Un’estate al Fattooo oh oh oh

 

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Dopo le (dis)avventure che ci hanno raccontato #QuelliDelFattoQuotidiano abbiamo pensato di fare una nostra “cronaca di vacanze fattiane”.

Il sole era più forte del solito, il lido paradise lost era stra colmo, la sabbia era rovente e appiccicosa, le zanzare schierate in formazione erano pronte all’assalto, due bambini renziani intenti a costruire un castello non la smettevano di sollevare la sabbia, un gruppo di ragazzi giocava a pallavolo e lanciava continuamente la palla nella loro direzione, la famiglia di obesi dell’ombrellone adiacente continuava a ingozzarsi sbrodolandosi e inondando l’aria di un profumo misto aglio e cipolla, senza contare la fragranza proveniente dalla gara di flatulenza che facevano papà e filgi; un classico giorno di ordinaria spiaggia italiana per  la redazione del fatto.  Quella vacanza premio cominciava a rivelarsi più una punizione che un meritato relax.

Il direttore Travaglio, utilizzando una delle cabine per cambiarsi e indossare il costume (rigorosamente mutanda attillata nera),  si accorse  che la porta non si chiudeva e ogni volta che mollava la maniglia della porta questa si spalancava suscitando l’ilarità e il divertimento della redazione di Signorini che, poco distante, subito si era messa a scattare foto.

Tecce e Feltri passeggiavano sulla battigia alla ricerca di donne in topless. Indossavano costumi attillati, eppure non mostravano la minima protuberanza, piatti. Pochi pesi fa sognavano le mille e una botta con Salvaggia ma Travaglio, intuendo la situazione e temendo il loro ammorbidimento, aveva tempestivamente provveduto a una castrazione preventiva e addio sogni di gloria.

Scanzi era incazzato perchè Selvaggia gli aveva cancellato la playlist su Spotify lasciandogli solo la discografia completa di Jovanotti. Come se non bastasse un ladro (sicuramente piddino) gli aveva rubato gli stivali, che tanto amava indossare per andare in spiaggia, lasciandogli solo un paio di infradito che lui letteralmente odiava, specie parchè aveva dei piedi brutti. In compenso alcuni suoi colleghi erano sollevati del fatto che si erano risparmiati la puzza di piedi che Scanzi avrebbe disperso togliendosi gli stivali.

Selvaggia, sfoggiando il vestitino trasparente che aveva indossato nel suo viaggio in Israele (sotto il vestito niente), stava parlando con il poliziotto che sorvegliava l’ufficio oggetti smarriti il quale la informava che erano stati trovati 3 vibratori sotto l’ombrellone del pd: uno a forma di squalo, uno di capitone e l’altro tentacolare a forma di piovra. La seducente giornalista era molto agitata e preoccupata perchè qualche giorno prima aveva dimenticato il figlio in spiaggia a Ostia, e dopo aver chiamato il call center (a pagamento), e essersi recata nella sede principale in costa azzurra (“è per via della corrente” – gli avevano detto) aveva trovato solo il passaporto e il suo zainetto di Super Mario con dentro una lettera di Cruciani che diceva: “Così impari a dire che quando facevamo sesso non te ne accorgevi”.

Padellaro vagava in stato confusionale alla ricerca della sinistra italiana che secondo lui si trovava in ostaggio di una sirena renziana. Il giorno prima aveva pure scassato la macchina dopo aver usato la mulattiera dei 5 stelle e si era fatto dare un passaggio da Mattarella che stava ancora consumando i buoni benzina ricevuti come tangente 30 anni fa.

Peter Gomez Addams, ancora offeso per insulti di De Luca, Con maschera e pinne stava cercando un suo antenato tritone di razza scorfana nel frattempo diventato uno scafista.  In questi giorni aveva anche dovuto risolvere l’annoso caso dell’attacco informatico dell’hacking team che aveva diffuso in rete un’intercettazione in cui lui diceva a un suo amico finanziere che Travaglio era un incapace e doveva fare la stessa fine Savonarola.

In fondo era una bella giornata. Se non fosse che improvvisamente si avvicinò all’ombrellone la perfida addetta spiaggia kapò del lido paradise lost chiedendo di esibire la prenotazione degli ombrelloni e delle sedie sdraio. Esibendo un evidente malcelato godimento, l’addetta spiaggia aveva verificato che il biglietto della prenotazione era valido ma era per il giorno seguente.  La redazione del Fatto cominciò a scambiarsi occhiate colpevoli e a fare una colletta per pagare la multa. Travaglio aveva chiesto se era possibile fare una correzione e cambiare il giorno della prenotazione, ma l’addetta spiaggia, indicando la famiglia barese poco distante che aveva prenotato per quel giorno, disse ” no, mi dispiace, ma il cliente che ha prenotato è in attesa di ricevere il suo posto”.  Il capo della famiglia barese nel frattempo inveiva: “ma ce chezz stu Traveglie e merde, vettenne! e capete? chest è post nuest! Semme venete da Bere e mo tu ce vo fettere? ie te specche la chepe!”  rosso in volto, Travaglio saltò sulla sdraio e comincio a fare un vera e propria arringa difensiva: Ma è mai possibile? sono venuto in questa spiaggia piddina e la porta della cabina non si chiude, l’acqua del mare è fredda, la sabbia è calda e appiccicosa, i bambini renziani fanno castelli in aria e alzano la sabbia, quei ragazzi ci lanciano continuamente la palla, questi chiattoni si ingozzano come maiali e scorreggiano” – Tecce e Feltri si intromisero – “non ci sono neanche le donne in topless” – Selvaggia, anche lei furiosa rincarava la dose – “hanno sequestrato mio figlio e mi hanno dato questi tre vibratori che probabilmente hanno usato le droidi renziane! “Voi siete dei ladri!” – disse ancora Travaglio -. L’addetta spiaggia kapò chiamò in soccorso due bagnini e rispiegò la situazione cercando di ristabilire l’ordine e evitare sceneggiate. Ma Travaglio non voleva sentire spiegazioni “io pubblico tutto sul mio giornale! Voi non sapete chi sono io! Vi schetenerò contro l’inferno, vi distruggerò”.  Alla fine La redazione dovette arrendersi, pagare la multa e lasciare il posto alla famiglia barese che ne aveva diritto. L’addetta spiaggia kapò, andando via con i bagnini si lascio scappare un “Quel Travaglio, che figura di merda…”. La redazione  ritorno sconfortata e triste a casa. La vacanza era rovinata e per giunta il giorno dopo dovevano anche andare in stampa. In poco tempo la rabbia e lo sconforto lasciarono spazio a concentrazione e impegno. Tutto ritornò alla “normalità”. Dopo due giorni arrivò una bella notizia: il figlio di Selvaggia era stato recuperato su una spiaggia in Giappone. Selvaggia andò a recuperarlo e scrisse un messaggio su Facebook: “In Giappone l’acqua è calda, la sabbia è fresca, le cabine sono a chiusura ermetica, i bambini sono incatenati, è vietato giocare, indossano tutti stivali e le addette spiaggia, invece di fare le multe, passano il tempo a testare la penetrabilità degli ombrelloni gne gne gne”

 

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