Travaglio, la figuraccia dei cialtroni e i deliri su Mattarella

Travaglio rosica, sputa bile ma è delirante

Subito dopo aver sentito il discorso del presidente Mattarella la prima cosa che abbiamo pensato è stata la reazione che avrebbe avuto il direttore della pravda grillina Marco Travaglio (alias #EmilioTravaglio) infatti abbiamo realizzato provocatoriamente questa immagine. Certo non pensavamo che Travaglio avrebbe trasformato il nostro scherzo una un realtà. Ovviamente ci aspettavamo la solita dose di bile tipica del falso giornalismo di Travaglio, ma come sempre Travaglio riesce a sorprendere per le stupidaggini che è in grado di scrivere.

Oggi Travaglio scrive:

Re Sergio Mattarella … ha insistito a rivendicare non il legittimo potere di nominare i ministri, ma l’illegittima pretesa di impartire il suo indirizzo politico al governo e alla maggioranza. E, per giunta, senza metterci la faccia. Mattarella ha giocato la sua partita dietro le quinte.

Siamo di fronte a valutazioni e ragionamenti che vanno contestualizzati e rapportati allo stato d’animo in cui si trova Travaglio, quindi non gli si dovrebbe dare troppo peso. Però è anche vero che stiamo parlando del direttore di un giornale, di un giornalista che per il suo ruolo dovrebbe essere in grado di osservare e valutare le situazioni in modo obiettivo, professionale e possibilmente imparziale. Invece Travaglio si lancia in una cacografia ridicola e priva di senso.

Prima di tutto l’uso della definizione “Re Mattarella”, già usato per Giorgio Napolitano e ora riciclato e appiccicato a Mattarella, è fuori dalla realtà. Il presidente della repubblica, pur non essendo un semplice notaio, come vorrebbe Travaglio, anche volendo, non può impedire un bel nulla. Contrariamente a ciò che si vuol far credere i suoi poteri sono molto limitati. Rifiutare un ministro non significa impedire la nascita di un governo. Fare da garante della costituzione e far rispettare regole e procedure non significa fare il re. bisogna capire che i “garanti” che piacciono a Travaglio somigliano più ai leader da sette sataniche stile Beppe Grillo, quindi ha una visione un po’ distorta. Mattarella non può fare leggi, non può cambiare le regole, non può indicare programmi, non può imporre un indirizzo politico. Più che un re è un semplice contro potere del parlamento e infatti proprio per questo spesso viene tirato in ballo e usato da tutti a seconda di come conviene. Quando Travaglio voleva fermare le “schiforme”  dei governi che non gli piacevano Mattarella veniva rappresentato come una sorta di arbitro in fase letargica, ma quando ha osato esprimere legittime preoccupazioni e ha esercitato legittimamente il suo ruolo di garante ecco che si trasforma in un monarca.

Travaglio dice che Mattarella ha illegittimamente impartito il suo indirizzo politico, ma quale sarebbe questo indirizzo? la salvaguardia dei risparmiatori dalla speculazione finanziaria? Preoccuparsi dello sfacelo dei conti dello stato? Fare rispettare la costituzione? Avere dubbi su un fanta-programma pieno di promesse prive di alcuna indicazione di copertura finanziaria? Cercare di evitare che dei cialtroni sfascino i conti e traghettino l’Italia fuori dell’euro? Questa non è politica, ma sanità mentale, quella che sembra mancare a Travaglio.

Secondo Travaglio, Mattarella avrebbe giocato la sua partita, dietro le quinte, senza metterci la faccia. Questa non è solo una falsità ma anche un’offesa, ma va beh è travaglio…In realtà Mattarella è stato corretto, trasparente e soprattutto paziente. Ha consentito un ampio confronto e un’estenuante ricerca di accordo e intesa fra parti politiche avversarie in campagna elettorale che ha partorito un governo di accozzaglia mai visto nella storia d’italia, accordo, questo si, fatto dietro le quinte, nelle stanze d’hotel e in barba agli elettori che hanno dovuto digerirlo molto a malincuore. Ha dovuto leggere un programma di governo, definito “contratto” dove c’erano tanti occorre, si necessita e si propone, ma nessun come, quando e perchè; un programma scritto nelle segrete stanze da persone come Roberto Calderoli e Rocco Casalino; un programma in cui vi erano promesse per 150 miliardi e nemmeno un’indicazione di copertura; un programma dove si minacciava lo sfascio della costituzione e l’uscita dall’euro; una roba che Travaglio in pieno delirio ha osato paragonare al contratto tedesco fra i socialisti e la Merkel. Eppure Mattarella ha lasciato fare, ha anche consentito e avallato la nomina di un presidente del consiglio figurina come Giuseppe Conte, non eletto da nessuno senza dire nulla. Poi, molto umilmente e nel pieno rispetto delle procedure, ha informato le due parti, nei vari incontri che si sono succeduti, che si sarebbe riservato un’attenzione particolare nella scelta dei ministri e che non avrebbe accettato scelte che avrebbero messo in pericolo la costituzione, l’Europa e i risparmi degli italiani. Ora, forse Travaglio avrebbe voluto che Mattarella fosse andato a Di Martedì, a Otto e mezzo o alla festa dei Fattoni a dire che non era convinto di Savona, ma per fortuna le cose non funzionano così. Il modo in cui agisce, parla e interviene il presidente della Repubblica è normato da precise procedure e consuetudini istituzionali.

In seguito Travaglio parla della lettera di Savona che avrebbe dovuto tranquillizzare Mattarella ma nella lettera Savona cita un articolo del famoso “contratto”

L’azione del Governo sarà mirata a un programma di riduzione del debito pubblico non già per mezzo di interventi basati su tasse e austerità – politiche che si sono rivelate errate ad ottenere tale obiettivo – bensì per il tramite della crescita del PIL, da ottenersi con un rilancio della domanda interna dal lato degli investimenti ad alto moltiplicatore e politiche di sostegno del potere di acquisto delle famiglie, sia della domanda estera, creando condizioni favorevoli alle esportazioni.

Questa può sembrare una supercazzola, ma in realtà dice che si vuole diminuire un debito non ottimizzando o eliminando sprechi e spese superflue ma facendo altro debito, facendo grandi investimenti in deficit. E secondo Savona flat tax e reddito di cittadinanza sarebbero investimenti ad alto moltiplicatore. Certo, moltiplicatori altissimi di spesa Però… Le condizioni favorevoli alle esportazioni si fanno o con un pesante abbassamento dei prezzi, cosa impossibile per le aziende italiane, o con una bella svalutazione della moneta dopo l’uscita dall’euro. Altro che tranquillizzare… La lettera di Savona conferma in toto i timori di Mattarella.

A Travaglio interessano il conflitto di interessi, la prescrizione e l’agente provocatore. A lui non interessano i conti pubblici, i risparmi degli italiani, gli interessi sui mutui, la sfiducia dei mercati, la speculazione finanziaria, l’uscita dall’euro con ciò che comporterebbe. Travaglio tanto guadagna più di quanto guadagna va il presidente Obama (70€ al minuti solo a Otto e mezzo), cosa gliene potrà mai fregare?

infine Travaglio conclude con:

Tanti saluti all’art. 1 dalla Costituzione con quel brutto accenno alla “sovranità” del “popolo”

Si, che però la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Dettaglio che Travaglio ovviamente evita di citare. Forse non è chiaro che l’Italia ha scampato un governo barzelletta (che però avrebbe fatto piangere) che prevedeva Danilo Toninelli alle riforme, quello che solo ieri ha pubblicato una bufala attribuendo a Mortati parole che non ha mai scritto; Alfonso Bonafede alla giustizia (altro che Gratteri); Matteo Salvini come ministro dell’interno (quello di “vesuvio lavali col fuoco”); Luigi Di Maio allo sviluppo economico e Lavoro (uno che non ha mai lavorato in vita sua). La volontà e sovranità popolare (democrazia) è un valore di grande importanza che certamente bisogna rispettare, ma certo non si può ignorare che il popolo, o per meglio dire le masse, sono facilmente manipolabili e influenzabili. Rimanendo in ambito europeo si è visto come in Inghilterra e in Grecia la coercizione del popolo ha causato e sta causando disastri, mentre i promotori delle “exit strategy” e i piromani che hanno aizzato e soffiato sul fuoco dell’insoddisfazione, dopo aver fatto i danni sono subito spariti (Farage e Varoufakis). E’ sempre stato facile distruggere, ma costruire e tutt’altro lavoro. A volte la democrazia è come gettare una pecora in branco di lupi famelici, è molto difficile che questi la usino per farci formaggi e maglioni…

Dopo la pessima figura fatta Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono corsi ad aizzare le loro folle delirando su messe sotto stato d’accusa del presidente Mattarella. Roba che se fosse stata fatta da Matteo Renzi e la Boschi sarebbero finiti come Mussolini e la Petacci. Travaglio non ha avuto nulla da dire su questo. Grave, perchè è l’ennesima dimostrazione di come sia facile per questi cialtroni della politica senza scrupoli, fare leva sulla rabbia, gettare benzina sul fuco e manipolare i loro elettori.  Questi sono i pericoli da temere, non certo Mattarella… 

Per concludere, vorremmo chiedere a mister bile perchè era così difficile per Salvini e Di Maio scegliere un’altra persona. Se l’unico scopo di questi eroi barbarici era il bene degli italiani, la nascita del governo del cambiamento, della terza repubblica, la scrittura della storia e altre super minchiate del genere, perchè impuntarsi su un nome quando si poteva scegliere una figura come esempio Giorgetti, che tra l’altro è pure della Lega? Forse Salvini non aveva alcuna intenzione di governare, non ha caso non ha mai spinto per fare il premier, ha detto di si a tutto e non ha spaccato del tutto la coalizione di centro destra? Travaglio ha passato gli ultimi mesi a dare la colpa a Matteo Renzi e oggi a Mattarella, ma non gli è passato per la mente che forse le uniche colpe sono di Salvini e Di Maio che hanno fatto e sfatto tutto loro?

 

2 Commenti

  1. Nella costituzione il termine garanzia o simili, è citato 17 volte. Ma nessuna si riferisce al presidente. L’art. 54 della Costituzione dice che tutti i cittadini devono essere fedeli alla repubblica e osservare la Costituzione. Tutti insomma devono essere garanti della Costituzione. Non è una prerogativa che mattarella pretende di avere in esclusiva sostenuto in questo da certi giornalisti. Non è neppure garante dei ministri come ha voluto pubblicizzare. Come tutti i cittadini può esprimere la sua opinione anche su ministri ma non porre il veto perché lui ha l’ultima parola. Patetico quando ha minacciato di fare come Einaudi. L’articolo 92 gli fa obbligo come da lui stesso detto, di nominare il primo ministro e su indicazione del primo ministro, nomina gli altri ministri.
    Si è preso con comò 30 giorni prima di iniziare le consultazioni che non sono previste dalla costituzione. Aveva il dovere diritto di nominare il primo ministro. lo poteva fare nella prima settimana dopo le elezioni. Lui e suoi giornalisti ne ha inventaste di tutti i colori per rimandare la nomina. Non sono i partiti a indicargli il nome. Ha la piena autonomia. Non ha avuto il coraggio di seguire il dettame della Cosituzione perchè non voleva bruciarsi. Voleva che si bruciassero gli altri. Ha persino detto che lui sarebbe stato attento particolarmente per alcuni ministeri. I ministeri sono tutti importanti. Se ce ne sono di non importanti, vengano cancellati.

    • forse non hai capito bene l’art. 54. Una cosa è rispettare e essere fedele, un’altra è esserne garante (ruolo che spetta al presidente della repubblica). L’art. 92 non stabilisce che il presidente della repubblica sia un semplice notaio, anzi, riserva a lui il ruolo della nomina ed è sua prerogativa esprimere contrarietà. I ministri non sono espressione del popolo, ma dei partiti. Mattarella non imposto un linea politica, ha solo esercitato le sue legittime funzioni, dando anche la possibilità di scegliere una figura alternativa espressione dei partiti vincitori. Non ha imposto un nome o fatto una scelta sua. Sui tempi sei assolutamente disinformato perchè non è lui a essersi preso 30 giorni ma i partiti lega e 5stelle… Le procedure sono state eseguite nella massima correttezza. Il presidente del consiglio lo propongono i partiti vincitori alleati non lui. Se Salvini e Di Maio hanno perso tempo a fare i “contratto” non è colpa di Mattarella

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