Soliti soprusi e abusi quotidiani della penisola dell’ingiustizia

schiaffoSta facendo molto discutere il video mandato in onda durante la puntata del 14 aprile di “Chi l’ha visto”.

Dato che in rete si è scatenata la solita diatriba fra difensori e colpevolisti, Prima di fare riflessioni o esprimere giudizi vi invitiamo a visionare il video, ma soprattutto la ricostruzione dell’intera vicenda.

Come avete potuto vedere le questioni principali sono:

  • I carabinieri sono intervenuti in una proprietà privata senza esibire alcun documento, ordinanza o provvedimento.
  • La signora non fa alcuna violenza ma alzando le mani fa cadere il cappello del carabiniere.
  • Il carabiniere da un schiaffo ben assestato alla signora. A difesa della signora interviene il fratello che dopo aver aggredito il carabiniere viene anche lui malmenato.
  • Dopo 2 gradi giudizio tutti i componenti della famiglia (anche la madre e il padre che nulla hanno fatto) sono stati condannati per resistenza e lesioni ai danni di un pubblico ufficiale.
  • Il carabiniere che picchia la donna dice di aver ricevuto contusioni multiple al viso, trauma toracico con frattura alla quarta costola sinistra e una modesta ferita al mano destra. 15 giorni di guarigione
  • Il secondo carabiniere che mai partecipa alla colluttazione inspiegabilmente denuncia una cervicalgia da contraccolpo. 15 giorni di guarigione
  • Il video non è stato visionato. il giudizio nei vari processi si è basato solo sulle testimonianze dei carabinieri (gli unici considerati attendibili) e della signora.
  • i carabinieri si sono dichiarati parte civile e hanno chiesto un risarcimento di 20.000€ euro ciascuno.
  • La signora che è stata picchiata si è fatta 2 giorni di carcere e 15 ai domiciliari senza poter bere e mangiare nulla.

Questa è una delle tante cronache di abuso quotidiano che avvengono nel nostro paese che noi, senza esagerare, abbiamo definito la penisola dell’ingiustizia. Dopo aver visto e appreso di queste vicende è difficile non comprendere l’astio verso le forze dell’ordine. Chiunque, subendo un sopruso nella propria proprietà, avrebbe reagito in questo modo. Se la signora non avesse reagito cosa avrebbe ottenuto? giustizia? No, avrebbe semplicemente subito un abuso e avrebbe dovuto tacere. Le forze dell’ordine non contente hanno persino chiesto i danni economici (si aggiunge beffa al danno). E’ come se vivessimo in un mondo al contrario, un mondo in cui se vuoi giustizia devi prendertela con la forza. Se fossimo stati negli USA probabilmente ora la signora e suo fratello sarebbero sotto terra. Il carabiniere avrebbe sparato o peggio avrebbe strangolato la signora mentre urlava “non riesco a respirare”. Sembra assurdo dirlo ma quando ci sono di mezzo le forze dell’ordine a rimetterci è sempre il cittadino. Quando dovrebbero intervenire non lo fanno giustificandosi dicendo che hanno le mani legate (vedi esempio recente dell’occupazione di abitazioni pubbliche con tanto di legittimi assegnatari lasciati per strada), e quando intervengono fanno quasi sempre più danni del necessario (casi Cucchi, Aldrovandi ecc.). La cosa che indigna è che mentre le forze dell’ordine si vantano di arrestare pericolose signore di mezza età e danno la caccia ai ragazzini che coltivano piantine in casa, ladri, assassini, corrotti, mafiosi sono tranquillamente in libertà e i pochi che vengono presi se la cavano assumendo un bravo avvocato. Tutta questa vicenda si sarebbe risolta pacificamente se la signora avesse ricevuto regolare documentazione e contravvenzione, invece si è preferito forzare la mano, compiere l’abuso, in nome del “noi possiamo tutto e non subiamo conseguenze”. Episodi del genere non fanno fare bella figura alle forze dell’ordine, le quali paradossalmente sono orgogliosi e non fanno nulla per limitare la diffusione del video. Perchè? Beh, perchè si lancia un messaggio: “con noi non si scherza, noi siamo la legge e possiamo fare ciò che vogliamo e chi osa opporsi fa una brutta fine”.

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