Questo non e’ giornalismo, è immondizia

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Il modo in cui il Fatto Quotidiano riesce a sprofondare nel peggior giornalismo rasenta l’impossibile – Testate come “il giornale” o “libero” possono solo imparare – Nei giorni in cui in italia si celebrava la ricorrenza del 25 aprile e in cui in Nepal si verificava un terribile sisma con più di 4000 morti, Il fatto ignora (se non con articoli cretini di Travaglio e Tecce) totalmente questi fatti e se ne esce con questa stupidaggine in prima pagina.  Per scrivere un articolo così assurdo e falso di solito si paga un giornalista morto di fame e disposto a scrivere anche delle scie chimiche pur di guadagnarsi la pagnotta (esempio #SeLoConosciLoScanzi), ma il fatto per scrivere tali scempiaggini ricorre addirittura alla scrittura a 4 mani. Due “giornalisti” per scrivere che cosa?

Che Obama aveva detto a Renzi della morte di Lo Porto e che tutti e due se la ridevano allegramente e facevano foto 

Naturalmente dire che è una bufala è riduttivo, perchè si tratta di una vera e propria enormesupermegacazzata, di quelle che , come detto, solo il fatto può avere la faccia tosta di scrivere.

La diffamazione è cominciata giovedì, con il monologo in stile Signorini di #TravaGoebbels a cesso pubblico (va beh servizio ma è lo stesso…) ma dopo la triste notizia della morte del cooperante Lo Porto, in redazione al fatto avranno riso e si saranno sfregati le mani come gli imprenditori sorridenti del terremoto a l’Aquila.

La morte di lo Porto è capitata a fagiolo per la loggia del fango. Oltre alla satirica presa in giro di Renzi e Obama ora si aggiungono le macabre e diaboliche risate che “i due”, come vengono chiamati, si fanno alla faccia del giovane italiano ucciso da un drone USA durante un’operazione di antiterrorismo.  La struttura del articolo è la classica del fatto: si comincia con una serie di informazioni raffazzonate e completamente inesatte per poi arrivare al gioiello centrale: Secondo fonti non specificate ( in realtà non è esiste alcuna fonte) e, secondo il fatto mai smentite, (balla)  Obama avrebbe parlato a Renzi della morte di Lo Porto durante il loro incontro – che ormai sta diventando come il patto del nazareno: Obama e Renzi hanno pianificato il destino del modo per i prossimi 50 anni…

In realtà, come è facilmente verificabile semplicemente googlando, nessun giornale, fonte battesimale o dell’eterna stupidaggine ha mai scritto o riportato questa notizia. Se la sono inventata quelli del fatto di sana pianta. Come riportato dal La Stampa ( per citarne uno…) la Casa Bianca,  attraverso Ned Price, Assistant Press Secretary e Director for Strategic Communications al National Security Council, cioé l’ufficio presidenziale che si occupa della politica estera, comunica che «C’erano molti passi – spiega Price – da compiere nella raccolta di tutti i fatti necessari, la conduzione delle analisi, e i preparativi per informare le parti rilevanti.  Questi passi non erano stati completati in tempo per la visita del Primo Ministro Renzi. Se tale processo fosse stato finalizzato, il presidente Obama avrebbe certamente informato il suo stretto partner, quando il premier era a Washington».

Ora potrebbe anche essere che Obama, per non “rovinare” l’incontro e pregiudicare eventuali richieste o discussioni, abbia deciso di tenere all’oscuro Renzi della cosa, ma dire che Renzi si sarebbe divertito e fatto grasse risate dopo aver saputo della morte di un italiano non solo è assurdo, ma è di quanto più disumano si possa anche solo pensare. Credo che nemmeno il più feroce dei dittatori possa arrivare a tanto, forse neanche il nanetto mal pettinato della corea del nord.

Nell’articolo viene ricordato che durante l’intervento di Gentiloni la camera era pressoché vuota ma ovviamente viene omesso l’intervento del solito grillino inopportuno e fuori luogo:

Ricordate la recente vicenda delle due cooperanti Vanessa e Greta? Le due giovani furono letteralmente infangate e insultate da tutta Italia e i 5 stelle si lamentarono del riscatto pagato chiedendo spiegazioni a al ministro degli esteri Gentiloni nonchè le solite dimissioni (loro le invocano giornalmente per prassi). Immaginiamo, per assurdo, che Lo Porto fosse stato liberato pagando un riscatto (pagamento per altro avvenuto nonostante il non rilascio). Il fatto avrebbe scritto stupidaggini come: “Lo Porto è andato per aiutare i ribelli! da un informativa o fonti mai smentite nettamente si apprende che Lo Porto avrebbe parlato con un pizzaiolo siriano che sarebbe il tramite della resistenza anti ISIS!  Pensate che stiamo esagerando? beh, leggete qui e qui.

Il web avrebbe detto che Lo Porto era ingrassato e Gasparri che aveva fatto sesso con tutte le mogli del califfato. Ma Lo Porto è morto e, come ha detto Saviano, questo è l’unico modo per essere rispettato e ricevere gli onori (o essere Marò e uccidere pescatori innocenti).

Sotto l’articolo già abbastanza orribile non ci sia accontenta e  si infierisce con un intervista al padre di Lo Porto, comprensibilmente incazzato per la morte del figlio che accusa tutto e tutti. Certo come è stata presa in giro la famiglia, convinta che della sopravvivenza del proprio figlio e ignara della sua morte avvenuta in realtà già da molto, questo è il minimo.  Ma di fronte a persone che vivono una tale sofferenza perchè si specula e si utilizza il loro dolore per fare becera propaganda antigovernativa? perchè si aizza la, comprensibile, rabbia di un padre al solo fine di diffamare il politico di turno antipatico a Travaglio e alla loggia del fango(perchè in fondo questa è l’unica vera colpa di Renzi).

Cosa succederebbe se ora il padre di Lo Porto facesse come Preiti o Giardiello? Se prendesse un arma e andasse a sparare al primo uomo di governo che incontrasse? Non c’è deontologia, ritegno o rispetto. Non ci sono limiti, si pensa solo a vendere copie e per farlo si è disposti a scrivere qualunque assurdità, tanto al massimo si rettifica… Secondo noi sarebbe il caso di rettificare l’intero fatto quotidiano e ripulirlo dal marciume travagliesco che imbratta il concetto stesso di giornalismo professione che oramai è ridotta a mero opinionismo e assurde ipotesi alla Nazareno Renzoni.

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