Sala sarebbe come Raggi. Le solite mistificazioni del Fatto e il barboncino di Travaglio

muraro-salaE’ da una settimana che Gianni Barbacetto (in arte “il Barboncino di Travaglio”) sta rompendo le scatole scrivendo assurdità e mistificando la realtà facendola forzatamente aderire alla sua pseudo teoria secondo la quale la situazione di Sala sarebbe gemella o addirittura peggiore di quella della Raggi e del M5S a Roma.  Ha cominciato con un trafiletto e pian piano è arrivato in prima pagina. Qual è lo scopo di questo genere di articoli? Beh, è semplice: distogliere l’attenzione dal caso Roma e fornire un appiglio (patetico) ai militanti del M5S per poter dire ai nemici Pdioti che stanno facendo lo stesso del M5S e che nessuno ne parla.

Coraggio, valorosi colleghi: chiediamo a una sola voce le dimissioni di Sala e tempestiamo Renzi e gli altri leader Pd con le stesse domande che ora stiamo rivolgendo a Di Maio, a Di Battista e a tutto il direttorio M5S.

Andiamo, come è nostra abitudine fare, ad argomentare.

Come potete vedere già dalla scelta delle immagini si può vedere come il paragone viene furbescamente mistificato. Perchè mettere la foto della Muraro? Sarebbe stato corretto mettere la foto della Raggi poichè è lei il sindaco mentre la Muraro non è neanche del M5S. Non si mette la foto della Raggi per non farla apparire responsabile come se fosse stata la Muraro a mentire, ma in realtà è il contrario la Muraro l’ha detto e ne ha discusso anche con la Raineri (poi cacciata) e la Raggi. Quest’ultima però ha tenuto tutto nascosto, non forse ai suoi ma ai cittadini, a chi l’ha votata con l’assicurazione di ricevere onesta e trasparenza

Due storie gemelle si scrive ma sarà vero? vediamo:

Barbacetto

Non era ancora stato eletto primo cittadino, e Sala era già iscritto nel registro degli indagati. Per aver mentito ai cittadini. Nel febbraio del 2015, da amministratore delegato di Expo, firma (“Sul mio onore dichiaro…”) un’autocertificazione in cui “dimentica” di segnalare, tra le sue proprietà e attività economiche, una casa in Svizzera, un’immobiliare in Romania e una società in Italia (Kenergy).

  1. La vicenda come scrive Barbacetto non riguarda la candidatura a sindaco ma il ruolo di amministratore delegato di Expo. Quindi in caso si può al massimo discutere della candidabilità.
  2. Dato che la vicenda risale al 2015 i cittadini sapevano benissimo dell’omissione nell’autocertificazione eppure hanno democraticamente e regolarmente scelto ugualmente Sala.
  3. Barbacetto fa passare la dimenticanza come un reato penale ma non lo è affatto e Sala non avrebbe avuto nulla da perdere o guadagnare. In ogni caso Sala non avrebbe compromesso il suo ruolo. Se non avesse omesso di indicare la casa in svizzera sarebbe stato ugualmente amministratore di Expo spa.
  4.  Sala Alla fine di aprile Ha pubblicato sul suo sito la dichiarazione dei redditi del 2014, quella a cui fa riferimento l’autocertificazione, spiegando di aver regolarmente dichiarato la casa a Pontresina e di averci pagato le tasse.
  5. la procura di Milano già allora aveva fatto sapere a diversi giornali – fra cui Repubblica, il Corriere della Sera e il Giorno – che sull’intera vicenda avrebbe chiesto l’archiviazione, dato che riteneva l’errore di Sala un illecito amministrativo e non un reato penale – cosa molto differente dal caso Muraro -.

 

Chi nomina segretario generale del Comune di Milano? Sala sceglie una persona imputata per reati contro la Pubblica amministrazione, a cui deve revocare la nomina dopo soli cinque giorni. Antonella Petrocelli era segretario generale del Comune di Como nel 2014, quando aveva conferito gli incarichi(…) senza gara

 

  1. Questa è la critica più stupida e controproducente che poteva fare Barbacetto. La differenza abissale sta nel fatto che Sala, a differenza della Raggi, informa subito i cittadini dell avviso di garanzia della Petrocelli già il 15 luglio con questo comunicato stampa  (la famosa trasparenza che manca ai 5 stelle). Sala comunica di averla scelta nonostante l’avviso di garanzia (che è un problema solo per i grillini) e assicura di interrompere l’incarico delle Petrocelli In caso “di rinvio a giudizio o altro atto da cui risulti l’esistenza di fondati indizi a carico dell’interessata”. Sala si comporta regolarmente e in modo trasparente.
  2. La Petrocelli non affida le gare come scrive Barbacetto che si potrebbe beccare una denuncia per diffamazione in quanto questo è ciò che sostengono i due dirigenti Pietro Gilardoni e Antonio Vito Ferro (arrestati), come spiegano giornali i veri . La Petrocelli, in qualità di segretario generale (sorta di guardiana)  è accusata di non essersi opposta all’affidamento concesso da altri in forma privata e senza gara pubblica.

 

Come capo di gabinetto, Sala chiama al volo Mario Vanni, avvocato. È un premio per il lavoro fatto in campagna elettorale: Vanni, tesoriere del Pd milanese, è stato il coordinatore della comunicazione e della promozione politica, attività determinanti per la vittoria di Sala. Il sindaco lo chiama con nomina diretta, senza gara, con stipendio da dirigente. Ma Vanni non è dirigente e secondo la legge Madia non può fare il capo di gabinetto. Così il sindaco (…) per sanare il pasticcio, confeziona una gara (su misura?): bando il 7 luglio 2016, presentazione domande entro il 18 luglio. Indovinate chi ha vinto? Vanni.

  1. Come ha detto persino il direttore Marco Travaglio in tv con Parenzo (mamma mia…) Il sindaco è una sorta di monarca (parole sue) ed è libero di scegliere delle persone di cui si fida. La scelta di Vanni è assolutamente legittima.
  2. Sala, a differenza della Raggi che non solo non fa alcuna gara, ma nemmeno un test psicoattitudinale (cosa che avrebbero dovuto fare molti grillini).
  3. Sala non sana un bel nulla, segue semplicemente le regole, si adegua indice un regolare bando (che sia su misura Barbacetto lo deve dimostrare se no altra diffamazione).

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