Sogno di una notte travagliata

Sogno travaglio

Oggi il direttore della pravda grillina ci racconta di aver fatto un sogno, forse assumendo una delle tante droghe che circolano nella redazione della pravda grillina . Beh, anche noi ne abbiamo fatto uno (senza assumere nulla). La scena si svolge in un regno fantastico in cui una setta di nulla facenti, falliti e incompetenti, guidata da un folle smanettone e un ex-comico, grazie ad un’operazione di web marketing riesce, come per magia, ad andare in parlamento che dice di voler aprire come una scatoletta di tonno, anche se in realtà pare si accomodino come il culo del nonno. Uno dei primi atti di questa setta consiste in uno streaming in cui un orsetto lavatore e un strega arcigna insultano il vincitore delle elezioni il quale dopo lascia tutto al suo vice che a sua volta viene scalzato da un giovane rottamatore. Dopo una serie di azioni di propaganda tagli di stipendi, demagogie e promesse assurde, la setta comincia subito ad autoflagellarsi perdendo pezzi a causa di espulsioni, la maggior parte delle quali immotivate, assurde, arbitrarie e persino illegali. Addirittura viene cacciata una donna solo per aver partecipato a un talk show e, come se non bastasse, pure insultandola con commenti sessisti (secondo l’ex-comico andando in TV soddisfava il suo punto G). La setta che aveva espulso la poveretta con invocando un fantomatico codice di comportamento, dopo un misterioso sortilegio di nome: codice a cazzo secondo come conviene, cambia verso e diventa improvvisamente amante della tv e dei Talk Show, tanto da occuparli tutti e a tutte le ore ( quasi sempre in collegamento esterno e senza contraddittorio). L’attività principale della setta in parlamento consiste nel ostruzionismo alternato a insulti, cori da stadio e risse. I gran maestri della setta, lo smanettone e l’ex-comico, comandano la setta in modo dispotico dittatoriale, i dissenso non è ammesso, viene considerato tradimento e chi tradisce è fuori.  Per diffondere il verbo e creare proseliti i gran maestri fondano un blog che per la maggior parte parla di complotti, chip sotto pelle, sirene e falsi allunaggi, il comico fa comizi e fa da megafono ma non basta, ci vuole una voce esterna, un organo di stampa che faccia loro propaganda, ci vuole il quarto potere. Un piccolo giornale, guarda caso nato nello stesso anno della setta, risponde alla richiesta di soccorso. Il direttore, famoso diffamatore, moralista ipocrita e giustizialista, sale su un treno freccia rossa con amici sprovvisti di biglietto valido. Il direttore incredibilmente, nonostante fosse in torto marcio, chiede alla controllora di fare uno strappo alla regola accusando il sistema del disguido, La controllora dice, ovviamente di no, che le regole vanno rispettate e che non si possono fare favoritismi ma il direttore perde le staffe e va su tutte le furie cominciando a insultare la controllora definendola Kapo, l’azienda per cui lavora e minacciando di usare il suo quarto potere pubblicando tutto sul suo giornale, cosa che poi fa per davvero. La controllora se ne infischia delle minacce, fa la multa e andandosene dice: “che figura di merda quel direttore”

La setta intanto si espande e cambia struttura; si forma il direttorio: una sorta di triumvirato formato dai tre reietti magi che si orientano osservando 5 stelle cadenti… In realtà a comandare sono sempre i gran maestri ma ciò viene sempre negato e il direttorio serve per far credere agli adepti che la setta sia un luogo di libertà, trasparenza e democrazia. Alcuni membri della setta cominciano a capire e se ne vanno suscitando odio e ira negli altri adepti che li considerano dei traditori. I gran Maestri allora decidono di ricorrere ai ripari e stilano un codice di comportamento (leggerlo fa venire i brividi) atto a eliminare ogni dissenso (punito con un multa da 150.000€), a eterodirigere e manovrare gli eletti della capitale del regno in modo da controllore tutto senza esporsi in prima persona, da remoto.

Nel frattempo i reami del regno governati dagli adepti della setta cominciano ad accumulare problemi, l’incompetenza e la cialtroneria cominciano a emergere e i cittadini se ne accorgono. Nel reame di Napoli si scopre che una adepto è controllato dalla camorra (perfida organizzazione criminale). Il direttorio sapeva ma non fa nulla per mesi. I tre del triumvirato/direttorio fanno un video streaming per dire che non sapevano nulla e Il direttore del giornale/pravda della setta, aiutato dai suoi collaboratori, si affretta a difendere la setta appoggiando la difesa del direttorio. Difesa che però ben presto si scopre insufficiente e falsa perchè  emergono, testimonianze e prove inequivocabili che contraddicono e smentiscono il direttorio. La setta è in crisi.

Nel reame di Livorno un adepto della setta fa disastri nella gestione dei rifiuti dando la colpa a chi lo ha preceduto, ma non si rende conto che prima i rifiuti non invadevano le strade come succede con lui. L’adepto viene anche raggiunto da un avviso di garanzia assieme a un suo compare, viene indagato perchè assume 33 persone nonostante abbia lui stesso dichiarato che l’azienda dei rifiuti fosse in fallimento. Le solite cialtronerie da incompetenti. Il direttore del giornale della setta fa il possibile per difendere l’adepto ma la vicenda è abbastanza chiara e se non la logica basta andare a sentore cosa ne pensano i cittadini di Livorno che hanno vissuto in prima persona la rovinosa gestione della setta

Nel reame di Parma un adepto si distingue perchè sembra essere l’unico che dimostra di saper gestire un reame, ma la sua colpa è il famoso dissenso. L’adepto viene percepito come un ribelle e tollerato a fatica dalla setta che rimane in attesa dell’occasione opportuna per farlo fuori. L’attesa dura molto ma finalmente l’adepto compie un piccolo errore: indice un bando per assegnare la gestione del teatro del reame ma poi se ne infischia e decide lui le nomine. Anche lui come l’adepto di Livorno viene raggiunto da un avviso di garanzia cerca di contattare e incontrare il direttorio in tutti i modi ma viene sistematicamente ignorato. Una mattina l’adepto riceve una mail dai gran maestri che gli comunicano la sospensione. La motivazione è la mancata comunicazione del ricevimento dell’avviso di garanzia. Il direttore del giornale della setta inizialmente prende le parti dell’adepto dicendo che era facoltà dell’adepto nominare i gestori del teatro, anche fuori bando. Peccato che il l’ipocrita direttore poco tempo prima aveva criticato l’assegnazione senza gara alla gestione della ristorazione in una area del’Expo all’imprenditore Farinetti, accusando l’organizzazione di non fare il bando (che in realtà si fece ma andò deserto). In seguito il direttore del giornale della setta cambia idea e sostiene anche lui la sospensione dell’adepto.

Il sogno finisce con i gran maestri, il triumvirato e la pravda che guardano il panorama romano dicendo: “un giorno sarà tutto nostro…”. Poi ci siamo svegliati e purtroppo abbiamo constatato che non si trattava di un sogno, era tutto vero e da allora siamo indecisi se scegliere la rivoluzione o la sottomissione.

1 commento

  1. Sarò controcorrente (e anche un po’ menefreghista: non sono di Roma), ma spero davvero che a Roma vinca la previtiana alemannina: un’occasione, servita su di un piatto d’oro, per mostrare urbi et orbi la fuffa della setta.
    Quanto allo stesso anno di nascita dell’organo ufficioso della setta e delle setta stessa. io credo che nascere nel settembre (l’orgnao ufficioso) e ottobre (setta) dello stesso anno non sia semplicemente una coincidienza, piuttosto una prova.

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