#TintoPetto e la parabola del giudice fottuto

bruno tinti

Bruno Tinti, che noi abbiamo scelto di soprannominare affettuosamente in #TintoPetto, oggi ha fatto una delle sue scorreggine. Eh che volete, il caldo, le bibite gassate e la vita sedentaria possono provocare un certo meteorismo…

#TintoPetto, sulle pagine della pravda grillina, si inventa questa storiella che potremmo chiamare “la parabola del giudice fotutto”.

Sai quel tuo collega che ce l’ha con l’evasione fiscale e non fa altro che condannare professionisti e commercianti? Bisogna neutralizzarlo, costi quel che costi”. Così l’avvocato Mozza al giudice Orecchi, amico suo. “Ah sì? Che fai domani, vai al mare?”Risponde Orecchi. Fine della storia, Orecchi non ne fa parola con nessuno. Però la conversazione è stata intercettata e qualche tempo dopo il Csm gli fa un procedimento disciplinare: doveva riferire quantomeno al capo dell’ufficio. Se Orecchi non è un correntizzato o magari un correntocrate, una condanna non gliela leva nessuno. E i magistrati tutti approvano. Anche il popolo plaude: di un magistrato così non c’è da fidarsi.

La storiella di #TintoPetto è perfetta in realtà per capire come è facile fottere una persona. eh si, perchè il giudice che ascolta la minaccia dell’avvocato, non sapendo di essere intercettato, con quale prova e con quale motivazione sarebbe dovuto andare dal CSM? Il giudice Orecchi sarebbe dovuto andare dal CSM e dire: ” Guardi che l’avvocato Mozza mi ha detto questo per telefono” e il CMS avrebbe preso provvedimenti in base a cosa? alla parola del giudice Orecchi? per dare una sanzione, fare un richiamo o peggio denunciare un’avvocato ci vogliono del prove.

Se la conversazione tempo dopo si scopre essere intercettatta e pubblicata su un giornale il tutto e doppiamente illegale, perchè non solo quell’intercettazione sarebbe stata fatta senza alcun autorizzazione (se no il CMS l’avrebbe saputo) ma anche pubblicata su un giornale senza che questa sia oggetto di un procedimento penale o depositata agli atti… Senza contare che nel privato ognuno e libero di dire (non fare ) quello che vuole il suo diritto alla privacy gli consente anche di dire ciò che vuole. Inoltre così posta, la cosa non costituisce nemmeno reato perchè in questo caso non vale il “silenzio assenso”. Non che se il giudice tace allora ha accolto o concorda con la richiesta dell’avvocato,  che forse non passerebbe nulla nemmeno lui perchè la frase “dovrebbe essere neutralizzato” è una sua affermazione ipotetica… Non ha detto “sarà fatto fuori” o “me ne sto occupando”. Secondo noi il povero giudice è stato vittima di quello che giornalisticamente si ricorda come “il metedo boffo” o per meglio dire è stato fottuto alla grande.

Noi ogni mattina ci svegliamo e diciamo: ” a Travaglio dovrebbe venire un artrite reumatoide fulminante alle mani!” Ma non perchè questo stiamo commettendo un reato… stiamo sperando… e solo dicessimo al telefono col giudice Orecchi sarebbe solo una cosa privata e lecita. Tra l’altro proprio Travaglio, in un suo video, rivendica il diritto di augurarsi la morte di qualcuno. ” questa cosa qua è assolutamente normale” – dice travaglio – “ognuno a casa sua nel suo intimo è libero di odiare e amare chi gli pare”

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La storiella di #PintoPetto poi diventa totalmente assurda se vi si aggiunge l’ipotesi che l’intercettazione in questione non esista e che l’avvocato Mozza non abbia mai detto quella frase.

Quello che #TintoPetto e i gossippari del FQ dovrebbero capire è che una società basata sul malaffare va perseguita e cambiata, ma una società basata sul discredito, sulla menzogna, sulla delegittimazione e sul killeraggio mediatico e peggio di quanto possa accadere in un incubo orwelliano. Ognuno diffama, discredita l’avversario costruendo menzogne e falsità, senza contare che in questo gioco gli unici che ci guadagnano solo coloro che costruiscono e diffondono tali menzogne: giornali, televisioni e siti web con l’unico interesse di vendere copie, aumentare lo share o aumentare accessi e visite.

Il cittadino deve potere conoscere i fatti ed essere informato, ma non essere manipolato o convinto che una persona sia un ebetino, somigli a Mr. Bean, dice supercazzole come il conte Mascetti di “Amici miei” ed è circondato da delle droidi renziane (donne al servizio e controllate da Renzi), offesa maschilista che neanche noi , che a volte ci andiamo giù pensati, abbiamo mai riservato alle giornaliste del FQ.  Chi dice questo cose fa il giornalista o il comico, di scarso talento?

#TintoPetto chiede?

Cosa è più importante per la collettività, che un ladro venga perseguito a seguito di una intercettazione indiretta che rivela le sue fino ad allora ignote malefatte; o che il giudice Orecchi, amante del quieto vivere, forse condizionato da rapporti personali, addirittura connivente, non sia conosciuto come tale?

Ma dove sta il ladro o il reato nel caso di Crocetta o nel caso dell’intercettazione Renzi-Adinolfi? Il silenzio, presunto, di Mozza/Crocetta attesta condizionamento o addirittura connivenza? ma dove? perchè? Travaglio può augurarsi la morte delle persone e Renzi non può dire al telefono che secondo lui Letta è un incapace? di quale reato o comportamento immorale si sarebbe macchiato Renzi?

Sarebbe come dire che, siccome l’evasione fiscale è tanto diffusa, è meglio rinunciare al prelievo fiscale. Già, in effetti…

Al massimo sarebbe “siccome la tassazione è spesso ingiusta e iniqua, e l’azione esattoriale spesso vessatoria, ogni tanto si può chiudere un occhio…”. Se l’uso delle intercettazioni è DEVE essere consentito ai fini di indagine e non va limato l’uso e anche vero che la pubblicazione indiscriminata a fini di lucro dovrebbe essere proibita e sanzionata con severità.

 

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