Tecce e la balla sulla fatwa di Renzi

fatwaE’ difficile fare figuracce così pantagrueliche come quella che fa il giornalista Carlo Tecce del Fatto Quotidiano. Sulla pravda grillina di oggi Tecce scrive un articolo in stile Davide Vecchi (una balla dopo l’altra). La cosa divertente e che non finisce nemmeno di scriverlo che subito viene smentito. Il supereroe Flash ci ha mandato un messaggio chiedendoci chi fosse questo Speedy Gonzales delle figuracce e quale fosse il suo segreto perchè nemmeno lui e cosi veloce. Ma, come è nostro solito fare, andiamo ad argomentare.

Tecce scrive:

Questo è il resoconto giornalistico di una rottura, chissà se insanabile, fra Matteo Renzi e la televisione La7.  Il fiorentino abbandona i programmi di La7, impone ai renziani osservanti di rispettare l’ordine – boicottare il canale privato – e muove le truppe verso la Rai. Il segnale: Maria Elena Boschi ha rinunciato al duello a Otto e Mezzo, previsto per stasera, contro il leghista Matteo Salvini

Quindi, stando a quanto scrive Tecce, Renzi avrebbe rotto con l’emittente LA7 e, non potendo fare alcun editto, come magari avrebbe fatto il suo padrino politico Berlusconi (altro tipico mantra antirenziano),  vieta ai “suoi soldati” di partecipare ai programmi di LA7 e la prima a piegarsi e sottostare  ai suoi ordini sarebbe stata Maria Elena Boschi la quale avrebbe rinunciato a partecipare a un duello con Salvini a “Otto e mezzo”.

A parte le solite metafore belliche tipiche di un certo giornalismo: truppe, duello ecc. risulta al quanto curioso accusare Renzi di organizzare una fatwa (dispense di condanna a morte) quando in giro c’è gente come Grillo che fa le liste di proscrizione e aizza gli attivisti a insultare e spintonare i giornalisti colpevoli di raccontare la verità sull’incapacità della giunta Raggi; e che fino a poco tempo fa espelleva con una mail membri del movimento solo perchè avevano partecipato a un programma televisivo (si veda a casi Mastrangeli e Salsi). Grillo alla Salsi disse persino che andava in TV per soddisfare il suo punto G.

Tecce in seguito fa una sorta di cronaca di ordinario fango quotidiano con affermazioni tipo:

Renzi è nervoso, piccato, meditala vendetta, almeno una protesta.

o questa:

Col tempo il fiorentino non ha smussato un paio di caratteristiche che inquietano
anche i più stretti collaboratori, perché lo rendono imprevedibile, se non dannoso: non smaltisce mai un rancore, spedisce messaggi con insulti (chiedere a qualche ex direttore di giornale).

Tecce non dice chi sono questi fantomatici stretti collaboratori spaventati da Renzi, ma non spiega nemmeno perchè la frase “chidere a qualche ex direttore di giornale”  sarebbe un insulto.  Insomma manca davvero poco ad arrivare al Pinochet di Di Maio…

Poi c’è il virgolettato che appare e scompare

Se non tutelate il mio governo, ritiro le prime linee dai vostri schermi

Questa frase viene attribuita a Renzi ma nell’articolo non è virgolettata. Non si sa chi l’abbia sentita e riportata, ma in fondo Tecce deve proteggere le sue fonti. Non sia mai che Renzi commissioni qualche omicidio o piazzi qualche innesco di ordigno a casa di un collaboratore di Floris…

La verità è che Renzi ha talmente rotto con LA7 che ha partecipato al confronto con Marco Travaglio a “Otto e Mezzo” e al confronto con Zagrebelsky moderato da Enrico Mentana nel programma SIoNO. Ma il bello come anticipato all’inizio è che Tecce viene subito smentito. Secondo Tecce, infatti, Renzi avrebbe ordinato a Maria Elena Boschi di non partecipare al confronto con Matteo Salvini. Peccato che la Boschi su Twitter scrive questo:

Ma in fondo Tecce può stare sereno perchè può sempre dire che la Boschi ha cambiato idea proprio a causa del suo articolo. Certo non ci farebbe una bella figura ma questa non è certo una prerogativa o una preoccupazione dei giornalisti del Fatto.

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