Travaglio il guitto e le stelle cadenti speriamo abbiano visto i Medici

i-medici-serie-tvSe si leggesse la storia del nostro paese e degli uomini che l’hanno reso grande forse molti errori non si ripeterebbero. Dato che, però, la lettura è una pratica che sembra si stia inesorabilmente estinguedo, a volte anche vedere un racconto per immagini, in questo caso una semplice fiction televisiva storica, può servire  alla comprensione del presente. Se persone come Travaglio e le stelle cadenti a cui lui fa da ministro della propaganda avessero visto la fiction di RAI UNO, “I Medici” avrebbero visto che secoli fa uomini coraggiosi avevano capito e raggiunto mete che oggi sembra siano solo un vago ricordo. Eppure l’italia è stata davvero il luogo dove è avvenuto il grandioso e ormai quasi mitico rinascimento.

Se si paragona l’italia al tempo dei Medici con quella di oggi ci si rende conto che ci sono molte similitudini: anche allora, come oggi,  c’erano corruzione, banchieri  senza scrupoli (ma necessari), povertà, clericali ignobili e vergognosi,  politici mefistofelici ecc..  Eppure, nonostante tutto,  è stato uno dei periodi più gloriosi della storia d’Italia (che allora non era ancora tale). Mentre una inutile guerra (come lo sono quasi tutte guerre) imperversava, povertà e miseria dilagavano e la peste nera diffondeva il suo morbo, un uomo dalla mente lucidamente folle, invece di rinunciare e chiudersi in un conservatorismo deleterio che avrebbe portato alla morte della sua città (e ovviamente della sua famiglia) compie la scelta apparentemente più illogica: Sfidare l’impossibile decidendo di costruire la cupola della basilica di Santa Maria del Fiore di Firenze,, opera nessuno mai aveva avuto il coraggio nemmeno di iniziare. Una grande e dispendiosa opera in un momento di grande crisi.

Chiunque giudicherebbe tale scelta come folle, irresponsabile e autodistruttiva, ma non Cosimo De Medici. Lui aveva capito che paradossalmente in un periodo di crisi bisogna investire, creare lavoro, far girare l’economia, favorire gli scambi commerciali e ovviamente guadagnare il proprio tornaconto politico e aumentare il proprio potere. Mentre altri affamavano la popolazione con guerre inutili e dispendiose, lui creava lavoro, dava speranza e celebrava la gloria.

Se volessimo far innervosire per bene Travaglio e Co. si potrebbe  tranquillamente dire che La storia di Cosimo De Medici è una storia renziana: Anche Renzi si trova in un periodo storico dove ci sono terrorismo, guerre, povertà, crisi economica, corruzione e criminalità, e anche lui, come il suo conterraneo fiorentino, invece di pensare a risparmiare e chiudersi in un inutile no a tutto, investe in grandi opere che altri giudicano con disprezzo baracconi magia soldi, inutili e coacervi di corruzione. Se Cosimo era visto come un banchiere usuraio, Renzi è visto come quello che favorisce i famosi, quanto fantomatici poteri forti, i banchieri, le lobby e le società segrete come la massoneria. Cosimo volle realizzare l’impossibile ( e naturalmente vi riuscì), così come Renzi fa grandi riforme, realizza grandi opere come L’EXPO e mira realizzarne di difficili come il ponte sullo stretto di Messina o l’autostrata Salerno Reggio Calabria.

Se a Roma ci fosse stato un Cosimo De Medici sicuramente avrebbe detto si alla candidatura di Firenze le Olimpiadi. Avrebbe creato posti di lavoro (tanti), migliorato la città e lasciato un segno importante del suo passaggio. Invece oggi Roma è governata da direttorini di stelle cadenti capitanati da una ragazzina antipatica che non sa bene nemmeno lei da che parte è girata. Invece di avere una visione lungimirante, mettersi in gioco, pensare in grande e lasciare il segno, si sceglie di non fare nulla, di occuparsi di rifiuti e della copertura delle buche stradali. Si sceglie di non fare nulla per paura di non essere in grado o sbagliare.

Cosimo De Medici è l’esempio di quello che sostengono tutti gli economisti contemporanei: che in tempo di crisi, paradossalmente, bisogna investire e spendere di più nella prospettiva di crescita, che certo potrebbe non arrivare, ma è certamente qualcosa a cui aspirare. Se Brunelleschi avesse seguito la logica e il calcolo delle probabilità non avrebbe mai realizzato la cupola del duomo di Firenze. Se i fratelli Wright avessero avuto il carattere di Travaglio non avrebbero mai realizzato l’aereoplano.

Speriamo che questi signori de No a Tutto vedano o leggano la storia dei Medici di Firenze, forse rinsaviscono, in fondo se Brunelleschi ha reso possibile l’impossibile allora anche Travaglio può togliersi il vestito del guitto e cambiare idea.

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