Regeni torturato e ora usato in chiave antirenziana

giulio-regeni

Diciamo ciò che tutti sanno ma che nessuno ha interesse a dire. Politici, giornalisti e intellettuali (stile Flores D’arcais) in realtà se ne fregano di Giulio Regeni, a loro interessa strumentalizzare la vicenda in chiave antigovernativa o meglio antirenziana – in Italia l’opposizione è sempre ad personam -. La stupidaggine che giornalisti come quelli del Fatto e intellettuali come quelli di Micromega vanno ripetendo è: “Renzi dovrebbe richiamare l’ambasciatore e sospendere i rapporti diplomatici?” alla quale si aggiungono le solite narrazioni del tipo: Renzi stringeva fiero e contento la mano di un golpista che sta uccidendo migliaia di persone ecc.

Di solito i lettori hanno un blocco cerebrale che impedisce loro di fare dei ragionamenti che vanno oltre ciò che leggono e tendono a considerare le opinioni del giornalista o più spesso dell’opinionista come parole autorevoli, dette da “chi ne capisce” alcuni le definiscono persino “sante” . In realtà si tratta per la maggior parte di stupidaggini.

Se Al-sisi (che tra l’altro letto al contrario evoca brutte cose) è questo spietato e cinico dittatore che sta compiendo massacri perchè dovrebbe essere intimorito da un gesto simbolico quanto inutile come il ritiro dell’ambasciatore? Uno che non si fa scrupoli a ordinare omicidi, torture e persecuzioni, perchè dovrebbe preoccuparsi di un gesto che ha solo una valenza simbolica? Noi non lo sappiamo, ma vorremmo che questi soloni della carta igienica e questi intellettuali da settimana enigmistica ce lo spiegassero.

Oltre a una vendetta o una rappresaglia che sarebbero, per ovvi motivi, obbiettivamente difficili e sbagliate da attuare e che porterebbero solo altra violenza, forse l’unica cosa che bisognerebbe fare è colpire l’Egitto sul piano economico, congelando e bloccando ogni rapporto commerciale e affaristico; una sorta di embargo commerciale per intenderci. Questo si che servirebbe a qualcosa. Bisogna comprendere che dell’etica, della morale, e della giustizia non importa nulla a nessuno (specie se si parla di certe culture o certi contesti). Quello che invece davvero importa a tutti in modo trasversale sono i soldi, se si colpiscono questi allora la verità verrebbe a galla come per magia nel giro di poche ore.

L’Egitto sta attraversando un momento storico di grande difficoltà: dopo le primavere arabe il rischio era quello di ritrovarsi con la fratellanza musulmana che probabilmente avrebbe dato accesso e asilo all’ISIS con al conseguenza oltre alla Libia ci sarebbe anche l’Egitto nella mani del califfato. I problemi medio orientali purtroppo non si risolvono con la diplomazia e la ragione perchè si tratta di culture non ancora mature sotto quest’aspetto (si, sono retrogradi e non è razzismo ma solo realismo) che non sono in grado di risolvere i conflitti con la politica o con accordi e i compromessi (se pensiamo che noi abbiamo “politici” che non ne vogliono fare figuriamoci loro). Alla loro difficile condizione poi si aggiunge l’occidente che ovviamente rende tutto più difficile, sfrutta, alimenta conflitti, finanzia terroristi, vende armamenti e specula facendo affari che spesso vanno a scapito e a svantaggio di popoli che spesso a stento riescono ad accedere ai beni essenziali. Sappiamo che gli sceicchi arabi sono dei paperon de paperoni che con il petrolio si stanno comprando il mondo intero, ma non facciamo il passo successivo e cioè capire che a vendere le nostre aziende e le nostre società siamo noi ipocriti attirati dai loro soldi, che a rifornirli di armi siamo noi, che a provocare conflitti e guerre al solo di fine di speculare sulle ricostruzioni di nazioni rase al suolo e sgraffignare il controllo di affari e pozzi petroliferi siamo noi. Cosa pensate che succedrà quando terminerà il conflitto siriano? Beh, succederà che a ricostruire la Siria saranno proprio coloro che l’hanno distrutta e rasa al suolo… Un po’ come quegli sbirri alla Ganzer che immettevano droga per poi effettuare gli arresti. La criminalità e le guerre servono altrimenti il sistema non regge.

Siamo usciti un po’ fuori tema ma ci sembrava importante capire il contesto in cui si deve compiere la complessa e difficile ricerca della verità. La famiglia di Giulio Regeni fin da subito ha fatto bene a negare l’interesse ipocrita della stampa spesso disposta a tutto per portare a casa un servizio, cosa non animata dalla volontà di offrire un servizio pubblico ma solo dal vendere copie. Oggi tutti si affrettano a precisare che Giulio non era questo e non era quello. La verità che spesso non si dice per puro bigottismo intellettuale è che Giulio era un dei tanti ragazzi sfruttati da stampa e servizi segreti che li utilizzavano e sfruttavano come tornava comodo, tanto loro non rischiano mai nulla, anzi quando succedono certe tragedie registrano un aumento di vendite. Non fatevi infinocchiare e imparate a pensare con la vostra testa, a dubitare di tutto e tutti. Imparate che la verità è una chimera che tutti hanno interesse a nascondere o manipolare. Noi siamo più semplici più “egiziani” noi preferiamo di gran lunga una sana e appagante vendetta, una rappresaglia che certo non ci restituirebbe Giulio ma ci darebbe non poche soddisfazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here