Travaglio persevera ma continua ad avere torto

travaglioErrare è umano, perseverare è diabolico. Nel caso di Travaglio si sospetta seriamente che oltre alla cattiveria ci sia della stupidità. Le leggi non sono opinabili o almeno si cerca, nei limiti del possibile, di evitare che possano essere fraintese o equivocate, soggette il meno possibile a interpretazione.

In un nostro articolo precedente abbiamo cercato – crediamo anche con estrema chiarezza – di spiegare a Travaglio perchè promuovere l’astensione, specie nel caso di una consultazione referendaria che prevede un quorum, non solo non sia reato ma anche legittimo. Purtroppo quando ci sono dei limiti mentali risulta difficile spiegare e far capire.

Oggi Nel suo editoriale Travaglio continua a ripetere il suo mantra sull’irregolarità dell’invito all’astensione scrivendo che Renzi i ministri e Napolitano rischiano l’incriminazione.

Renzi, i ministri e Napolitano, rischiano pure l’incriminazione per istigazione all’astensionismo. Dpr 30.3.1957 n. 361: “Il pubblico ufficiale, l’incaricato di un pubblico servizio… chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell’esercizio di esse, si adopera… a indurre gli elettori all’astensione è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000”. Divieto richiamato dalla legge 25.5.1970 n. 352 sui referendum. Infatti ieri Paolo Ferrero li ha denunciati per quel plateale reato.

Einstein diceva che l’unica cosa infinita è la stupidità umana e Travaglio ne è la dimostrazione

L’articolo citato da Travaglio, non solo non dice che invitare all’astensione è reato (basta leggere bene) ma non è nemmeno più valido. Infatti è scritto chiaro è tondo nell’intestazione (che ovviamente Travaglio non ha letto) qui il link all’articolo

Il presente testo relativo alle norme per l’elezione della Camera dei Deputati non contiene le modifiche introdotte con la Legge 21 dicembre 2005, n. 270. Rimane così in archivio per fini di studio e, soprattutto, perché richiamato da altri approfondimenti presenti nel sito relativi alla questione delle “Liste Civetta”

Ora è in vigore l’articolo 98 della legge elettorale del 2005 e nel caso dei referendum l’articolo 51 qui il link incui potrete trovare anche la sentenza della cassazione in merito all’invito all’astensione che fece Cardinal Ruini in occasione del referendum sulla procreazione assistita. Il giudice si espresse ovviamente dicendo che non vi è alcun reato.

La legge dice chiaramente che è punibile chi abusando della sua posizione e dei suoi “poteri” induce all’astensione dal voto. La legge è chiara non si tratta di vietare il sacrosanto diritto di fare campagna elettorale, ma di punire coloro che si adoperano per forzare una decisione, magari attraverso minacce, promesse, pagamenti o forzature di vario genere. Dal momento che il referendum “sulle trivelle” (ci scusiamo per la semplificazione) prevede il raggiungimento del quorum deve essere legittimo per un politico o un pubblico ufficiale poter fare campagna per evitare il suo raggiungimento. Non c’è alcuna forzatura, obbligo o minaccia, solo il legittimo diritto di invito a una posizione politica. Si può dire “votate per me perchè sono il migliore” ma si può anche dire “non votate perchè non ci sono candidati validi). Nel caso del referendum “noi ci asteniamo perchè riteniamo inutile e pretestuoso il referendum”.

Dato che Travaglio è di coccio gli lanciamo una scommessa. Che ne dice di scommettere una cena? Se il giudice riterrà Renzi i ministri Napolitano colpevoli di abuso o induzione illegittima paghiamo noi. Se al contrario il giudice riterrà che non ci sia alcun reato paga Travaglio. Forse così la smetterà di dire stupidaggini

 

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