TravaGoebbels, Barboncino e il Bruto infangato

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Tante volte vi abbiamo mostrato come si fabbrica il fango e quali tecniche, si utilizzano.  Questa è solo l’ennesima e purtroppo non sarà l’ultima. TravaGoebbels e Co. si autodefiniscono paladini del giornalismo non genuflesso e senza finanziamento (in Italia si fa spesso a gara a chi è più povero, come se ciò fosse motivo di encomio o elogio). Pochi giorni fa abbiamo assistito alla diffamazione ai danni della Boschi colpevole di aver dimenticato di citare una soglia di evasione fiscale nell’ordinamento francese. La Boschi è diventata, per giorni, una bugiarda una furba, inadeguata al suo ruolo.  Ma come abbiamo scritto più volte l’ipocrisia di chi pregiudica e presume non tarda mai a palesarsi.

Alfredo Robledo, il pm protagonista dello scontro con il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati viene trasferito al Tribunale di Torino, con funzioni di giudice. La motivazione e che Robledo avrebbe violato il dovere di riservatezza costruendo legami privilegiati e non trasparenti con Domenico Aiello avvocato difensore,  di alcuni consiglieri regionali della Lega coinvolti nell’inchiesta rimborsopoli.

Il fatto Quotidiano dell’11 febbraio pubblica questo titolo in prima pagina:

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Fate attenzione ai termini usati: “l’ultima raffica di Re Giorgio”.  L’ex presidente della repubblica viene paragonato, attraverso una triste metafora, a un killer spietato. Se al posto di Re Giorgio ci fosse stato Don Corleone sarebbe stato uguale; per il Fatto sono entrambi “capi dei capi, imperatori onnipotenti”. Napolitano ha mitragliato, Robledo ma ha risparmiato Bruti – avrebbe dovuto sparare a Bruti, se non altro in rispetto della par condicio. –

Oltre all’utilizzo di volgari e violente metafore, si insinua, in modo vile, che a cacciare Robledo sia stato Napolitano e non il consiglio superiore della magistratura. Naturalmente non è la verità e Napolitano non c’entra un bel nulla, ms come bene sapete la verità è un’opinione al Fatto.  Vi starete chiedendo: ma perchè dei giornalisti si comportano così?  Cosa ci guadagnano a mentire? Beh, al fatto quotidiano sanno bene che i loro lettori (grulli e altri animali simili) tendono a non leggere gli articoli nella loro interezza, che si limitano ai titoli e alle immagini, quindi puntano a dare notizie immediate, distorte e subito riconoscibili; in modo da creare subito indignazione e stimolare i pochi temerari che hanno il coraggio di leggere il resto. Poi ci sono le solite motivazioni economiche secondo le quali chi stupisce, infanga e diffama vende di più di chi informa e fa cronaca. 

Oltre al titolo, a pagina 7 si trova l’articolo di GianniBarboncino che, dopo non fa altro che ribadire, con qualche dettaglio in più, l’ingiusta “cacciata dal paradiso” di Robledo anche lui insinuando che sarebbe stato cacciato per altri motivi (senza però dire quali) e poi arriva la specialità del Fatto: la pubblicazione di intercettazioni (in questo caso sms). Solo che in questo caso si citano, volutamente, solo parti insignificanti e che non risultano sufficienti a giustificare il trasferimento di Robledo. Barboncino cita solo questi due sms:

– Aiello “Uomo di parola! Poi grande magistrato”.

– Robledo: “Caro avvocato, promissio boni viri est obligatio”. Come a dire: l’avevo detto che non avremmo fatto differenze.

questi  messaggi del 29 gennaio 2012 non si comprendono se non si citano i precedenti che Aiello a Maroni e a Salvini che sono a dir poco inquietanti:

“Finito ora riunione in procura con capo e agg. Domani sera mi daranno altri nominativi nostri consiglieri indagati: hanno intercettazioni gravi contro PdL mentre su noi pare ci sia una impiegata gola profonda; adesso escono il Pd e l’Italia ei Valori al 15 gennaio e purtroppo domani altri sette-otto dei nostri; ce ne sono altri sette in arivo, e domani sera so i nomi in via riservata; sul Pdl c’è la prova provata che c’è una associazione finalizzata al finanziamento dei singoli consiglieri , con una struttura addetta a questo; su di noi non hanno questo tipo di accertamento perché non hanno riscontrato questo, pare che ci sia, invece, una dipendente, più o meno infedele; siccome è una persona che ha un rapporto con me stretto e di fiducia mi ha detto: ‘Domenico te lo garantisco, su questo ci puoi spendere la tua credibilità: io gli ho detto ‘guarda che me la spendo’, ha detto: ‘no, no, garantito, sarà così’”

A Matteo Salvini, diceva che il 15 gennaio successivo sarebbero usciti i nomi di altri indagati del Pd, dell’Italia dei valori e dei Pensionati e che le notizie venivano “da persona che ha un rapporto con me stretto e di fiducia”. Anticipazioni che – osserva il Csm – “solo una persona in grado di conoscere tutti i segreti dell’ indagine, come appunto il dottr. Robledo, era in grado di potergli fornire”.

Le parole usate da Antonio Leone, Paola Balducci, Maria Rosaria San Giorgio, Lorenzo Pontecorvo, Nicola Clivio e Luca Palamara, i membri della  sezione disciplinare del Csm, sono durissime. “Incolpato per avere violato il dovere di riservatezza. In particolare veniva rivelati, sin dal 18 dicembre 2012: gli esiti di riunioni riservate fra magistrati della Procura, gli elementi indiziari sussistenti all’epoca nei confronti dei soggetti indagati, gli sviluppi futuri delle indagini preliminari: nello specifico che entro la seconda decade del successivo mese di gennaio 2013 il suddetto ufficio inquirenti avrebbe proceduto anche nei confronti di consiglieri regionali appartenenti ai gruppi di opposizione, ossia, tra gli altri, al Partito democratico (PD), all’Italia dei Valori (IdV) e al Partito dei pensionati”.

Anche TravaGoebbels, nel suo editoriale di giovedì 12 febbraio, cita solo quei 2 sms omettendo gli altri. Eppure TravaGoebbles e Co. quando vogliono – in particolare se riguarda il governo Renzi o chi vi è collegato (loro direbbero colluso) – sono attenti anche alle virgole e anche solo ai gesti: quello arricciava il naso, l’altro muoveva l’orecchio e così via…

Se fosse stato un PM “renziano” TravaGoebbels avrebbe scritto qualcosa tipo: “in un paese normale un pubblico ministero  che parla con l’avvocato difensore di gente accusata di aver rubato i soldi dei contribuenti e che fornisce a questo informazioni riservate, sarebbe cacciato a calci nel sedere e non potrebbe mettere più piede in un aula di tribunale! In Germania li mettono in galera anche solo se guardano ammiccando un avvocato difensore…”

Riguardo l’ex presidente Giorgio Napolitano, che è anche presidente della Repubblica e del Consiglio superiore della magistratura(quindi nel pieno diritto di farlo), in una lettera-appello al vice presidente del Csm Michele Vietti – di cui danno notizia oggi alcuni quotidiani – si sofferma sul ruolo gerarchico che deve avere un procuratore della Repubblica in Italia secondo la riforma Castelli-Mastella del 2006. La lettera sarebbe  in via riservata.

Questo, come detto, è solo l’ennesima falsità, confezionata dal Fatto al solo scopo di gettare discredito, insinuare presunti complotti e fare credere a lettori poco attenti e facilmente influenzabili, che un PM sia stato trasferito solo per via di “2 messaggini innocenti”.

C’è bisogno di aggiungere altro? Speriamo di no…

 

 

 

 

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