Scanzi da lezioni di comicità? ah ah ah che ridere…

se lo conosci lo scanzi

 

Scanzi vanta la pagina wikipedia più corta del mondo (eh.. anche questo è un record…) e non perchè sia “uno riservato” ma perchè non ha fatto mai una beata minchia e quando ha provato o ha avuto l’occasione di fare qualcosa ha sempre solo fatto fiaschi umilianti. Se non lo chiamassero la Gruber (a causa forse degli ultimi fuochi ormonali della menopausa)  o Formigli (onestamente non capiamo)  e se non scrivesse sul fatto profonde riflessioni sulla metafisica e la fenomenologia di Cristiano Malgioglio, farebbe a stento l’operaio (con tutto il rispetto per la categoria che ne subirebbe il disonore).

A Scanzi non piace che nel festival di Carlo Conti ci sia poca satira, che le battute non siano urticanti (cazzo vuol dire?),che siano state battute deboli, facili, garbatissime, e che non dovevano ferire nessuno, anzitutto “le famiglie”.  Scanzi voleva che il comico lanciasse dell’acido muriatico sulla prima fila (urticante sicuro),  prendesse a sberle Carlo Conti ( così Monina era contento), che le battute fossero sulla matematica non euclidea, la teoria dei quanti e che facessero esplodere i televisori causando morti e feriti nelle “famiglie” italiane. Questa è satira cazzo!

Invece  “il normalizzatore di successo” (Carlo Conti), ha disatteso le speranze terroristiche di Scanzi scegliendo accuratamente ospiti disinnescati (cazzo vuol dire?) per non parlare del fatto (ecco che arriva la bambolina voodoo) ha invitato Alessandro Siani. Eh, questo proprio non va eh… Insomma, Siani? Siani – scrive Scanzi – non ha talento “accecante” – infatti ottici e oculisti stanno valutando di fargli causa – non ha meriti evidenti – vero, non ha ricevuto alcuna medaglia al valore, onoreficenze o lauree ad honorem e per un comico sono lacune umilianti…- Scanzi scomoda persino Gigi D’alessio (Gino e Michele impallidiscono di fronte a lui) il quale, non si sa bene dove e quando, avrebbe detto   “Alessandro è bravo, ma noi napoletani sappiamo sempre molto prima la battuta che farà” . Siani – continua Scanzi – è affezionato alla prevedibilità come Linus alla copertina.

Inutile dire che Scanzi è così ignorante che a confronto il mandriano famoso per il “buffone, buffone” è un genio. Le critiche di Scanzi evidenziano la scarsa conoscenza non solo della satira, che in una kermesse canora come Sanremo non si addice molto – le rare volte che è stata forzatamente inserita si è retta, più che altro, sulla figura di politici nazional popolari come Berlusconi, che per potere e pari ridicolezza si prestavano bene al dileggio satirico), ma anche una conoscenza televisiva pressochè nulla. La ripetizione è una costante caratterizzante e tipica della comicità “(post)moderna” targata Gino e Michele (stile Zelig, Colorado cafè e made in sud per intenderci). Lo spettatore riconosce il comico e si ricorda di lui proprio grazie alla frase, al gesto o al tormentone che lo caratterizzano: Pigromen di made in sud lo si ricorda per il suo “è questo ci si sa” e per la tipica pigrizia supereroistica; Mediomen di Zelig lo si riconosceva e ricordava perchè il pubblico si aspettava il vituperato ritratto femminile puntualmente smentito dalla telefonata della moglie a cui seguiva il tormentone (e l’uomo somatizza); il comico Manera è celebre per i suoi personaggi ultra ripetitivi; e potremmo continuare a lungo.

La cosa paradossale è che Siani, per ora (ci sono ancora Luca e Paolo), è stato l’unico a fare (un po’) di satira politica facendo la battuta sugli 80€ (che ovviamente Scanzi non cita) o quella su brunetta e le auto blu. Neanche i soliti idioti (che non sono quelli del fatto quotidiano) hanno fatto satira politica.

Il fatto è che Scanzi voleva il dileggio del tanto odiato Renzi. Non capisce che neanche il bravo Crozza, che quando lo imita somiglia più a Jerry Lee lewis che Renzi, riesce a essere efficace come quando imita ad esempio Razzi o Grillo.

Lo zio di Scanzi glielo ripeteva spesso: “Andrea, da grandi stronzate derivano grandi responsabilità” ma il piccolo Scanzi non ha mai voluto ascoltare, era troppo prevedibile. Noi, invece, pensiamo che l’unica cosa costante, oltre alla velocità della luce sia la stupidità di Scanzi, ma anche noi, in fondo, stiamo dicendo una cosa sin troppo prevedibile…

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