Travaglio rivuole tangentopoli e la mafia in politica

mafioso

Gli anni 90′ per l’Italia sono stati tristemente rappresentativi, tanto da segnare indelebilmente il volto del paese con una profonda ferita ancora oggi non completamente rimarginata. La vicenda denominata tangentopoli che vide implicati imprenditori, politici e persino presidenti del consiglio, oltre a riguardare questioni puramente fiscali ed economiche fece emergere quello che dai più venne visto come un vero è proprio sistema elettorale fraudolento.

Travaglio, più volte (specie ultimamente) , richiama l’articolo 1 della nostra costituzione ricordando che il popolo è sovrano (non lo fa solo Travaglio… la lega nord esempio ha utilizzato più volte questa frase per legittimare i cittadini dell’immaginaria Padania a essere razzisti  e xenofobi…). Travaglio la utilizza, in questo caso, per sostenere che il popolo dovrebbe poter scegliere chi lo rappresenta e si riferisce alla legge elettorale, attualmente in discussione, denominata “italicum”.

Per Travaglio bisognerebbe introdurre le preferenze perchè il popolo, essendo appunto sovrano, ha diritto di scegliere i propri rappresentanti -frase tanto giusta quanto demagogica-.

Travaglio FA FINTA di non conoscere la storia e gli italiani ma lo fa perchè sa che gli italiani sono un popolo dalla memoria corta e non poco ignorante – caratteristica che il Fatto Quotidiano sa sfruttare con vera maestria-.

Il popolo sovrano di cui parla Travaglio per bene 2 volte si è espresso contro le preferenze:

Il primo dei referendum risale al 9 giungo del 1991 (il testo è reperibile qui). Nonostante l’invito di Craxi di “andare al mare”, gli italiani si recarono alle urne numerosi. Al referendum parteciparono 29,6 milioni di persone (62,5% degli aventi diritto) con 28,1 milioni di voti validi, il 95,6% dei quali si espresse a favore dell’abrogazione della preferenza plurima alla Camera del Deputati. Il referendum non rimosse del tutto il sistema di preferenze, lasciando ai cittadini la possibilità di esprimere una sola preferenza.

Il secondo referendum, promosso dai Radicali, è quello del 18 aprile 1993, e toccava diversi temi: dagli stupefacenti al finanziamento pubblico ai partiti (sintesi in questo documento). Uno dei quesiti chiedeva l’abrogazione della legge elettorale a favore di un sistema maggioritario. Anche questo referendum raggiunse il quorum, con il 77% di partecipazione (36,9 milioni di persone) e 82,7% di voti affermativi. Seguì la legge elettorale promossa da Sergio Mattarella, il Mattarellum appunto, (si veda qui per il testo al Senato e qui per la Camera) che raccoglieva i risultati del referendum, introducendo un sistema maggioritario con liste bloccate e senza la possibilità di esprimere preferenze.

Quindi il popolo sovrano si è espresso eccome ma Travaglio non vuole ricordarlo. E poi se non piace a Travaglio eh, è un problema…

Inoltre Travaglio dovrebbe ricordare che tutte le volte che gli italiani hanno avuto la possibilità di scegliere hanno scelto gente come Mussolini, Berlusconi, Bossi e Grillo. Il peggio del peggio insomma…

Se oggi ci sono condannati, affaristi, indagati in parlamento, con il sistema delle preferenze il numero si moltiplicherebbe e per capirlo non è necessario essere costituzionalisti o studiosi si sistemi elettorali, basta andare a vedere quello che succede oggi nelle elezioni dei consiglieri regionali e nelle comunali.

Il sistema delle preferenze è il preferito da tutti i mafiosi del pianeta. Se non c’è si trovano modi alternativi ma se c’è è una vera pacchia. Sono da ricordare le 50€ date a napoli, quelli che davano buste della spesa o possiamo andare indietro nel tempo come piace fare a Travaglio e ricordare che negli anni 50′ Achille Lauro regalava scarpe spaiate, la  la seconda scarpa la dava dopo il voto se uno forniva prova di aver apposto la preferenza indicata. I casi sono migliaia e alcuni degni solo del folclore italiano. Scrittori come Leonardo Sciascia che raccontava il voto di scambio a Regalpetra, o Calvino che narrava delle suorine che facevano votare i malati del cottolengo, hanno ben rappresentato i problemi e le storture che possono derivare  da sistema delle preferenze. Se Travaglio non vuole leggere allora potrebbe al meno guardarsi la serie tv (ora in onda il sabato si RAI 3 Gomorra. O fare due paroline con Roberto Saviano…

I difetti del voto di preferenza quindi sono tanti: spinge verso la corruzione, verso il voto di scambio tra candidati ed elettori; la lotta all’interno dei candidati di uno stesso partito rischia di essere fratricida; se i partiti sono deboli rischiano di diventare ostaggi dei loro candidati più forti, persone che porterebbero un sicuro bacino di voti a una piccola forza, indipendentemente dal perché quel candidato sia in grado di racimolare tutti quei voti. Infine – diamo il dato senza commenti aggiuntivi – va segnalato che la percentuale di elettori che oltre a mettere la croce sul simbolo di partito designa anche un candidato “preferito” sale drasticamente mano a mano che da nord si scende al sud. Un altro problema è il fatto che i candidati per conquistare un seggio spendono una marea di soldi, spese di cui poi vogliono rientrare, non necessariamente in modo lecito.

Ma cosa avviene in Europa? quali e quanti paesi adottano questo sistema? Beh, in questo documento del Cise (Centro Italiano Studi Elettorali) dell’Università Luiss di Roma, leggiamo che in Europa hanno un sistema con liste aperte Grecia, Polonia e Finlandia. Nel caso finlandese e polacco si parla di ‘preferenza obbligatoria’ perchè per votare l’elettore è tenuto a esprimere la preferenza. Se consideriamo anche le liste flessibili, molti più Paesi rientrano nel quadro: Austria, Belgio, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca, Paesi Bassi. A questi si aggiungono Estonia, Lettonia, Slovenia e Slovacchia (per quest’ultima si veda l’appendice 1 del documento). Anche Cipro, Irlanda, Malta, Lussemburgo, permettono a vari livelli di esprimere una preferenza. La Lituania ha un sistema misto. La Danimarca ha una lista definita variabile, in cui ogni partito sceglie il tipo di organizzazione delle liste con cui si presenta al voto.

Per non parlare della questione del presidente della repubblica

Oggi il Fatto ha pubblicato uno strano quanto assurdo sondaggio (appena 5 opinioni)  sulla scelta del presidente della repubblica. Non si capisce perchè #GomezAddams e #SeLoConosciLoScanzi non siano stati interpellati. Beh comunque ci sono #PadellaroMondialcasa e #MarcoBavaglio – per quanto mi riguarda l’unico parere “normale” è quello di Daniela Ranieri – i quali sfoggiano tutta la loro (in)competenza:

#PadellaroMondialcasa è convinto di stare facendo la formazione della squadra del fantacalcio e sciorina nomi come fanno i ragazzini che si scambiano le figurine dei calciatori. Per quanto riguarda i contenuti della sua opinione beh non ho molto da dire se non che è così insignificante da non suscitare il minimo interesse.

#MarcoBavaglio invece è interessante perchè parte addirittura dallo statuto Albertino ( che cazzo c’entra?) in sostanza per dire che ci vorrebbe una figura dittatoriale che metta freni e blocchi tutto ciò che a Travaglio non piace, funzione che  in realtà spetterebbe ai due rami parlamentari: camera e senato. Se una legge è sbagliata o dannosa non dovrebbe essere il presidente a decretarlo ma alla camera e al senato (il secondo ancora per poco) . Non a caso la nostra si definisce repubblica parlamentare…  Se due passaggi parlamentari sono inutili e richiedono l’intervento del presidente allora siamo davvero allo spreco e all’inutilità assolute. Travaglio a rotto i cosiddetti con la storia di re Giorgio e ora vuole uno addirittura più “potente”, “decisivo” e determinante? Il solito ipocrita…

La verità è che Travaglio vorrebbe un paese sotto dittatura, anzi, scusate una bi-dittatura. Una parlamentare guidata da un comico pazzo che se avesse davvero potere farebbe peggio di Mussolini e si alleerebbe con il peggio del mondo; e l’altra presidenziale guidata da un’altro dittatore che bloccherebbe tutto quello che non piace a Travaglio. E forse ad alcuni è sfuggito ma il candidato vincitore del fatto quotidiano è Giancarlo Magalli…. 

 

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