Sandra Rizza: essere assolti significa farla franca

Senza titolo-1 L’articolo di Sandra Rizza “ai danni del presidente Mattarella”, pubblicato dal Fatto Quotidiano, e’ un altro bell’esempio di “palla di fango” made by Fatto Quotidiano (alias pravda grillina). Quest’articolo dovrebbe essere utilizzato dai docenti di scienze della comunicazione per far comprendere agli studenti cosa significa produrre fango, fare disinformazione e utilizzare notizie parziali e incomplete al solo fine di delegittimare e screditare il politico di turno. Chiunque esso sia e in qualunque ambito egli operi. Il punto di partenza di ogni produttore di Fango, la regola di base, come spiegato più volte e in modo impeccabile da Roberto Saviano, consiste nel principio secondo cui “nessuno è pulito, tutti sono più o meno sporchi, tutti hanno delle ombre e se non le hanno loro, le hanno sicuramente i loro familiari o i loro conoscenti…”Avete presente quando vi ferma il vigile o il carabiniere? beh, come molti sapranno per esperienza personale, se vogliono fare la multa una motivazione la trovano… Beh, per i produttori di fango funziona allo stesso modo: se vogliono infangare, delegittimare e sputtanare qualcuno il modo lo trovano… Inoltre, il produttore di fango non ha l’obbiettivo di informare, scoprire la verità o denunciare le menzogne. L’unico suo scopo è fare del terrorismo mediatico a fini puramente commerciali, quindi di profitto, di lucro. osservate questi due articoli (in realtà è sempre lo stesso ma uno è in versione cartacea:Immagine mentre l’altro in versione digitale . L’accusa mossa contro Mattarella è quella di aver preso una tangente: 3 milioni di lire in buoni benzina da un imprenditore che, dopo anni, sarà poi condannato per mafia. Fate attenzione al sommario dell’articolo cartaceo.  Si parla di milioni senza specificare che si tratta però di lire. Forse vi state chiedendo che tangente sono 3 milioni di vecchie lire in buoni-benzina? Beh forse Mattarella aveva una passione per le auto o magari aveva una mania per la guida. Chi non ricorda quando Mattarella  sfrecciava senza cappotte, a tutta velocità per le strade della città incurante del codice stradale… Più avanti “l’errore si ripete”, ma stavolta le cifre sono più alte 50, 40 e attenzione, i buoni benzina diventano 10 milioni (sempre di lire). In pratica se fosse vero Mattarella ancora oggi non pagherebbe la benzina… Il suo benzinaio di fiducia lo odia perchè in 30 anni non ha mai pagato per un pieno. Se poi si confrontano i due articoli si scopre che nella versione digitale “le sviste” non ci sono...

Poi c’è l’immancabile TRATTATIVA; il vaso di pandora in cui sono stipati tutti i mali italiani, uno dei grandi contenitori in cui far entrare tutto e tutti, a seconda della convenienza… Un po’ come “il patto del nazareno”, in cui in poco più di mezz’ora Renzi e B. avrebbero delineato il futuro dei prossimi 200 anni di storia italiana, cosa confermata da un’informativa del NSC (nucleo spargitori di cazzate) secondo la quale il presidente della repubblica del 2100 sarà il figlio del figlio del nipote della cugina acquisita dell’attuale ministro Madia. I due statisti hanno però subito tranquillizzato le minoranze assicurando che non si tratterà di un tecnico… Fassina è subito saltato sulla Delorean di ritorno al futuro per dire a Obi wan Hal 9000 (questo sarà il nome) di non fidarsi perchè a capo dei 101 franchi tiratori c’era il suo trisavolo Renzi. Insomma altro che metodo Boffo… questi l’hanno superato e di molto… E non è servita nemmeno la pronta risposta del presidente Mattarella:

In riferimento all’articolo di Sandra Rizza, pubblicato nel numero del 24 gennaio, sotto il titolo “Mattarella, i buoni di benzina e l’imprenditore dei boss”, malgrado l’amarezza, ometto le mie considerazioni ma appare doveroso portare a conoscenza dei lettori, quanto meno, quel che segue. Va chiarito che l’ing. Filippo Salamone non era un boss mafioso ma un imprenditore, fratello di un magistrato di una Procura della Repubblica, che soltanto in seguito fu accusato di occuparsi di tangenti negli appalti e processato. L’ing. Salamone, nel marzo del 1992, mi ha fatto chiedere, da un altro imprenditore, un incontro, nel corso delquale ha offerto un contributo finanziario alla mia campagna elettorale. Io ho rifiutato quella offerta, come è attestato dalla sentenza del Tribunale di Palermo del 1 marzo 2000 n. 519, definitiva perché in giudicato. Dopo alcuni giorni il Salamone ha fatto recapitare, presso la mia segreteria, una lettera di auguri per le elezioni con alcuni buoni di benzina, del valore di circa millecinquecento euro (nel sommario dell’articolo si parla di tre milioni senza precisare che si trattava di lire e non di euro). Sulla base di dichiarazioni diverse del Salomone (per altro imprecise e più volte modificate) sono stato accusato di aver ricevuto un contributo elettorale senza registrarlo nella relativa contabilità (quindi di violazione delle regole sul finanziamento dei partiti, e non di corruzione) e ne sono stato assolto “perché il fatto non sussiste” . Il Tribunale, che ha deciso nel merito pur essendo decorsi i termini di prescrizione, ha ritenuto, come si legge nella sentenza, di “generale genuinità e credibilità” la precisa e completa ricostruzione dei fatti da me presentata. La sentenza ha, inoltre, affermato che “l’on. Mattarella era un politico del tutto estraneo al mondo degli appalti” e che “da nessuna risultanza dibattimentale sono emersi stretti rapporti” suoi con il Salamone. Per quanto riguarda la generica e grottesca dichiarazione di tale geom. Lipari – a me sconosciuta – lo stesso articolo afferma che questi è stato ritenuto un depistatore e, inoltre, contrasta radicalmente con quanto affermato dalla magistratura. Per quanto attiene all’ affermazione del geom. Liga, da recente condannato, di “essere stato in contatto” con me e con Leoluca Orlando, va detto che, al massimo, può essere riferita a qualche pubblica occasione e manifestazione di circa venticinque-trenta anni addietro, quando il Liga era giovane presidente regionale del Movimento cattolico lavoratori (MCL). Infine, apprendo dal vostro giornale di essere indicato come futuro testimone nel “processo sulla trattativa”.    

a porre rimedio, perchè la Rizza ribatte:

Ringrazio l’on. Sergio Mattarella che con la sua lettera nulla aggiunge e nulla toglie a quanto da me riportato nell’articolo al quale fa riferimento. Più che una smentita o una rettifica, la sua precisazione appare come una conferma delle informazioni contenute nella mia ricostruzione, basata esclusivamente su fatti di cronaca. Cordiali saluti e in bocca al lupo per l’alto cimento che l’attende

In realtà di cose non solo imprecise ma imbastite e costruite ad arte ce ne sono tante: es. il fatto che L’imprenditore Salamone, pur essendo, nel 1993, condannato ad un anno e tre mesi per concussione, all’epoca del regalo a Mattarella non era  stato raggiunto da nessun inchiesta e risultava pulito, anzi, nella Sicilia di quegli anni era considerato uno degli uomini più potenti e rispettati di Palermo, aveva persino un  fratello magistrato… Come faceva Mattarella a sapere quello che poi sarebbe avvenuto (tengentopoli, mani pulite ecc? ). Inoltre, Matterella precisa, e non è una precisazione da poco, di aver rifiutato altri “regali” ma di non aver potuto fare nulla sui buoni benzina perchè furono spediti da Salamone… Vi pare che se Mattarella avesse voluto prendere un tangente o una mazzetta se la faceva recapitare in ufficio via posta? La cosa che però fa cadere le breccia è quella frase ignobile e diffamatoria (secondo noi potrebbe anche essere oggetto di querela) in cui La Rizza dice:

Mattarella, insomma, la fa franca

In pratica per la giornalista chi viene assolto non è innocente ma la fa franca. Comprendete che allora non c’è via di scampo? Non importa cosa si fa, cosa si dice o cosa dicono i fatti. Se una persona viene condannata infangata e screditata ma se viene assolta è lo stesso, perchè non si può essere innocenti, (postulato davighiano) al massimo la si può solo fare franca. La giustizia si unisce al fanatismo per diventare religione (siamo tutti peccatori). Questo è il giornalismo del Fatto Quotidiano. Infine, richiamare la trattativa collegandola al nome di Mattarella attraverso non si capisce bene quali trame e sottotrame è davvero meschino. Per  cosa potrà mai essere chiamato a testimoniare Mattarella, che in pratica non viene MAI nominato nè nell’inchiesta, nè nelle indagini, nè da nessuna parte se non da uno tizio considerato uno dei tanti depistatori? FORSE SULLA MORTE DEL FRATELLO UCCISO DALLA MAFIA? ma che schifo, ci viene da vomitare…

3 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here