Travaglio perchè il No si paga?

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Quante volte abbiamo sentito Travaglio fregiarsi di essere il direttore di un quotidiano che non prende finanziamenti pubblici (cosa che oggi non prendono neanche gli altri). Quanti articoli ha pubblicato il Fatto sulla cena di raccolta fondi di Renzi? Oggi il paladino dell’informazione italiana è impegnato in una donchisciottesca battaglia per il NO alla riforma costituzionale che, a detta sua e dell’intellighenzia dei professoroni, distruggerebbe la costituzione più bella del mondo. Prima si è dato da fare con la raccolta firme (andata rovinosamente male). Dato che però la critica non paga, allora Travaglio si è prodigato per guadagnarci, e quindi ecco che nasce un vero e proprio business del No.

Si comincia con il libro scritto con Silvia Truzzi dal titolo “Perché no”, ma poi, dato che i guadagni non saranno stati un granché, Travaglio pensa si sfruttare ulteriormente la campagna del No a suo vantaggio con uno spettacolo teatrale dal titolo: “Perché no – tutte le bugie del referenzum”, anche questo ovviamente a pagamento. In questo modo Travaglio, vada come vada, ci guadagna comunque. Se vince il NO, il consenso ai 5 stelle e di conseguenza le vendite della pravda grillina aumenteranno. Se invece vince il SI, Travaglio ci guadagnerà comunque vendendo libri e facendo spettacoli. Comodo e soprattutto proficuo essere dalla parte del NO vero?

Noi ci permettiamo di fare una domanda al signor Travaglio: “Se l’intento è salvare il paese dallo scempio di Boschi e Renzi, perchè farsi pagare e guadagnarci in modo opportunistico, perchè specularci?”

 

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