Travaglio e la figuraccia su Scafarto

Un delle prime cose che abbiamo imparato quando abbiamo deciso di creare la nemesi del Fatto Quotidiano è: prima di dire una cosa è sempre bene attendere eventuali sviluppi che possono contraddirla totalmente. Certo un quotidiano deve dare comunque le notizie e non può aspettare, ma una cosa è limitarsi a informare e un’altra è esultare, gongolare e ringalluzzirsi troppo presto, perchè si rischia fare la fine di quello che disse gatto prima avercelo nel sacco, cosa che è accaduta a Travaglio e Co.

Ma andiamo per ordine:

Scafarto viene sospeso

il 25 Gennaio il capitano dei carabinieri Gianpaolo Scarto, inquisito per falso, depistaggio e violazione di segreto nell’inchiesta sugli appalti Consip viene sospeso a seguito della decisione del giudice per le indagini preliminari di predisporre la misura cautelare interdittiva dal servizio.

Scafarto reintegrato 

il 27 Marzo il tribunale del riesame a seguito del ricorso di Scafarto lo reintegra con la seguente motivazione

Non esiste prova che Scafarto abbia manipolato l’informativa indirizzata ai magistrati per danneggiare Tiziano Renzi e di conseguenza suo figlio Matteo; ha commesso degli errori, come tante volte accade, senza la volontà di nuocere all’ex premier. Né è dimostrato che abbia voluto eliminare le tracce del proprio comportamento con la manomissione del telefonino del suo superiore

Si tratta di una sentenza demenziale, poichè afferma che gli “errori” capitano spesso e sono cosa normale, cosa gravissima perchè vorrebbe dire che c’è la seria possibilità che in galera ci siano moltissime persone innocenti finite in carcere per questi “errori normali”. Inoltre se non ci sono prove che Scafarto abbia agito volontariamente, in base a cosa si stabilisce che non sia vero il contrario? La fiducia? Ci sembra davvero poco…

Travaglio e il Fatto Quotidiano esultano e pubblicano per giorni la notizia (vedere i titoli nell’immagine sopra) accompagnando il tutto con nuovi presunti risvolti contro Tiziano Renzi. 

La procura interviene e impugna la sentenza del riesame

Il procuratore capo Giuseppe Pignatone e i pm Paolo Ielo e Mario Palazzi dopo avere letto la sentenza del riesame si sono messi le mani nei capelli e hanno deciso di impugnare la sentenza:

l’impugnata ordinanza del Riesame, che trasforma orrori di sicuro rilievo penali in errori, qualificati con evidente ridondanza linguistica ‘involontari'”, è un provvedimento “che si contrappone alle regole del diritto sostanziale e processuale, della logica e del buonsenso

e ancora

L’obiettivo dell’ex capitano del Noe era quello di ‘inchiodare’ Tiziano Renzi, padre dell’ex premier, “alle sue responsabilità fino ad arrivare eventualmente ad arrestarlo

 

La procura di Roma in sostanza dice che il tribunale del riesame interviene in modo illegittimo su un inchiesta su cui stanno lavorando altri. Inoltre si dice che la realtà viene viene alterata e ribaltata al punto di trasformare palesi e gravi orrori in insignificanti e normali errori. Provate a immaginare di essere incastrati da uno sbirro il quale dopo essere stato sgamato si difende dicendo di avere solo commesso errori involontari, errori che però avrebbero potuto mandarvi in galera.

La cosa poi assurda è che un quotidiano che ama millantare di essere depositario di verità, professionalità, serietà non solo parteggia palesemente per una parte, cosa deontologicamente sbagliata ma contribuisce in modo attivo alla falsificazione e all’alterazione della realtà per assecondare la linea folle del direttore che oramai ha perso la sanità mentale. Questo è lo stato in cui versa una parte del giornalismo italiano. Ovviamente a noi questo indigna ma non siamo incazzati, piuttosto proviamo pena e tanta compassione. Non possiamo credere che tutta la redazione e i giornalisti del Fatto Quotidiano siano davvero così confusi o peggio disonesti da negare l’evidenza dei fatti, quindi speriamo che qualcuno con un minimo di coscienza abbia il coraggio di ribellarsi al metodo Travaglio. Capiamo che dovete mangiare e tenete famiglia, ma un po’ di dignità…

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