Travaglio attacca la stampa e difende i bugiardi

travaglio

Oramai tutti conoscono l’ipocrisia, la falsità e la frustrazione che contraddistinguono il direttore della pravda grillina Marco Travaglio, ma che certe volte persino i suoi detrattori (es. noi) rimangono increduli leggendo ciò che scrive, tanto che lo stupore raggiunge vertici tali da tramutarsi paradossalmente in ilarità.

Oggi, nel suo assurdo editoriale, Marco Travaglio attacca la stampa. Si, avete capito bene, proprio lui, il paladino della libertà di stampa, di espressione, insulto (per lui già solo scrivere Riotta equivale a insultare), blasfemia e chi più ne ha ne metta. Travaglio che non esitò a difendere/sminuire persino i pataccari che diffamarono Crocetta pubblicando un’intercettazione scandalosamente falsa e artefatta. Lui che rivendicò il diritto di appropiarsi (illegalmente) e pubblicare intercettazioni (inutili sotto ogni profilo tranne quello diffamatorio) riguardanti indirettamente il presidente del consiglio. Quando avvenne l’attentato alla sede di Charlie Hebdo Travaglio, coraggiosamente, subito si affrettò a difendere il sacrosanto diritto di satira e legittimare persino la blasfemia. In uno dei suoi vecchi video (grillini) rivendicò, con orgoglio, il diritto di odiare e augurarsi la morte delle persone, nel suo caso di Berlusconi (cosa che per dovere di cronaca bisogna dire si sono augurati in molti). Insomma, per Travaglio si potrebbe dire che persino la diffamazione dovrebbe essere depenalizzata (anche in sede civile), in quanto i politici sono dotati di capacità e potere di difesa, tanto al massimo si pubblica una rettifica in ultima pagina con la consueta formula “ma la replica non contraddice quanto da noi pubblicato” o “ma questo non l’abbiamo mai scritto” (semmai insinuato). Certo quando si diffamano due povere ragazze (conoscente pizzaiolo compreso) indicandole come collaboratrici e aiutanti dei ribelli anti Assad la questione è un tantino diversa.

La colpa grave della stampa, per Travaglio sarebbe quella di aver raccontato la verità scrivendo che il direttorio dei pagliacci cialtroni 5stelle sapeva tutto dei ricatti e delle pressioni subite dalla sindaca di Quarto Rosa Capuozzo – cosa che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo ampiamente e incontestabilmente dimostrato – molto prima del 14 dicembre e che non solo hanno taciuto e mentito, ma hanno abbandonato un sindaco che in sostanza non faceva altro che chiedere aiuto, perché si sentiva minacciata, impotente e non in grado di gestire una situazione complessa e sporca che poteva anche diventare pericolosa. Naturalmente un movimento (in realtà un partito mascherato) basato sul marketing, sulla raccolta del consenso, sul populismo e sulla demagogia, spaventato dalla possibilità di perdere cliccatori del blog (fonte di ingente guadagno per i suoi proprietari), non avendo le competenze e le capacità di affrontare le situazioni e di assumersi responsabilità, non poteva che fare la scelta più logica: tutelare se stesso e difendere la sua reputazione (basta più che altro sulla presunzione di purezza).

“la Capuozzo ha confermato serafica in Antimafia di non aver mai parlato né di “camorra”né di “ricatto”coi vertici del M5S. Li aveva semplicemente avvertiti di un dossier sul sottotetto mai condonato nella casa del suocero dove lei abita e delle pressioni di De Robbio.”  – Scrive Travaglio

Frasi, queste, che se le avessero dette/scritte Renzi o la Boschi sarebbero stati subissati di insulti dalla “legione di imbecilli” e ridicolizzati (nella migliore delle ipotesi) dal Fattone Quotidiano. La Capuozzo, essendo un avvocato, quindi non un ignorante come Travaglio, sapeva e sa benissimo quali erano e sono i suoi “limiti legali” espressivi (non poteva certo denunciare De Robbio senza alcuna presentare una prova)  e come ha cercato di far comprendere – cosa che in realtà è palese e logica – la questione non è certo terminologica ma di sostanza. Ci sono stati incontri a casa di Fico, riunioni comunali a porte chiuse, telefonate, mail e messaggini in cui non si è discusso superfluo (più o meno dato che si parla di purezza grillina) dell’abuso edilizio ma del fatto che c’era un consigliere che faceva continue pressioni e che in pratica era il collegamento fra il comune e le organizzazioni criminali del territorio. La stessa sindaca aveva chiesto più volte l’espulsione e l’intervento dei vertici del movimento, e non certo per una questione si stupidi scontrini, rendiconti o violazioni di regole comiche. Il sottotetto (da notare come si specifica l’estraneità proprietaria della Capuozzo, atteggiamento non certo usato nel caso di Renzi e la casa dell’amico)  di cui parla Travaglio c’entra poco o nulla. I nodi centrali erano ben altri: la gestione dello stadio, la revoca del piano urbanistico, gli appalti come ad esempio la raccolta dei rifiuti e l’impianto fognario ecc. Le persone normali pensano e si preoccupano di problemi reali, non di stronzate grilline. Travaglio colleziona figuracce su figuracce; come quella fatta a “Otto e Mezzo” in cui disse che i 5 stelle non sapevano nulla e lo provavano gli screenshot. Altro che screenshot qui si deve parlare di shottini quelli di cui sembra avere abusato Travaglio

“In un paese normale, con una politica e un’informazione normali, il caso Quarto sarebbe stato parametrato alle sue giuste misure” ( segue lungo resoconto atto a sminuire tutto)

Lo stesso paese normale in cui una stampa normale non sputtana le persone attraverso l’uso di intercettazioni false, inutili o strumentalizzate (vedi caso Renzi Adinolfi). Lo stesso paese normale in cui una stampa normale non basa inchieste sul passato del padre (non politico) al solo fine di gettare fango e danneggiare sua figlia (poco più grande del figlio reppettaro del direttore della prevda grillina) oggi diventata ministro. Ci sono figli che studiano e diventano ministri, e ci sono figli che si fumano le canne cantando: “com’è bello fare il rap da Torino in giù” ( si ispira a Battiato(??) il ragazzo) e che partecipano a reality show e fanno dischi solo grazie al paparino. Senza pregiudizi nei confronti delle canne naturalmente, anche per al Fattone quotidiano, da quello che scrivono, sembra ne facciano largo uso. 

“Insomma: uno scandaletto locale che non autorizza nessuno a dipingere i 5Stelle come il partito della camorra” 

Fermi tutti! Vietato openare criticare ragionare e fare 2+2, Travaglio non Autorizza.

Semmai a segnalare l’inadeguatezza e la permeabilità alle infiltrazioni malavitose di tutti i sistemi di selezione delle candidature adottati dalle forze politiche: sia le primarie o la cooptazione dall’alto dei partiti, sia il combinato disposto meetup-web dei 5Stelle. 

E ti sembra poco Travaglio? Per quanto riguarda le primarie (che Travaglio cita in riferendosi al PD, poichè è l’unico che le fa) sono un sistema utilizzato in molti paesi del mondo e spesso sono semi pilotate (vedi es. Hilary Clinton oggi, che in pratica ha già vinto).  Nel caso del PD però bisogna ricordare che Renzi vinse le primarie 2013 non essendo il “favorito” (si ricorda che nei circoli non aveva i voti e altri candidati come Cuperlo avevano vantavano l’appoggio di D’Alema) e le perse contro Bersani nonostante i sondaggi lo dessero vincitorie. Per quanto riguarda l’assurdo, comico e falsato sistema di reclutamento grillino bisogna invece ricordare che non solo non esiste in nessun paese al mondo, e che in un paese normale con un stampa normale sarebbe quanto meno ridicolizzato, ma che è basato sull’imbroglio (in realtà ogni eletto è scelto dal due Casaleggio/Grillo) e costruito in maniera tale da portare giardinieri a gestire le infrastrutture e casalinghe a fare le ministre della salute. Tutto questo in nome dell’estraneità alla politica di professione e in nome di una presunta (molto presunta) purezza e biancore dell’anima. In un pese normale con una stampa normale le persone vengono scelte in primis per la loro competenza ed esperienza (dal partito ovviemente) poi certo si sa che spesso la gente vota più per simpatia. Non si diventa però presidenti del consiglio senza nemmeno aver fatto il consigliere comunale a quarto (vedi Di Maio che non è stato votato nemmeno dai familiari).

Il doppiopesismo e l’ipocrisia di Travaglio, come detto all’inizio, finiscono per suscitare ilarità e divertimento. Ma dato che noi siamo per la libertà assoluta invitiamo Travaglio a continuare

 

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