#TravaGoebbels e la pravda grillina

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Il 1 maggio del 1945 muore Goebbels, il ministro della propaganda nazista. Nel 1964, il 13 ottobre,  ai piedi della mole antonelliana, nasce Marco Travaglio. Per coloro che credono nella reincarnazione e cose così non sarà un problema immaginare questo “transfert”, gli altri facciano uno sforzo di fantasia per partecipare al nostro giochino. Noi abbiamo realizzato un fotomontaggio ma la somiglianza fra i due è davvero impressionante e, come vi dimostreremo, non è solo nei tratti somatici. FACCIAMO PRESENTE CHE COMUNQUE SI TRATTA SOLO DI SATIRA A MERO SCOPO DI DIVERTIMENTO.  

« Un capo delle SA viene a chiederci se un suicida possa essere sepolto con le nostre bandiere. Gli rispondo di sì, a condizione che il suo crollo sia avvenuto in conseguenza dei travagli del nostro tempo. » (Estratto dai diari di Joseph Goebbels, datato 4 gennaio 1932.) Fate un poi voi…

 

Le informazioni di seguito sono ricavate dalla pagina di Joseph Goebbels su Wikipedia. Vi assicuriamo, e potete controllore, che abbiamo solo cambiato alcune parole.  In azzurro il testo originale e in giallo quello modificato.

Verso la fine dell’ottobre 1926, Hitler nominò Goebbels Gauleiter di Berlino, con il compito di guadagnare al nazionalsocialismo la capitale tedesca, considerata una città “rossa”, perché la maggior parte degli elettori era socialista o comunista. Egli condusse l’operazione, seppur con risultati non sempre soddisfacenti, con fanatismo e inesauribile energia, riuscendo ad affascinare e attrarre verso il nazionalsocialismo numerosi elettori dei quartieri operai della città (capisaldi elettorali del Partito Comunista di Germania, il KPD).

Verso la fine del 2009, anno in cui nascono il moVimento 5 stelle e il Fatto Quotidiano (la pravda grillina). Grillo e Casaleggio, nominano Travaglio ministro delle propaganda grillina, con il compito di guadagnare, al moVimento la capitale italiana, considerata  oggi “mafia capitale”, perché la maggior parte degli elettori votava PD. Egli condusse l’operazione, seppur con risultati non sempre soddisfacenti, con fanatismo e inesauribile energia, riuscendo ad affascinare e attrarre verso il  M5S numerosi elettori pecoroni e ignoranti della città (capisaldi elettorali di partiti come La lega Nord, Forza nuova, forconi e roba così).

Nel 1928 fu eletto deputato al Reichstag e l’anno seguente venne ufficialmente incaricato della propaganda su tutto il territorio nazionale. Infine, nel 1933, Goebbels venne chiamato a rivestire la carica di Ministro della Propaganda, e l’equivalente carica all’interno dello NSDAP come Reichsleiter, del primo gabinetto Hitler, carica che mantenne ininterrottamente fino alla sua morte e alla caduta del Terzo Reich.

Nel 2010 viene eletto vice direttore del Fatto Quotidiano e l’anno seguente, nel 2011,  venne chiamato a rivestire la carica di Ministro della Propaganda Grillina, e l’equivalente carica all’interno dello MDSP (monologhista di Servizio Pubblico), con a capo del gabinetto Michele Santoro. 

In tale veste, Goebbels assunse il controllo totale di ogni ramo dell’informazione e della vita culturale e sociale tedesca (stampa, cinema, teatro,radio, sport), ovunque applicando con rigore i principi della “morale nazista”, e divenendo così il vero e proprio “dittatore della cultura” del Terzo Reich. Fu il principale artefice delle campagne di “arianizzazione”, rivolte contro l’«arte degenerata» e la «scienza ebraica, massonica ebolscevica», che costrinsero all’esilio centinaia di artisti e scienziati ebrei. Rimangono famosi i roghi di libri, che organizzò a Berlino, istigando gli studenti nazionalsocialisti a perlustrare e saccheggiare le biblioteche alla ricerca di opere proibite dal regime.

In tale veste, Travaglio assume il controllo totale dell’informazione cartacea e di quella digitale (assieme al blog di Grillo e il sito TZE TZE di Casaleggio) ovunque applicando con rigore i principi del “morale grillina”, ed è un vero e proprio “magnate del fango” del secondo Grullo (il secondo anno dei grillini “in parlamento”). E’ il principale artefice “grillizzazione”,  rivolta verso la politica degenerata del PD, le P2, P3, P4 (che non sono sue amichette…)   e la perfida Mediaset guidata dal suo acerrimo nemico Berlusconi.

Nella seconda metà degli anni trenta diventò l’amante dell’attrice cecoslovacca Lída Baarová, trasferitasi a Berlino per lavoro. Quando sua moglie Magda venne a sapere della storia, se ne lamentò con Hitler, che era il padrino dei loro figli e provava una notevole simpatia per Magda; il Führer chiese a Goebbels di porre fine alla relazione, ma il gerarca non accettò e rassegnò, invece, le dimissioni. Voleva divorziare dalla moglie, sposare la Baarová e lasciare la Germania, con la sua Liduška, vezzeggiativo ceco per Lída, come la chiamava affettuosamente, per trasferirsi in Giappone. Hitler, però, non accettò le dimissioni e, il 15 ottobre 1938, Goebbels tentò di suicidarsi. Si riprese in fretta, mentre la Polizia allontanò l’artista dal Terzo Reich.

Nella seconda metà del 2013 diventa l’amante dell’attrice vacca “La do a chi la trova”. Quando Grillo lo scopre corre a lementarsi da Casaleggio che è il padrino del moVimento e prova una notevole simpatia per Grillo; Casaleggio chiede a Travaglio di interrompere la relazione con La do a chi la trova ma il gerarca del Fatto non vuole saperne. Grillo lo agguanta per strada prendendolo alle spalle (vedi foto) 

Grillo gli sussurra: “dai… vedi che poi ti piace…”. Il volto di Travaglio non lascia dubbi. I due fanno pace con tanto di abbraccio sul palco (vedi foto)

E Travaglio e Peppuska, vezzeggiativo ceco di Beppe ufficializzano il loro amore.

Durante la guerra, e specialmente dopo i primi rovesci militari che resero critica la situazione della Germania, l’abile opera di propaganda portata avanti da Goebbels con perizia e fanatismo, riuscì in buona parte a convincere il popolo tedesco ad accettare i sempre più gravi sacrifici imposti[17]. Egli applicò un metodo propagandistico all’epoca ritenuto molto efficace, derivato dalle teorie del behaviourismo, basato sulla continua ripetizione di notizie parziali, o palesemente false, rigidamente controllate dal vertice: il futuro «radioso» della Germania, il pericolo delle «orde asiatiche» che non avrebbero avuto pietà della Germania, la crudeltà degli Alleati che chiedevano una «resa incondizionata», le «armi miracolose» erano alcuni dei tanti temi utilizzati che contribuirono ad alimentare la resistenza, quando l’esito della guerra era ormai compromesso, e ad allontanare l’ora della disfatta.

Durante la guerra col PD, e specialmente dopo i primi streaming e assalti parlamentari che hanno reso critica la situazione italiana, l’abile opera di propaganda portata avanti daTravaglio con perizia e fanatismo, riesce in buona parte a convincere il popolo italiano ad accettare i sempre più i diktat e le espulsioni dei grillini dissidenti (colpevoli di pensare con la propria testa). Egli applica un metodo propagandistico molto efficace, derivato dalle teorie del “berlusconismo”, basato sulla continua ripetizione di notizie parziali, o palesemente false, rigidamente controllate dal vertici dei Fatto: il “patto del nazareno” , il pericolo delle “orde piddine o piduiste” che non avrebbero avuto pietà dell’Italia, la crudeltà e la perfidia dell’ebetino di Firenze Renzi che vuole una «rottamazione incondizionata», le «aziende di berlusconi» sono alcuni dei tanti temi utilizzati che contribuiscono ad alimentare il fanatismo grillino, quando l’esito della guerra al PD è ormai finita, e l’ora della fine si avvicina. 

Continua…

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