Solo Scanzi si mette a criticare il mezzo invece del messaggio

se lo conosci lo scanzi

 

Uno dei limiti cerebrali più infantili e Don Chisciotteschi contemporanei consiste nel criticare la scelta di politici e personaggi pubblici di utilizzare i social network per comunicare. Uno di questi critici onanisti è il sedicente giornalista Andrea Scanzi, che passa il suo tempo a criticare e pubblicare (quindi ritwittare) i posti dei politici tanto odiati (vedere, per esempio, questo suo articolo) usandoli per battute tristi o peggio per fare riflessioni politiche. Naturalmente una delle vittime preferite è Matteo Renzi, anche se in realtà lui utilizza Twitter molto meno rispetto ad altri (vedi i 5stelle o Salvini). Nei paesi evoluti, dove persone come Scanzi non riuscirebbero nemmeno a scrivere su “Novella 2000” o “Chi”, Nessuno si scandalizza o perde tempo a fare questo tipo di puerile polemica – forse perchè sono arrivati a capire che si tratta di semplici mezzi di comunicazione in grado di intercettare masse di persone (specie i giovani) altrimenti difficilmente raggiungibili -. I social network consentono di comunicare con immediatezza e sintesi ma anche di  risparmiare moltissimi soldi: Se un presidente o un leader politico dovessero usare sempre e solo giornali, TV  o peggio fare comizi si spenderebbero tanti soldi e per nulla… Certo questo farebbe la felicità di giornalisti e conduttori TV, ma chi se ne frega di rendere felici queste categorie che in alcuni casi sono milionarie (quindi ampiamente felici)? Il presidente degli USA Obama utilizza moltissimo twitter e persino il Papa lo fa spesso. Non si riesce quindi a capire il senso e lo scopo della critica di Scanzi. Un leader comunica come vuole, cercando di sfruttare il mezzo che gli permette di avere la maggiore diffusione e soprattutto il mezzo che possibilmente non ha vincoli è libero, scevro da redazioni, scritture, condizionamenti, propagande e interessi o controlli a monte (vedere es. i talk show il Fatto Quotidiano). Il politico vuole legittimamente e comprensibilmente comunicare con il suo elettorato e, perchè no,  fare propaganda. E’ il giornalista che dovrebbe fare altro, non come Scanzi che invece di fare informazione fa il propagandista dei 5 stelle. Criticare il mezzo non solo è stupido ma anche deleterio, perchè non porta a nulla, se non a emarginarsi e ripiegarsi su posizioni reazionarie e devoluzioniste.  Si cerca di screditare, delegittimare e ridicolizzare il personaggio di turno attraverso un pregiudizio, come detto, reazionario e privo di valore. C’è da chiedersi invece se Scanzi abbia ascoltato le scempiaggini, il trash e il ciarpame culturale che hanno propalato i grillini nel loro raduno di Imola. Viaggi nel tempo, pseudo teorie, stupidaggini sull’energia, balle sesquipedali, insulti a non finire, persino le battute di grillo non facevano ridere, anzi c’era da strabuzzare gli occhi quando diceva che secondo lui ogni cittadino dovrebbe avere diritto a ricevere dei soldi e poter essere libero di scegliere se lavorare o meno. E Scanzi pensa ai tweet di Renzi?

La cosa poi comica e paradossale è che in realtà Scanzi ci passa più tempo di tutti i politici messi insieme. E’ come il pulisci stalle che si lamenta della polvere sul davanzale del camino: vive tutto il giorno nella cacca ma critica le suole sporche degli altri.

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