Quel vizio di denigrare l’Italia con notizie parziali e raffazzonate

fotosintesi inversaUna delle tante abitudini malsane del Fatto consiste nel pubblicare notizie parziali e raffazzonate al solo fine di denigrare l’Italia. Qualcuno potrebbe pensare: “ma che ci guadagna il Fatto a parlare male dell’Italia?”. Apparentemente nulla, ma bisogna comprendere che il target di riferimento del Fatto è rappresentato dal grillino che odia tutto e tutti, incazzato e ignorante assoluto. Quindi il fatto deve necessariamente difendere il suo bacino di lettori, perchè ormai quello di sinistra (che aveva ai tempi di B.) lo ha perso. Bisogna sempre trovare/inventare notizie che denigrino l’Italia e fare in modo che la cosa sia imputabile sempre al governo, se poi si riesce a infilarci personalmente Renzo, la Boschi o il giglio magico allora è perfetto.

La notizia del giorno è quella che riguarda una nuova scoperta tecnologica in ambito energetico: la fotosintesi inversa. Vediamo prima come tratta e da la notizia una rivista di settore normale e seria come wired:

http://www.wired.it/scienza/lab/2016/04/18/fotosintesi-inversa-italiano/

Come potete vedere wired celebra con orgoglio (giustamente) l’italianità della ricerca e evita, ovviamente, facili strumentalizzazioni politiche o stupide denigrazioni.

Vediamo invece come tratta la notizia il Fatto Quotidiano

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/08/03/in-danimarca-ho-scoperto-la-fotosintesi-inversa-ma-in-italia-se-ne-sono-accorti-in-pochi/2948651/

Come potete vedere già dal titolo si comprende che della notizia in se al Fatto Quotidiano frega poco o nulla. Quello che invece interessa il Fatto è la strumentalizzazione in chiave anti-italiana/governativa.

Ma sarà vero quello che scrive il fatto? No, come al solito si tratta di notizie parziali, contraffatte e viziate da secondi fini.

Non è vero che l’italia non si è accorta o ha ignorato la ricerca in questione, tutt’altro… L’unica azienda al mondo che utilizza questa tecnologia e che ha contribuito alla sua scoperta è un’azienda italianissima: si tratta della Biochemtex, azienda con sede a Tortona (Al) e Modugno (Bari). Wired infatti l’ha menzionata nel suo articolo, mentre il Fatto se ne dimenticato…

Senza nulla togliere ai meriti del ricercatore italiano citato (David Cannella), la ricerca è stata coordinata e frutto dello studio del professore Claus Felby e di un altro ricercatore di nome Klaus Benedikt Mollers. 

Altra cosa importante che il Fatto dimentica di dire è che la ricerca in questione è stata finanziata proprio dalla Biochemtex (150 milioni) e ci sono voluti 7 anni per sviluppare la tecnologia PROESA® (questo è il suo vero nome). La Biochemtex sta sviluppando inoltre la nuova tecnologia MOGHI per la conversione della lignina – ricavata sempre da biomasse non alimentari – in bionafta e nei suoi derivati aromatici, largamente utilizzati in numerosi settori industriali. La società prevede di investire circa 180 milioni di Euro in Ricerca e Sviluppo nel periodo 2013-2018.

Scrivere che l’Italia non si sia accorta della ricerca è semplicemente falso in quanto è stata proprio l’Italia a consentire questa “scoperta”; In realtà si tratta di un processo chimico che svolgono naturalmente alcune specie di insetti.  Ancora una volta non possiamo che constatare la disonestà intellettuale dei giornalisti del Fatto e la loro missione anti-italiana che ha il solo scopo di generare disinformazione la quale viene prontamente sfruttata da moVimenti anti-tutto come i 5 stelle.

1 commento

  1. Suvvia è il FATTO quotidiano (in cui fatto significa UBRIACO o DROGATO) TUTTE le notizie riportate sono FALSE fino a prova contraria

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here