Quesito referendum Il TAR del Lazio respinge il ricorso di M5S e Sinitra italiana. Crimi torna in letargo

orsetto crimiL’orsetto Crimi solitamente trascorre la stagione invernale (in realtà già da un bel po’ ) in stato di semi-letargo o “ibernazione”, all’interno di una tana invernale.  Il letargo non è però assoluto, a volte l’orso, se mosso da urgenti motivazioni (esempio se minacciato), può uscire dalla tana per brevi periodi.

Il cacciatore di Rignano sull’Arno, aiutato dalla perfida strega dei Boschi, scrivono la riforma costituzionale e il quesito referendario da sottoporre agli elettori.

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Renzi e Boschi scrivono il quesito, ma lo ha fatto seguendo le disposizioni previste dalla legge 352 del 25 maggio del 1970 che regola i referendum. Inoltre il quesito si conosce già da agosto e il parlamento lo ha votato per ben 6 volte senza mai eccepire nulla. Nemmeno i milioni di emendamenti presentati dal senatore Calderoli avevano avuto come oggetto il quesito referendario.

Dopo che Renzi presenta il quesito nella piazza del villaggio 5 stelle “Otto e mezzo” subito è cominciato il solito coro di indignados. Il primo fra questi è stato Renato Brunetta

Subito dopo seguono a ruota i fattoni della pravda grillina capitanati da TravaGoebbels il quale dice:

Ben sapendo che il ddl Boschi-Verdini è illeggibile, incomprensibile e indigeribile per chiunque lo legga, il Bomba le ha appiccicato un titolo tanto accattivante quanto fuorviante. Il resto l’ha fatto la Cassazione, che gliel’ha approvato senza batter ciglio. Così, quando voteremo, dovremo dire Sì o No a un quesito che solo un pazzo (o un raro esemplare di persona informata sui fatti) potrebbe respingere. Roba da imbonitori da televendita di pentole e talismani, alla Wanna Marchi.

TravaGoebbels è anche fra coloro che hanno citato il testo del referendum del 2006 come esempio di vero quesito obiettivo, ma dimenticando che in entrambi i casi è stato lo stesso metodo: si è semplicemente utilizzato il titolo delle riforme.

Il Fatto Quotidiano, per sostenere che si tratta di un quesito truffa, ha persino interpellato un professore di filosofia del diritto e di questo ne abbiamo già parlato in precedenza. 

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L’orso Crimi, vendendo la costituzione italiana in pericolo, non ce la fa a rimanere a dormire, interrompe il suo letargo e parte alla volta del fronte del NO. Aiutato dalle 5 stelle cadenti e da Sinistra Italiana, Crimi fa ricorso al TAR contro il quesito referendario truffa, denunciando che il testo è uno “spot pubblicitario” ingannevole e non conforme ai quesiti di legge.

Dopo un paio di settimane il TAR dichiara inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso sul quesito referendario presentato da M5s e Sinistra italiana.

Nel comunicato reso pubblico  il TAR dice

“considerata l’urgenza di dare una risposta definitiva alla questione, il Tar non si è limitato alla richiesta cautelare e ha definito il merito della controversia, dichiarando l’inammissibilità del ricorso per difetto assoluto di giurisdizione”

e continua

l’individuazione del quesito contestato è riconducibile alle ordinanze adottate dall’Ufficio Centrale per il Referendum istituito presso la Corte di Cassazione ed è stato successivamente recepito dal Presidente della Repubblica nel decreto impugnato. La sentenza ritiene che sia le ordinanze dell’Ufficio Centrale per il Referendum sia il decreto presidenziale – nella parte in cui recepisce il quesito – sono espressione di un ruolo di garanzia, nella prospettiva della tutela generale dell’ordinamento, e si caratterizzano per la loro assoluta neutralità, che li sottrae al sindacato giurisdizionale

In sostanza il TAR dice che la corte di cassazione, l’ufficio centrale per il referendum e il presidente della repubblica, essendo organi di assoluta neutralità, se recepiscono e ratificano il testo allora il TAR non ha alcun motivo ne la facoltà di esprimersi, poichè lo hanno già fatto altri uffici competenti.  Il TAR, quindi, se ne lava le mani si sottrae alla polemica attraverso una risposta di convenienza: “Chi siamo noi per contraddire la cassazione e il presidente della Repubblica?”

Naturalmente Crimi e Co. non si rassegnano e grazie alla sentenza ondivaga del TAR possono continuare a sostenere che il quesito sia una truffa.

Brunetta:

Il Tar non ha dato alcun giudizio sul quesito, non ha detto che il quesito è “neutrale”

i senatori firmatari del ricorso Loredana De Petris, e Vito Crimi: 

I magistrati del Tar non hanno dichiarato che il quesito referendario è corretto, ma solo che loro non possono farci nulla

Il tentativo deleterio di utilizzare i giudici per fare politica pare fallito. Tornerà l’orsetto Crimi al suo tranquillo letargo? O affilerà ulteriormente le  unghie per meglio lacerare le carni del cacciatore Renzi e della strega Boschi?  State svegli e non addormentatevi se ne vedranno delle belle.

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