(S)Piace constatare quanto siano ignoranti Magrelli e Baricco

modello-baseE’ triste, avvilente e deprimente constatare come uomini piccoli come Valerio Magrelli e Alessandro Baricco si scandalizzano, si indignano e si scagliano contro l’assegnazione di un premio letterario a un cantautore come Bob Dylan. Come diceva Umberto Saba: “I premi letterari sono una crudeltà. Soprattutto per chi non li vince” e Magrelli e Baricco stiano sereni che sono fra coloro che il nobel non lo vinceranno mai (quello si che sarebbe uno scandalo).

Valerio Magrelli, come riporta la stampa ha dice

Molti applaudono, ma a Stoccolma, per me, è avvenuto uno scandalo che riapre la spinosa questione dei rapporti fra cantautori e autori di poesie, romanzi e teatro. Ingannare i lettori dando a un cantante la palma di scrittore è a mio parere imperdonabile

E’ ancora:

Non vedo il bisogno di correre in aiuto delle star, dei divi del rock, con un premio Nobel

Alssandro Baricco, invece dice:

Che un drammaturgo vinca un premio alla letteratura ci sta, anche se in modo un pò sghembo Ma premiare Bob Dylan con il Nobel per la Letteratura E’ come se dessero un Grammy Awards (premio musicale) a Javier Marias (scrittore spagnolo) perchè c’è una bella musicalità nella sua narrativa

Magrelli si fa il “sangue amaro” ma (di)mostra grande ignoranza poichè la poesia, come è noto anche agli studenti delle scuole medie, è la musica del linguaggio, è una forma di espressione che si fonda sulle dimensioni musicali del linguaggio: ritmi, accenti, sonorità, metrica… Poesia e musica sono legate da un rapporto simbiotico e di reciprocità creativa, di senso del ritmo, di musicalità della parola che diventa rivelazione, epifania di significati. La poesia è nata molto prima della scrittura e, come osservava tra l’altro un certo Aristotele, nasce dalla tendenza naturale dell’uomo a imitare, attraverso il linguaggio, l’armonia e il ritmo. La poesia (il termine deriva dal verbo greco poièo, che significa «fare, produrre»), può essere definita infatti come arte di produrre composizioni verbali in cui il suono e il ritmo, e cioè la dimensione ‘musicale’ del linguaggio, assumono un’importanza di primo piano. In sostanza la poesia è musica e la musica è poesia.

Sostenere che De Andrè, Mogol, Gaber, De Gregori ecc. sono dei poeti per poi dire ipocritamente le parole solo perchè Bob Dylan vinto il premio nobel per la letteratura non fa che evidenziare l’acredine, l’invidia e la gelosia che animano questi scrittori “haters” del nobel. Eppure quando leggiamo e studiamo la divina commedia nessuno si stupisce del fatto che sia divisa in canti; Quando leggiamo “i canti” di Leopardi nessuno si indigna; Quando i poeti venivano definiti dei cantori nessuno ha osato urlare all’invasione di campo. Certo queste grandi menti, questi letterati del No al nobel a Bob Dylan, non attaccano quest’ultimo e la sua opera, ma coloro che hanno commesso il grave errore o peggio l’ingiustizia di premiarlo, cosa che fa emergere anche un’aspetto infantile di fronte al quale sarebbe meglio l’indifferenza, poichè criticare significa comunque scendere allo stesso livello.

Questi “Castelli di Rabbia” eretti a protezione dell’ignoranza andrebbero attaccati a colpi di “Smith & Wesson”. Questi “esercizi di tiptologia”: Se ci sei Euterpe (tra l’altro raffigurata con flauto e tibie) batti un colpo,  non fanno altro che mostrare una generazione di pseudo intellettuali con tanta carne ma “senza sangue” che sembrano aver smarrito il cervello in un “oceano mare”, “20000 leghe sotto i mari.

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