Fuffa Consip. Travaglio accusa gli altri giornali ma è il suo che inventa e ingigantisce

A noi spiace dover parlare sempre delle stupidaggini che dice Travaglio e, come ci hanno consigliato in molti, dovremmo ignorarlo, in fondo più si parla di lui e delle stupidaggini che dice più queste si diffondono e lui si compiace. Solo che proprio non ce la facciamo a starcene zitti. Più che altro quello che proprio non ci va giù è che gli italiani (buona parte di loro) pensano che questo pseudo giornalista sia il depositario della verità o peggio la massima espressione del giornalismo nostrano.

Nella puntata di Otto e Mezzo del 9 febbraio 2017 Travaglio, utillizzando la metafora della trave e della pagliuzza,  si è lamentato che i suoi protetti (i 5stelle) vengano attaccati e diffamati da una certa stampa che inventa false notizie o le ingigantisce per poi ignorarne altre che, a suo dire, sarebbero più importanti e vere. Travaglio ha fatto riferimento alle recenti vicende che coinvolgono i 5 stelle a Roma dicendo che alcuni giornali (senza ovviamente indicare quali) abbiano fatto ipotesi astruse evocando atti corruttivi, fondi neri ecc.

La prima reazione, oltre naturalmente all’ilarità, è quella di dire: ” ma senti da che pulpito vien la predica”. A noi da piccoli hanno insegnato che prima di accusare e criticare gli altri è bene, al fine di evitare di fare figuracce, guardare a se stessi e farsi un esame di coscienza. Il Fatto Quotidiano ha inventato, ingigantito e strumentalizzato molto, forse più di tutti gli altri. Che oggi il suo direttore accusi gli “altri” di fare lo stesso è alquanto patetico. Ma ora, per evitare di fare lo stesso errore di Travaglio, andiamo ad argomentare facendo qualche esempio. Elencare tutte le falsità e le esagerazioni che il Fatto ha scritto su Renzi, la sua famiglia, il patto del nazareno, la riforma costituzionale, i dossieraggi ai politici richiederebbe così tante pagine che a confronto “La ricerca del tempo perduto” di Proust apparirebbe come un bignami. Quindi ci limiteremo agli uliti giorni.

In un editoriale del 1 febbraio Travaglio facendo uno dei suoi decaloghi (di cui noi abbiamo parlo in questo video) in cui si chiedeva se fosse normale che in un paese civile…

Secondo voi è normale che l’ex assessore Paola Muraro sia stata crocifissa con 400 articoli di giornali, associata anche da Renzi a Mafia Capitale per aver lavorato come consulente dell’Ama con vari dirigenti, tra i quali alcuni poi finiti in Mafia Capitale

Ieri 9 Febbraio e Oggi 10 Febbraio il Fatto Quotidiano ha pubblicato due articoli (pieni zeppi di balle ovviamente) riguardanti l’indagine sull’appalto Consip. Sotto le foto dei titoli:

Gli articoli sono Firmati da Marco Lillo ma poco importa. Quello che vogliamo far notare a chi legge e che Travaglio accusa gli altri di inventare e ingigantire notizie, ma a sua volta lui e il suo giornale fanno la stessa identica cosa, se non peggio. Negli articoli in questione si ipotizza e costruisce, senza alcuna prova o argomentazione valida, un astruso collegamento fra Renzi e la sua famiglia con l’inchiesta sul appalto CONSIP, il più grande d’Europa, scrive Travaglio, ma ovviamente è anche questa un’enorme balla: di appalti miliardari in Europa ce ne sono a migliaia e a migliaia sono più cospicui di 2.7 miliardi. E se anche scegliessimo solo fra quelli truccati troveremmo (per esempio) l’appalto truccato per i rifiuti per le province di Arezzo, siena e Grosseto che ammonta a 3,5 miliardi, ma ne potremmo citare centinaia.
Senza portare alcuna prova a conferma delle sue ipotesi e senza mai indicare alcuna fonte (per carità vanno protette) Lillo scrive che Alfredo Romeo (non quello di Roma che si chiama Salvaltore) in alcune intercettazioni, di cui ovviamente non abbiamo alcuna prova, trascrizione o altro, parlava col suo consigliere Italo Bocchino di acquistare quote di giornali per compiacere politici (come o con quali soldi non viene indicato).  Lillo prima scrive che volevano comprare L’unità, poi dopo scrive:

nel bel mezzo del discorso sulle utilità vengono citati i giornali, senza dire quali siano.

E poi ancora:

Tra queste al Fatto risulta che ci sia l’Unità.

Quindi questa cosa non è contenuta nelle intercettazioni ma “risulta solo al Fatto”?
Anche perchè Italo Bocchino smentisce dicendo:

Non so nulla dell’Unità ed escludo nella maniera più categorica di aver discusso con Alfredo Romeo nei termini riferiti. Il mio rapporto con Romeo è stato ed è assolutamente trasparente. Sono notizie false

Nell’articolo non vengono citati giornali a caso ma ovviamente solo quello collegato al partito democratico e a Renzi. Perchè l’obiettivo è sempre lui. Dell’inchiesta sulla Consip frega poco o nulla a Travaglio e Co. Loro sono interessati a collegare Renzi e la sua famiglia a questa vicenda, al solo fine di gettare fango e discredito.

Dato che Bocchino smentisce, allora Lillo, il giorno dopo, scrive che Romeo del salvataggio dell’Unità (il giorno prima era l’acquisto) ne parlava con l’amico di famiglia di Renzi, l’imprenditore di Scandicci Carlo Russo.

In conversazioni su altre questioni, Russo e Romeo avrebbero discusso di pagamenti all’estero di consulenze che nascondevano, per gli investigatori, vere “tangenti ”. Accuse da provare e probabilmente penalmente irrilevanti perché Russo e Romeo avrebbero solo prospettato questo disegno nelle conversazioni.

Ma come, ci sarebbero “vere tangenti” (esistono pure quelle finte?) però allo stesso tempo non ci sarebbe nulla di penalmente rilevante? Quindi si tratta di fuffa? Mah…

Il faccendiere che – secondo i pm – avrebbe prospettato pagamenti di consulenze con l’uso strumentale di una società inglese di Romeo, al Fatto risulta essere proprio Carlo Russo.

Di nuovo notizie che risultano solo al Fatto.
Negli articoli, oltre a una lunga serie di condizionali, di cose non penalmente rilevanti e di altre che sarebbero millanterie, ci sono anche errori grossolani: per esempio il tesoriere del partito democratico Francesco Bonifazi viene inserito nel CDA dell’Unità ma in realtà non ne fa parte. Si dice anche che il Fatto ha provato invano a contattarlo con chiamate e sms senza ricevere risposta.  Peccato che lo faceva utilizzando un numero sbagliato. Siamo alle comiche…

Tornando alla questione della pagliuzza e della trave, l’accostamento fra la Muraro e mafia capitale nasce da fatti quasi inoppugnabili e non da ipotesi o risultanze del Fatto: La Muraro aveva un relazione sentimentale (e lo dice lei) con Giovanni Fiscon, direttore generale di Ama , il quale è stato arrestato assieme a Franco Panzironi, amministratore delegato di Ama, in quanto sono fra i principali imputati nell’inchiesta su mafia capitale, in particolare nella gestione del ciclo di rifiuti. I due manager pubblici avevano contatti frequenti con la Muraro e che quest’ultima solo sulla carta era una semplice consulente esterna di Ama, perché nei fatti ricopriva un ruolo quasi dirigenziale. La Muraro fra le altre cose è anche indagata per violazione delle normativa ambientali per il ruolo che ricopriva di responsabile del monitoraggio della qualità dei rifiuti in entrata e in uscita dagli impianti di trattamento meccanico biologico (Tmb) di Rocca Cencia e Salario. Dagli accertamenti del Noe sono emerse infatti irregolarità nel trattamento dei residui di lavorazione (Cdr e Fos). In un terzo filone d’indagine la Procura sta valutando anche se l’assessore abbia commesso un abuso nel blitz in diretta streaming che ha guidato lo scorso 25 luglio nella sede dell’Ama.

Insomma, i giornali dovrebbero parlare della fuffa del Fatto Quotidiano e ignorare le evidenze e le certezze di altri casi solo perchè alla pravada grillina la cosa non va giù? Ma siamo matti? Travaglio si lamenta della costruzione di notizie false ma fino a prova contraria sono lui e il suo giornale a produrne in quantità industriale. Quindi di che parliamo?

Nell’editoriale del 9 febbraio Marco Travaglio scrive:

Renzi Aggredì per mesi Giannini e Floris, […] infine riuscì a far cacciare Giannini e chiudere Ballarò dal vertice Rai da lui nominato.

Qui siamo alla pura diffamazione. Travaglio accusa Renzi di avere aggredito (non si specifica se verbalmente o fisicamente) Giannini e Floris e addirittura di aver tramato (riuscendo nell’impresa) per cacciare Giannini e chiudere Ballarò. Ora con che coraggio e faccia di bronzo (e siamo gentili) Travaglio osa accusare gli altri di scrivere balle, inventare o gonfiare notizie? lasciamo ai lettori la risposta.

 

 

 

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