Tutte le ombre e le follie sulla morte del giovane carabiniere

te le ombre e Dato che persone poco intelligenti o disoneste intellettualmente potrebbero leggere quest’articolo premettiamo che non si intende in alcun modo giustificare atti violenza, comportamenti illeciti o offendere e mancare di rispetto alle forze dell’ordine.

Partiamo dalla ricostruzione dei fatti basata su quello che si apprende dalla stampa: 

La sera di giovedì 25 luglio due studenti americani in vacanza in Italia, Gabriel Christian Natale Hjorth ed Elder Finnegan Lee, lasciano il loro albergo di lusso situato in pieno centro e si recano nel quartiere Trastevere per comprare della cocaina.

In piazza Mastai incontrano il pusher Sergio Brugiatelli il quale truffa ai due studenti e invece della cocaina vende loro della semplice Aspirina.

Poco dopo i due studenti si accorgono di essere stati fregati, tornano in piazza Mastai dove ritrovano il pusher. Quini non è chiaro se a seguito di una richiesta verbale di restituzione del danaro, decidono di rubargli il borsello per poi ricattarlo e recuperare i soldi spesi.

Il pusher Sergio Brugiatelli chiama il proprio cellulare e i due studenti gli propongono uno scambio: 100€ e 1g di cocaina per recuperare il borsello.

Ora sono circa le 3 del mattino del 26 luglio. Il pusher invece di presentarsi all’incontro chiama i carabinieri e all’appuntamento su presentano il carabiniere Mario Cerciello Rega e il suo collega Varriale. A questo punto nasce una colluttazione, uno dei due studenti estrae un coltello e uccide il carabiniere Cerciello con 8 fendenti.

Ora andiamo a elencare i punti oscuri e quelle che ci sembrano delle vere e proprie follie:

  • Perchè un pusher truffatore (quindi un criminale) chiama i carabinieri per recuperare un borsello che contiene prove e refurtiva dei suoi crimini?
  • I due studenti sono convinti di avere a che fare con uno spacciatore e quando gli rubano il borsello per ottenere la restituzione dei loro soldi, non si aspettano certo di trovare i carabinieri, ed è plausibile che pensino di trovarsi di fronte a dei complici del pusher che magari vogliono fargli la “festa”

(Attenzione, non stiamo minimamente giustificando la loro risposta violenta, ma solo interpretando il loro possibile punto di vista)

  • Per quale motivo i due carabinieri si presentano in borghese? Loro non sanno della droga ma solo di dover incontrare degli scippatori per quale motivo non presentarsi in divisa?
  • Chi ha organizzato l’appuntamento trappola con i due studenti?
  • Superiori e colleghi dei due militari erano a conoscenza dell’operazione?
  • Perchè i due carabinieri non hanno estratto l’arma d’ordinanza come deterrente? Difficilmente i due studenti avrebbero intrapreso una colluttazione avventandosi con un coltello se avessero visto una pistola.
  • Secondo le testimonianze prima della coltellata c’è stata una colluttazione, perchè i due militari non hanno reagito?
  • Quando Cerciello riceve la prima coltellata perchè il collega Varriale non reagisce e usa (in questo caso legittimamente) la sua arma per difesa e lascia che lo studente inferisca ben 8 coltellate?

Considerazioni finali 

Considerato quanto detto sopra e ricorrendo a della semplice logica, ci pare ovvio concludere che se si fossero seguiti i protocolli e ci fosse stato un basilare coordinamento la tragica morte del Carabiniere Cerciello poteva essere certamente evitata. Riflettere non vuol dire essere insensibili di fronte alla morte di un servitore dello stato. Ci sono regole, protocolli, addestramento e coordinamento non è possibile con un uomo delle forze dell’ordine muoia in questo modo.

In molti ora fanno la solita propaganda sui mezzi, la mancanza di uomini, i giubbotti anti taglio ecc. ma se (attenzione al se) i due carabinieri non hanno avvertito superiori e colleghi; se si sono presentati in borghese e senza una minima protezione; se non hanno estratto nemmeno l’arma d’ordinanza per difendersi (addirittura non è ben chiaro se ce l’avessero) e certo che le polemiche sui giubbotti lasciano il tempo che trovano…

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