Questa volta il Fatto ha ragione. Renzi è stato ingenuo e bugiardo

 

renzi-bugiaAnche se non si tratta di un giornalista, questa volta, quasi in ossequio a una iperbolica par condicio; per ribadire che a noi di Renzi importa poco o nulla; e per dimostrare che quando i ll Fatto ha ragione (e succede raramente) noi lo scriviamo; non possiamo non constatare, senza se e senza ma, che Renzi, nell’opaca vicenda bancaria, come l’ha definita Ferruccio De Bortoli, è stato ingenuo e ha mentito.

Ma come è nostro solito fare argomentiamo.

In molti, Fatto Quotidiano compreso, si sono occupati dell’avvicendamento dell’amministratore delegato di MPS Fabrizio Viola, sostituito da Marco Morelli. 

Per comprendere la storia è sicuramente importante e rilevante l’editoriale di Ferruccio De Bortoli sul Corriere della Sera che scrive:

 

È il 7 settembre. Il ministro dell’Economia Padoan, su incarico di Renzi, chiama il presidente Massimo Tononi, per dirgli «da ambasciatore» di licenziare l’amministratore delegato Fabrizio Viola. Il Tesoro ha solo il 4 per cento della banca quotata in Borsa. Tononi non gradisce la procedura irrituale e qualche giorno dopo si dimetterà. Fa presenti le difficoltà di trovare – nelle condizioni particolari in cui versa la banca che pure oggi guadagna – un sostituto. Il ministro gli dice che il nome c’è già. E’ Marco Morelli, professionista molto apprezzato ma con un passato nell’istituto senese

A questo e seguita la risposta dell’ministro Padoan che in modo un po’ “rocambolesco” alla fine non smentisce quanto affermato da De Bortoli, il quale ha dovuto comunque chiedere scusa ma a Marco Carrai per averlo ingiustamente coinvolto.

Non c’è alcuna interferenza dei poteri pubblici nell’autonomia dei soggetti privati (…)questo Governo ha scelto il ruolo del facilitatore attivo, nel rispetto del mercato e dell’autonomia dei soggetti privati. A questi è rimessa la capacità di reagire alle difficoltà, l’imperativo dell’innovazione, il dovere di cogliere l’opportunità offerta dallo sforzo del Governo di mettere le regole al servizio dei cittadini e degli operatori economici.

La polemica poteva finire qui ma  Renzi, ospite nel programma TV “Politics” su RAI 3, sollecitato dal giornalista del Fatto Quotidiano Stefano Feltri nega il coinvolgimento del governo e, come sembra da quanto illustrato, mentendo e commettendo un’ingenuità.

Feltri“Lei ha imposto l’uscita di Viola e ha voluto nominare Morelli, una scelta molto radicale che ha creato un certo sconcerto perché è il governo che cambia il management nel mezzo di una richiesta di 5 miliardi al mercato. Che cosa si aspetta? Pensa ancora come ha detto a gennaio scorso che Mps sia un buon investimento anche se da allora ha perso in Borsa il 77 per cento?”. Sulla risposta di Renzi si accende un battibecco in cui tenta di inserirsi anche il conduttore Gianluca Semprini, con scarso successo.
Renzi: “Io non ho scelto l’amministratore delegato di Mps”.
Feltri: “Questo l’ha detto Padoan a Viola in una telefonata”.
R.: “Io non ho scelto l’ammini stratore delegato di Mps”.
F.: “Sta smentendo Padoan”.
R.: “No, sto smentendo lei che pensa interrompendomi di farmi saltare il nervo. Ma non è così, glielo dico con affetto”.
Semprini: “Quindi non l’ha sostituito né lei né Padoan”.
Renzi: “Oh ragazzi,però datemi almeno venti secondi tra un’in terruzione e l’altra”.
S.: “Per chiarezza”.
R.: “No, il fuoco incrociato deve partire dalla realtà. Perché se qualcuno leggesse i giornali oltreché scriverli, si accorgerebbe che c’è stato un politico che ha detto non metterò mai il naso nelle nomine del Monte dei Paschi. È inelegante autocitarsi, ma l’ho detto pubblicamente in un’intervista con Enrico Mentana alla festa democratica di Genova nel 2013, quando il sindaco di Siena mi chiedeva che cosa pensassi del cda. Io non ho messo bocca e non metto bocca sulle nomine”. (Per Renzi la realtà è che aver detto tre anni fa che non avrebbe fatto una cosa dimostra che non l’ha fatta tre anni dopo, ndr).
F.: “Quindi lei non ha avuto nessun ruolo nellascelta dell’ammi nistratore delegato”.
R.: “E aggiungo che tutte le bugie che avete scritto in questi anni vanno contro la realtà”. Qui Renzi si sofferma sui suoi meriti nelle crisidi Banca Etruriaedi altriistituti. Si torna al punto.
F.: “C’è stata una telefonata a Viola di Padoan che ha detto di parlare a nome del presidente del Consiglio”.
R.: “Leconfermo perla quarta volta da quando siamo qui…”.
F.: “Allora mente Padoan”.
R.: “Ho l’impressione che di solito menta lei”.

Certo anche il giornalista commette l’ingenuità (per alcuni furbizia) di non chiedere direttamente “chi ha deciso l’avvicendamento di Viola da AD di MPS”, dando la possibilità (a voler pensar male, cercando) la conseguente negazione di Renzi.

Ci permettiamo solo di far notare che in tutta questa vicenda si è data molta importanza all’aspetto gossipparo invece che al vero fautore dell’avvicendamento di Viola che in realtà è il gruppo JP Morgan, in quanto principale finanziatore del salvataggio di MPS. Quindi, in sostanza, bastava che Renzi si smarcasse dicendo di essersi adeguato alle legittime richieste di “chi ci mette i soldi” e la cosa finiva li. Certo il Fatto magari avrebbe scritto qualcosa tipo: “Renzi si piega ai diktat dei banchieri” ma sarebbe comunque meno grave e imbarazzante del dover giustificare una bugia. Questa volta sembra proprio che Renzi abbia toppato di brutto.

 

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