Sopravvivere all’inferno per poi morire nell’Italia razzista

Emmanuel Chidi
Emmanuel Chidi

La vita spesso è ingiusta e a volte addirittura si accanisce con particolare ferocia contro i più deboli. Ci sono storie che per la loro tristezza non si prestano nemmeno per essere raccontate attraverso un film, perchè nella finzione,per esigenze drammatiche, le prove, le sofferenze e le peripezie affrontate dall’eroe quasi sempre vengono ripagate. Nella finzione c’è sempre una sorta di giustizia drammatico narrativa che cerca di equalizzare il mondo rappresentandolo come un luogo in cui le sofferenze e le ingiustizie possono essere ricompensate con una meritata felicità. La vita non è così, e la storia di Emmanuel c’è lo insegna.

Tutti i familiari di Emmanuel e sua moglie Chinyery sono stati uccisi da Boko Haram durante un assalto a una chiesa. Muore anche la loro figlioletta. Emmanuel e Chinyery decidono di fuggire dai massacri e intraprendono il viaggio della morte per giungere in Italia alla ricerca di una nuova vita, sognando semplicemente un po’ di quella felicità e serenità. Sogni semplici per persone umili che hanno conosciuto solo morte, violenza e dolore. Durante il viaggio vengono aggrediti e picchiati da malviventi in Libia e Chinyery, durante la traversata, perde il figlio che porta in grembo. 

Finalmente arrivano in Italia. Ce l’hanno fatta, ora i due pensano di poter tornare almeno a sperare, ma non è così.  Emmanuel e Chinyery non hanno fatto i conti con il razzismo di un paese che sta precipitando in una deriva culturale  a causa della crisi sta perdendo un po’ dei suoi tanti privilegi e grazie a politici che alimentano odio e razzismo. Un ultrà di una squadra locale, uno dei dei tanti cretini nulla facenti italiani che non valgono una cicca masticata, una cacca senza nemmeno la puzza, si mette a insultare Chinyery mentre sta passeggiando con Emmanuel: “brutta scimmia africana”, poi non contento la strattona. Emmanuel allora prende le difese della sua compagna ma subito parte il violento pestaggio. Emmanuel rimane in terra mentre mentre il razzista cretinoide Amedeo Mancini, già noto alle forze dell’ordine (ma ovviamente in libertà) continua a infierire continuando a colpire con violenza. Emmanuel, dopo aver perso tutta la sua famiglia, essere scampato alla furia di Boko Haram, attraversato l’inferno compiendo un viaggio della morte, arriva in Italia e muore ucciso da un razzista cretinoide. E’ La vita, quella vita che dovrebbe essere bella ma che per alcuni è una condanna, quella condanna che Mancini non avrà perchè se la caverà pagando un avvocato (magari con l’aiuto di qualche politico della Lega) che riuscirà a ribaltare tutto. Alla fine la giustizia italiana dirà che Emmanuel aveva cominciato per primo, che Mancini si è difeso e che Emmanuel non è morto per i colpi ricevuti ma per la caduta che si è procurato ovviamente da solo. Questa è l’italia, benvenuti nel terra dell’ingiustizia dove nel 2016 si può ancora morire per colpa di una razzista fuori di testa.

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