Travaglio, fallita la raccolta firme, ci riprova con la Woodstock del NO

wood-noEnnesima uscita post estiva di Travaglio. Dato che la raccolta firme per il comitato del NO è stata un fallimento, e Renzi ha stracciato sia lui che Zagrebelsky, Travaglio ci riprova con una chiamata alle armi, che ha chiamato la “Woodstock del NO”.

Tutti noi del Fatto lanciamo questa semplice domanda-appello ai lettori, agli amici e alle centinai a di comitati del No sparsi per l’Italia, cioè a tutti quelli che potrebbero riempire il nostro palco e la nostra piazza: se organizziamo una Woodstock del No alla vigilia del referendum costituzionale, voi ci siete? Le risposte che arriveranno le pubblicheremo.

Certo dai fattoni non ci si poteva aspettare che tre giorni di paura e delirio per il NO. Il direttore delle pravda grillina, il Tri(a)vaglia(o)tore (copyright Molisano di Agnone) del giornalismo del fango, praticamente annuncia l’intenzione di organizzare una manifestazione alla vigilia del voto referendario per convincere gli italiani a votare No.

Se vince il No evitiamo il peggio e ci teniamo il meglio, punto.

Per Travaglio avere una doppia camera con medesimi poteri e funzioni; avere il parlamento più costoso d’Europa; mantenere enti costosissimi e inutili come il CNEL; avere leggi su energia, sanità e trasporti diverse per ogni regione; e ingolfare la corte costituzionale di ricorsi e contenziosi fra stato e regioni è il meglio, punto.

Travaglio non dice se questa woodNO, durerà anch’essa 3 giorni, e non dice nemmeno chi  o come sarà finanziata la manifestazione. Certo, se l’ha annunciata è praticamente già deciso che si farà – anche pechè in caso contrario Travaglio farebbe la figura di quello che a Torino definiscono “banfone” (Un millantatore) . Travaglio assicura che sarà una manifestazione che:

Porterà speranza,ottimismo, proposte e allegria, lontano dalla cupezza del dibattito iniziatico.

Speranza, ottimismo, proposte e allegria. Sembra una sorta di italia a 5 stelle ma senza insulti.

Travaglio è disperato, le prova tutte, persino la vecchia tecnica berlusconiana della denigrazione degli elettori. Ricordate quando lui, i fattoni e i minorati di sinistra avevano crocifisso la Boschi per aver fatto differenze fra veri partigiani che votavano Sì e gli altri che votano No? Beh, lui oggi fa lo stesso, se non di peggio:

Dal corpaccione degli indecisi si staccano i sudditi di testa o di tasca, i sudditi per scelta o per necessità, che liberi non possono o non vogliono essere. Infatti si lasciano imbonire
dalle promesse di Matteo Do Nascimento e comprare dalle sue elemosine. Si arrendono al Sì più per conformismo o clientelismo che per altro, anche se sotto sotto se ne vergognano (…) nello spettacolo, non tutti possono permettersi di andare contro il capo del governo nella sua battaglia della vita. Chi tiene famiglia e carriera deve tenersi buone Rai e Mediaset con i rispettivi mandanti. E pure il ministero che elargisce i fondi e i Comuni che gestiscono i teatri.

Praticamente chi vota Sì è un suddito, un allocco, un credulone, un conformista e naturalmente un venduto.

Noi, diversamente da un governo che compra voti con soldi pubblici,non abbiamo nulla da offrire in cambio.

Solito mantra del “noi non prendiamo soldi, siamo poveri ecc.”. Peccato che dopo Travaglio dice:

Io ci spero, incoraggiato dall’esperienza faticosa ma appassionante del tour teatrale Perché No con Giorgia Salari (a proposito di artisti coraggiosi), sabotato da molti politici, ma gratificato ogni sera dal tutto esaurito.

Ah ecco, lui non ha nulla da dare, però ha tanto da guadagnare attraverso la vendita di libri e spettacoli teatrali. Per di più, senza il minimo ritegno, si lamenta anche che giornali e TV non fanno abbastanza pubblicità ai suoi libri e gli spettacoli teatrali (cosa di cui abbiamo già scritto).

Dopo Travaglio non si/ci risparmia nulla e, utilizzando il metodo Salvini, non manca di citare il classico aneddoto finto del partigiano che lo ferma incitandolo alla vittoria del NO. Ma è sul finale che Travaglio da il massimo con il motto degli Hidalgos spagnoli:

“La sconfitta è il blasone delle anime nobili”

Che poi è il pensiero della sinistra italiana e della minoranza del PD… Bravo Travaglio, l’importante non è vincere e nemmeno partecipare, ciò che conta è perdere. Noi siamo con(tro)te!

2 Commenti

  1. i pentacretino hanno una paura bioa che il SI vinca.
    Voglio vedere la faccia di MENTEana e travaglio QUANDO le prenderanno nel culo con la vittoria del SI

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