non siamo riusciti a capire il perchè della premessa “sull’infanzia” di De Luca 32enne, forse perchè siamo abituati a considerare la vita come un percorso fatto di evoluzioni e continui cambiamenti (es. Travaglio che passa da leghista, a dipietrista per poi diventare pro 5 stelle), ma come sappiamo al Fatto assumono più droghe di quanto non facessero nell’antica Grecia durante le celebrazioni dei misteri eleusini, quindi non ci stupiamo più di tanto.

Dopo l’excursus negli anni 80′ la Delorean dei #fattoni ci riporta nel nostro tempo:

Trentacinque anni dopo, l’ex comunista De Luca è il governatore della Campania sotto le insegne del Pd ed è un convinto sostenitore del clientelismo.

Ah, ecco a cosa servivano i viaggi nel tempo: per dire che De Luca Ankin Skywalker col passare del tempo si è convertito passando al lato oscuro della forza (e non per amore di Padme). Perchè dovete capire che nella mente piccola ed elementare di certi pensatori esiste ancora quella convinzione manichea che vede il comunisti statalisti (i Jedi, quelli buoni) contrapposti ai democristiani clientelari (i Sith, quelli cattivi). Ovviamente si tratta di stupidaggini. In realtà, ognuna di queste parti politiche/blocchi di pensiero, a suo modo, ha sempre cercato di influenzare l’elettorato al solo fine di accaparrarsi consenso, solo che mentre i comunisti lo facevano di nascosto, propalando la falsa storiella del potere al popolo operaio contro il perfidi padroni, i secondi lo facevano cinicamente alla luce del sole. Ogni organizzazione (partiti, sindacati, lobbies, ecc.), agisce nella sfera politica, mirando ad accaparrarsi il consenso di determinati strati e comparti sociali al fine di usare “in proprio” i vari apparati “pubblici”.

lo sceriffo di Salerno ha fatto un’apologia delle clientele per certi versi già diventata storica, grazie all’audio integrale della riunione riservata pubblicato in esclusiva dal fattoquotidiano.it

Questo è un altro classico cavallo di battaglia del giornalismo: l’intercettazione, la registrazione esclusiva. In realtà non c’è nessuna registrazione esclusiva… Nell’epoca degli smartphone, dei tablet ecc. pensare di fare una riunione con 300 amministratori e tenerla segreta sarebbe da stupidi e De Luca non lo è di certo… Il Fatto è fissato con lo spionaggio giornalistico ma anche il lettore più sprovveduto sa che non c’è alcuno scoop e che forse la cosa è stata anche voluta dallo stesso De Luca.

In seguito si richiama la figura del democristiano Antonio Gava:

In pratica, la conquista del potere e la sua gestione quotidiana hanno trasfigurato De Luca nel nuovo Antonio Gava della Campania. Gava fu un boss democristiano, campione del clientelismo e non solo, arrivando persino a fare il ministro dell’Interno.

Ancora una volta si da implicitamente del mafioso a De Luca senza avere il coraggio di dirlo. “il boss democristiano Gava” – che in realtà non era il boss di niente ma solo un politico di stampo andreottiano per capirci – infatti, nonostante sia stato sempre assolto, fu coinvolto in molte vicende legate alla camorra e al voto di scambio. Ovviamente D’esposito non dice che il clientelismo attribuito a De Luca, essendo una condotta giudicata negativa esclusivamente sul piano morale,  non c’entra nulla con il voto di scambio o l’associazione mafiosa che invece sono reati gravi, ma si sa come funziona il giornalismo del Fatto.

Per coloro che non lo sapessero il clientelismo sta a indicare l’attività politica basata, in sostanza, sullo scambio di favori,appunto sulle clientele, che è assimilabile ad altre pratiche come il familismo, il nepotismo, la raccomandazione ecc.   Quello che il fatto non dice perchè smaccatamente di parte è che il clientelismo è quello che ha contaminato anche io nuovi politici, quelli onesti e puri del M5S. Non rispondono forse a logiche clientelari le vicende che hanno riguardato il comune napoletano di Quarto, con ricatti, pressioni difese schizofreniche che si tramutavano poi in espulsioni, camorristi alla ricerca di concessioni, appalti, gestioni e affari, per non parlare dell’omertà dei vertici che negavano di sapere?

Anzi, facciamo un gioco. Prendiamo proprio parte dell’ultima sentenza di Antonio Gava (si trova anche su Wikipedia) e sostituiamo qualche nome.

L’imputato Fico/Di Maio aveva piena consapevolezza dell’influenza esercitata dalle organizzazioni camorristiche operanti a Quarto sulla formazione e/o l’attività e del collegamento dei politici locali con i camorristi, sicché non potrebbe neanche ritenersi che egli si sia interessato della politica locale senza rendersi conto del fenomeno della compenetrazione della camorra nella vita politica, alla cui gestione avrebbero provveduto, a sua insaputa, gli esponenti locali del M5S[…] Appare evidente che la consapevolezza da parte dell’imputato dell’infiltrazione camorristica nella politica di Quarto, insieme allo stretto rapporto mantenuto con gli esponenti locali del M5S e con le istituzioni politiche del territorio medesimo, nonché all’omissione dei possibili interventi di denuncia e lotta al sistema oramai instauratosi in zona, costituiscono elementi indiziari di rilievo da cui potersi dedurre la compenetrazione dell’imputato nel sistema medesimo, secondo quanto posto in rilievo dalla Pubblica Accusa […] Fico/Di Maio non risulta essersi concretamente attivato, quale capocorrente del M5S o nelle sue funzioni ministeriali, per porre un argine al fenomeno della contaminazione politica da parte della criminalità nel territorio campano; come nessuna iniziativa ha adottato per la sospensione dei consiglieri comunali, di cui pur conosceva la contiguità alla camorra, sospensioni avvenute solo dopo che lo scandalo emerse in modo tardivo e in certi casi altalenante (quest’ultima frase l’abbiamo aggiunta noi).

Sembra calzare a pennello vero? Beh, sempre sul clientelismo, non rispondono per caso a logiche clientelari le assurde vicende del M5S Romano con le nomine di persone come Raffaele Marra che passano da Alemanno, attraversano il PD e arrivano ai 5 stelle con cariche di responsabilità e stipendi da capogiro; La nomina di un indagata per rati ambientali come assessore all’ambiente la cui prima azione è stata quella di riabilitare il ras dei rifiuti Cerroni? E la vicenda delle firme false/copiate in Sicilia a quale logica appartiene, quella della schifezza assoluta?

Il fatto è che tutto è clientelismo. Quando il politico promette favori una ceto sociale o una categoria di cittadini è di fatto clientelismo. Quando si favoriscono aziende legate alla politica come le cooperative rosse ecc. è clientelismo. Quando si favoriscono grandi imprenditori, come è stato fatto esempio per la FIAT per anni anni,  è clientelismo. Quando si favoriscono le lobbies sindacali e si imbrogliano i lavoratori con accordi sotto banco è clientelismo. Quando si promettono 700€ a 10.000.000 di italiani mentendo e falsificando i costi è clientelismo (misto a truffa). Tutto è clientelismo, la politica stessa si basa su una logica pubblicitaria dove la menzogna del “più bianco non si può” serve solo per accaparrarsi clienti/voti. I cittadini stessi votano chi promette loro aumento delle pensioni, detassazioni, lavoro ecc.

Il politico che promette a un’azienda del territorio di lavorare e quindi far lavorare anche i cittadini creando posti di lavoro ecc. risponde a logiche clientelari? Ok, e chi se ne frega! Forse per le persone che devono guadagnarsi la pagnotta (non certo come Travaglio e Co.) è meglio essere clientelare ma mangiare, che essere statalisti e morire di fame. E questo non è un ricatto ma la cruda realtà. Perchè il cittadino dovrebbe votare un politico che non fa il suo interesse? Per aderire a posizioni ideologiche fini a se stesse? Ma per favore…

il referente romano di De Luca è quel Luca Lotti che quotidianamente sente e frequenta l’ex sherpa berlusconiano Denis Verdini, plurinquisito e plurimputato nonché teorico del fu patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi.

Eh… ci stavamo chiedendo quando D’ambrosio avesse infilato Renzi, il governo o i fantastici quanto assurdi retroscena; mancano solo Michael Ledeen, Marco Carrai, il Mossad, La Spectre e Tana della tigri. Sul patto del nazareno ci limitiamo a constatare che non è, vero, non è morto affatto ma ha solo cambiato attori. Infatti oggi vede uniti Travaglio, Berlusconi e D’alema contro il NO alla riforma costituzionale.

Nel finale D’esposito conclude con una bella minchiata complottista in pieno stile 5 stelle/webete:

Tra i pochi giornali che hanno ripreso la notizia del Fatto sulla clamorosa riunione di De Luca […] non c’è il Mattino di Napoli, edito da Caltagirone, noto palazzinaro romano con interessi ovunque. […] Rispetto agli anni Ottanta la novità è il silenzio di Repubblica, il giornale su cui Berlinguer parlò di questione morale.

Si, certo… Come i tanti silenzi (che abbiamo più volte denunciato) del Fatto come esempio l’ultimo riguardo le parole dell’assessore Mazzillo che considera/accusa L’ANAC di essere un impedimento.

De Luca sarà clientelare ma se L’Italia fosse amministrata come Salerno sarebbe sicuramente un pese migliore. E’ strano, ma quando l’imprenditorie più folle, disonesto e clientelare del mondo vince le elezioni USA è la vittoria della santa democrazia contro il “sistema”, quando invece De Luca – votato democraticamente dai napoletani – invita a assere pragmatici diventa “Il signore dei clientelismi”. Forse fa molta più paura un come Grillo che inneggia a Trump, evocando la nuova invasione barbarica e il concetto di fallimento come poesia, che De Luca che dice: “a me se vi piace o non piace Renzi non mi frega nulla, l’importante e che ci danno soldi per fare le cose” perchè è quello che pensa ogni cittadino normale che deve pensare a portare il piatto in tavola. A lui non importa se il lavoro che fa risponde a logiche clientelari, al lui interessa se viene pagato e quando.

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