Quando si tratta di intercettazioni al Fatto Quotidiano perdono la scienza

E’ stupefacente vedere quanto diventano incapaci i giornalisti parziali dell pravda grillina quando si trovano di fronte a un intercettazione. Ieri  abbiamo fatto il paragone cinefilo con il film ” la conversazione” per dare un esempio di come la verità spesso sia una chimera, un’illusione ottica, in questo caso sonora. E anche per far comprendere quanto l’ossessione e la convinzione di ritenersi grandi investigatori di certi giornalisti finisce per diventare cieca e ingenua creduloneria. Sulla vicenda dell’intercettazione con le minacce a Lucia Borsellino che coinvolge il governatore della sicilia Crocetta che sta infiammando le pagine di tutti i quotidiani italiani (all’estero sembrano fottersene altamente), come abbiamo scritto in precedenza ci sono molti punti oscuri e domande senza risposta. per dirla in gergo “la cosa puzza”. Ci sono fatti e considerazioni che fanno pensare, ma il FQ non le  (vuole)vede(re). Loro si concentrano sui diritti e fanno paragoni con i loro scoop inesistenti, con tanto di interviste blasonate, quanto stupide, come quella a Rodotà (magari ne scriveremo). 

– Da molto tempo Crocetta non era ben visto dal partito democratico e dall’ala Renziana in particolare. Ci sono anche persone come Davide Faraone, sottosegretario all’istruzione, che sono in forte conflittualità e vorrebbero prendere il suo posto. Nei primi di luglio, a seguito della proposta di mozione di sfiducia avanzata dal deputato regionale Fabrizio Ferrandelli, dopo il litigo avvenuto proprio con Faraone per una questione di finanziamenti negati, Crocetta ha minaccia di parlare e far saltare tutto dicendo: “Se comincio a parlare io sui guai del Pd…”.  Crocetta poi da qualche assaggio, giusto per far capire non essere un millantatore:  il governatore ricorda di aver ricevuto, dopo la sua elezione  richieste di ‘inserimento in Giunta’ per la figure come Vladimiro Crisafulli, noto anche come Mirello, uno dei candidati nella ‘liste degli impresentabili‘. Ma fa anche altri nomi come quello di Francesco Rinaldi, noto Franco, e Francantonio Genovese indagati per truffa, peculato, associazione a delinquere, per non dimenticare lo scandalo sulla formazione professione regionale in Sicilia, ricordata da Crocetta come l’ennesima ‘truffa’ ai danni dei cittadini. I fondi regionali venero infatti utilizzati per viaggi, regali, escort. Il Governatore siciliano ammette di aver fatto la mossa giusta nel distaccarsi di tali faccende che ‘se avesse dato retta al Pd‘ avrebbero travolta l’intera Giunta della Regione Sicilia in un imbarazzante giudiziario e ‘sarebbe durata sei mesi’, conclude Crocetta, indicando queste come cause prime del disagio e ‘astio’ con il partito democratico.

mancano 2 giorni all’anniversario della morte del giudice Borsellino (19 luglio 1992). Sarebbe perfetto far uscire qualcosa di compromettente ai danni di Crocetta.

– Il giornalista titolare dell’inchiesta dell’Espresso che ha pubblicato l’intercettazione, Piero Messina, che era membro dell’ufficio stampa della regione siciliana, guarda caso, è stato licenziato proprio da Crocetta.

La scottante intercettazione, pur essendo così politicamente rilevante rimane occultata per 2 anni. L’Espresso scrive che risale al 2013 e che non è stata inserita negli atti, motivo per cui la procura sostiene non esista.  Possible che una bomba di tale portata rimanga segreta e nascosta per così tanto tempo? Se, come di Travaglio, i giornalisti hanno il dovere di pubblicare le “cose segrete”, perchè l’Espresso attende due anni per farlo? Forse perchè è stata realizzata in via non ufficiale e da privati e non si pensava fosse vera?

– Sempre nei primi di luglio Crocetta di Lucia Borsellino, che ha rassegnato le dimissioni da assessore, dice: “Fossi in lei me ne sarei andato da prima!” dice il governatore, spiegando di capire la sua scelta, “è addolorata, è oggetto di attacchi vergognosi” per le politiche intraprese sulla sanità. “Qui rischiamo la pelle” dice Crocetta. Possibile che si tratti della stessa persone che tace di fronte a minacce di tale portata? 

– Nel 2013 i rapporti fra Lucia Borsellino e Tutino non erano conflittuali quindi che motiva aveva quest’ultimo di minacciare Lucia borsellino? E per giunta facendolo al telefono con Crocetta che comunque avrebbe potuto, se non denunciare, dirlo in giro e far circolare la cosa?

– Il procuratore aggiunto Dino Petralia, il procuratore aggiunto Leonardo Agueci. Il Nas dei Carabinieri e i magistrati titolari del fascicolo e il procuratore Francesco Lo Voi dicono che ne l’intercettazione ne la trascrizione risultano presenti agli atti. L’espresso dice che non è agli atti ma è nei fascicoli segreti (e come ha fatto l’espresso a venirne in possesso e a pubblicarli?).

– come è facilmente comprensibile, Crocetta non avrebbe potuto fare nulla comunque perchè se fosse andato a denunciare subito Tutino, non potendo sapere di essere intercettato, quali prove avrebbe avuto o potuto esibire? Tutino avrebbe potuto negare e Crocetta sarebbe finito sui giornali per diffamazione, anche perchè Tutino non era ancora stato condannato e forse nemmeno indagato.

Insomma avete capito già tutto… Questa sembra proprio una delle solite sporcizie imbastite e costruite dalla stampa al solo fine di rovinare il politico scomodo e ingombrante,  sfruttando proprio la sua estraneità alla mafia sui cui il governatore Crocetta ha basato l’intera carriera.

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