Scanzi contro Zucconi. Ancora insulti e offese

scanzi-condomsQuando ci si chiede perchè il giornalismo italiano sprofonda agli ultimi posti nelle classifiche mondiali, bisogna considerare l’attività e l’esistenza stessa di (pseudo) giornalisti come Andrea Scanzi, da noi soprannominato affettuosamente #SeLoConosciLoScanzi. Oggi la professione del giornalista è drammaticamente vilipesa, non solo da Trump, Grillo, Renzi o qualunque altro politico venga in mente, cosa che sarebbe anche comprensibile da un certo punto di vista, ma anche dai giornalisti stessi che la offendono e feriscono ulteriormente. Oggi il giornalista non informa, fa opinione; se ne infischia di principi come imparzialità e obbiettività che dovrebbero essere i “fari guida” per ogni giornalista o aspirante tale che vuole approdare a fare informazione.  Oggi ci sono, guitti opinionisti e propagandisti che addirittura si vantano di ispirarsi a maestri del giornalismo come Enzo Biagi e che denominano i loro giornali appropriandosi, impropriamente, del nome di un suo celebre programma televisivo. Poi ci sono quelli come Scanzi che invece rientrano nella categoria “#giornebeti”. La loro attività principale consiste nell’offendere, sistematicamente, tutti coloro che hanno l’ardire di pensarla diversamente. Lo scopo del giornalista contemporaneo è quello di screditare e delegittimare il personaggio vittima di turno che fa l’errore di non rientrare nella linea editoriale della rispettiva pravda di appartenenza. E quindi ecco che si utilizzano pratiche come il dossieraggio o il profiling al solo fine di delegittimare la persona, non criticare nel merito le sue tesi. Perchè delegittimando la persona si sminuiscono anche le sue opinioni: “ah ma Tizio è quello che prima era dalemiano poi è diventato renziano? Ok…” e anche perchè smentire, criticare, confutare, verificare ecc. sono pratiche difficili, noiose, richiedono impegno, tempo e professionalità. Insultare è di gran lunga più facile e anche più proficuo, nell’epoca dominata dalle “legioni di imbecilli” (copyright Eco) internettiane.

Il giornalista dovrebbe essere un mediatore, una figura intermedia fra il popolo e chi lo governa. Il suo dovrebbe essere un vero e proprio “servizio pubblico” per dirla alla Santoro. Invece si è ridotto a mera propaganda di parte o macchina del fango. Per Scanzi il giornalismo è un’altra cosa, secondo lui:

Tutti hanno simpatie politiche, e ci mancherebbe altro. Chi finge di essere super partes, spesso, è solo un paraculo in incognito.

In questo articolo, che facciamo notare non si trova su un post di un social network ma è pubblicato sul Fatto Quotidiano on-line, Scanzi attacca, insulta e offende un suo collega, Vittorio Zucconi, il quale sarebbe, secondo il giornalista Scanzi colpevole di essersi renzizzato, quindi irrimediabilmente corrotto, posseduto dal maligno e quindi da coprire di insulti. Non è la prima volta che Scanzi attacca Zucconi, lo ha fatto anche a giugno e con toni simili. Per coloro che non conoscessero Scanzi facciamo presente che le vittime di questo sicario del giornalismo sono tante (benigni, Rondolino, Riotta, Jovanotti, la Boschi e tanti altri, persino Bruce Springsteen e Bono degli U2″). Per attirare la sua attenzione e finire nelle sue grinfie basta dire o fare qualcosa che non gli piace, o peggio, anche solo lontanamente, riconducibile a Renzi, la Boschi e chiunque faccia parte dell’attuale governo. Ecco quindi che Zucconi viene insultato è offeso:

  • Il parroco di paese che sentenzia su tutto.
  • Officiante laico di renzismo buono e boschismo vivido.
  • Uno Staino senza matita.
  • uno Zdanov (politco russo di cui Scanzi sa poco o nulla) qualsiasi della Boschi.
  • Zucconi non è di sinistra: è del Pd.
  • Una pillola prodigiosa, perché ti permette di ingoiare di tutto.
  • Più renzino di Renzi e più boschino della Boschi.
  • Un propagandista di regime, come un Andrearomano qualsiasi.
  • Nonnominkia di Nardella.

Scanzi insulta anche altri giornalisti e vignettisti

Inutile parlare degli Staino o dei Gadlerner: sempre stati sopravvalutati, fedeli alla linea, di poco o nullo talento, tifosi di un partito (“Il” partito) e per nulla appassionati alla politica. Nient’altro che soldati (o gerarchi) organici di un progetto da appoggiare a prescindere. Acriticamente.

A parte le offese, Quello che però indigna di più è che Scanzi non critica mai nel merito, non argomenta, non riflette, non esamina il pensiero o le tesi di coloro che offende. Lui insulta solamente, pregiudica, fa battute da bar. Quelle di Scanzi non sono critiche ma sfoghi ricolmi di bile e acido di batteria. Scanzi non è (metaforicamente) diverso da quegli uomini che gettano acido muriatico sul viso delle donne che si sono permesse di fuggire da loro, di lasciarli. L’obbiettivo di Scanzi è deturpare le persone affinché siano “indesiderabili” schifati dal suo piccolo e patetico esercito di follower internettiani, sempre pronti a scattare sull’attenti e rispondere alla chiamata. Non a caso i suoi articoli vengono poi condivisi e rilanciati da orde di webeti (copyright Mentana e non Scanzi…) che rincarano la dose. Sia chiaro, non stiamo dicendo che Scanzi è un pericolo pubblico (figuriamoci…), solo che è una figura alquanto patetica che trova piacere nell’insultare coloro che non si allineano alla sua visione del mondo, o semplicemente che si arrogano il diritto di avere una propria opinione.

In molti potrebbero dire che anche noi insultiamo e i giornalisti della pravada grillina, ma se si leggono i nostri articoli si può verificare che, nonostante non ci andiamo leggeri (non siamo giornalisti), una delle nostre prerogative è l’argomentazione, la critica motivata (e non saremmo tenuti a farlo) cosa che richiede molto tempo e impegno e fidatevi, non ci paga nessuno (purtroppo). Noi pensiamo che che sia anche concesso rivolgere epiteti e aggettivi forti (anche offensivi in certi casi) a chiunque, ma bisogna almeno avere un minimo di serietà per spiegare il perchè, motivare. Altrimenti rimane un insulto fine a se stesso, atto appunto solo a ferire e non a riflettere.

Scanzi parla di una miracolosa “pillola Zucconi” in grado di far ingoiare di tutto. Noi non conosciamo questa medicina, ma sappiamo che esistono le pillole anticoncezionali, che avrebbero potuto evitare la sua nascita, ma per fortuna o purtroppo (come direbbe Gaber, che Scanzi usa per fare spettacoli teatrali che altrimenti non vedrebbero nemmeno i suoi parenti) non è stato così. Possiamo però usare i preservativi che abbiamo simpaticamente utilizzato come copertina a quest’articolo. Forse così’ è possibile proteggersi almeno un po’ da Scanzi. E’ ricordate, #SeLoConosciLoScanzi.

 

Ps. abbiamo chiesto a Vittorio Zucconi e Gad Lerner di rilasciarci una loro dichiarazione. Per ora non abbiamo ricevuto risposta. In caso aggiorneremo l’articolo aggiungendole.

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